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Articolo di Gianni Geraci tratto dalla rivista Pride del giugno 2006
Immaginate di essere in una parrocchia italiana. Immaginate la ventina di omosessuali che partecipa alla vita di questa stessa comunità e che, come è sempre stato, parlano della loro omosessualità (quando l’hanno finalmente riconosciuta) solo con il confessore o con qualche confidente accuratamente selezionato. E immaginate un giorno in cui cinque o sei di questi omosessuali decidano finalmente di uscire dall’ipocrisia e di dire la verità su se stessi, facendo un discorso che potrebbe suonare più o meno così: “Cari amici che frequentate la nostra stessa parrocchia, vorremmo dirvi una cosa che per noi è piuttosto importante. Noi che, quando scambiamo con voi il nostro segno di pace, vi sembriamo così normali. Noi siamo omosessuali!”. E così, dopo qualche mese, tutti si accorgerebbero che non è cambiato nulla e che, dopo tutto: “questi omosessuali non sono poi così diversi dalle persone normali”. |
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Riflessione di Alessandro Tarli tratta da Castello7, a.XVII, n.28 del 27 aprile 2008
La parola ebraica BOSC ha nella Bibbia anche dei significati imparentati con la nostra "vergogna", ma per noi distanti, come quando per esempio viene usato per esprimere il fastidio che si prova di fronte a qualcuno che insiste tenacemente in una richiesta, o anche quando rappresenta il sentirsi piccoli di fronte alla grandezza di Dio o alla potenza di un avversario. Si ricava l’impressione che nel complesso gli autori biblici esprimano una cultura secondo la quale il vero e il falso, il bene e il male, il giusto e l’ingiusto sono ben distinti e inconfondibili con differenze che sono quasi sempre immediatamente evidenti. Oggi invece... |
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Testimonianza tratta da Acqua di Fonte n.5 del dicembre 1997
Quando ho scoperto di essere lesbica è stato un duro colpo, non volevo credere ai miei sentimenti. Dopo la scoperta, il crollo: sentivo di non essere più “degna” di frequentare la Chiesa. Mi mettevo in disparte perché avvertivo la “pesante condanna” della Chiesa, in parte da interpretare come una mia non accettazione e auto-condanna, non riuscivo più a vivere due realtà che dentro di me “cozzavano”. Così ho mollato tutto e mi sono chiusa nel silenzio, a tratti interrotto da qualche chiacchierata con amici, da qualche “coming out” che mi dessero la possibilità di stare con gli altri accettata per ciò che ero e non per ciò che così spesso dovevo fingere di non essere. Ma poi un giorno.... |
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Racconto breve di Arthur C. Clarke, commento tratto dal blog pescevivo
L’attività della preghiera costituisce l’identità di chi prega. Dona senso e forza all’agire, non solo a noi stessi, ma anche all’azione altrui perchè si può pregare efficacemente per gli altri, essendo un interiore colloquio con Dio. Un’amica mi chiedeva a che cosa servissero in fondo le monache di clausura, la loro vita di preghiera, rispetto ad aiuti concreti come l’assistenza medica ai più poveri. Perchè sprecare tempo della propria vita pregando? Non si vuol essere esaustive per darsi arie senza la necessaria competenza. Espongo solo una delle mie teorie personalissime in merito: forse se le persone che pregano smettessero di farlo, il mondo potrebbe cessare di esistere", quasi come accade nel racconto "I nove miliardi di nomi di Dio " (1967) di Arthur Clark (Minehead, 16 dicembre 1917 – Colombo, 19 marzo 2008), indimenticato autore di fantascienza noto ai più per il suo romanzo "2001: Odissea nello spazio". |
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Relazione letta da Aasmund Vik all'European Forum di Leuenberg dell'11 maggio 2002, traduzione di Fabio
Il Forum Europeo dei gruppi di Gay e delle Lesbiche Cristiani è nato nel 1982 e opera per l’uguaglianza delle lesbiche e dei gay all’interno delle chiese cristiane in Europa. La 26° Conferenza annuale nel 2008 si terrà dall’1 al 4 maggio a St.Albans (Regno Unito). Forse ”il Forum europeo dei gruppi di gay e di lesbiche cristiani potrebbe non aver cambiato l’Europa nei suoi primi 20 anni, ma abbiamo certamente aggiunto sorrisi e forza alla fierezza delle lesbiche e dei gay cristiani”. Ecco la sua storia. |
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Articolo di Luisella Audero, referente di GayLib Toscana Miranda fino a tre anni fa era un uomo, poi per amore si è operata divenendo una donna. Ma l’uomo per il quale lei ha deciso di cambiare sesso non era chi lei sperava, chi lei pensava, chi lei amava. Dopo averla costretta a prostituirsi e tradita, durante un’ennesima lite, l’ha ucciso. Miranda ora è in carcere, sola, abbandonata da tutti e senza un soldo. L’associazione GayLib ha aperto una sottoscrizione per aiutarla, perché la disperazione a volte fa compiere atti estremi, ma sarebbe peggio non perdonare, non capire, voltare la testa e alzare le spalle. Vi chiediamo di aiutarci ad aiutarla poichè ha perso tutto. Questa è la sua storia. |
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Testimonianza tratta da blogspirit.com, traduzione di Dino
Abbiamo deciso di testimoniare che nella Chiesa cattolica esistono anche delle voci inclusive in favore dei gay e delle lesbiche. Malgrado la nostra indignazione di fronte alle recenti posizioni discriminatorie del Vaticano e al sostegno che fornisce ad Anatrella, un prete psicologo che considera la normalizzazione dell'omosessualità come un pericolo per la società. Ma noi non vogliamo rispondere alla violenza con la violenza. Abbiamo dunque scelto di testimoniare ciò che pensiamo, senza creare scandali all'interno della chiesa, ma facendo sentire la nostra voce. Come? Questa è la nostra storia. |
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Riflessioni di Elsa Woods tratto da Diaspora evangelica del dicembre 2005
Qui si parla di colpa e perdono. Infatti viviamo in un periodo storico dove la parola “colpa” è diventata arcaica. Ma stranamente anche se la parola colpa non è più tornata di moda, il senso di colpa non si è fatto seppellire così facilmente. Una regola importante l’ho imparata dal mio veterinario ed è questa: non leccare le proprie ferite, altrimenti si guarice più tardi! Non a caso Dio dice: "perdona, così vi ho insegnato" attraverso le parole del suo Padre Nostro. |
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