Spesso la Bibbia viene usata per condannare l'omosessualità, dimenticandosi che un testo così complesso ed universale non può essere adoperato acriticamente per redarre sommari giudizi morali sulla vita delle persone. Per fare un esempio molti testi dell'Antico Testamento ritengono che la malattia sia un castigo inflitto da Dio, per i peccati della persona o dei suoi antenati, mentre altri testi ritengono che sia un dovere morale sterminare gli idolatri. Affermazioni che alla luce del Nuovo Testamento non hanno più alcun senso. Ecco perchè abbiamo deciso di conoscere i testi biblici in cui si parla dell'omosessualità e di scoprire qual è la loro interpretazione alla luce degli studi biblici, più o meno condivisi, delle varie chiese.
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Sermone del pastore Gregorio Plescan pronunciato nel culto per le vittime dell'omofobia tenuto nella Chiesa Valdese e Metodista di Venezia il 6 aprile 2008
Matteo 8, 5-13, non è unico nel panorama del Nuovo Testamento, quello che rende particolarmente stimolante il racconto, semmai, è il "non detto", il contesto in cui i fatti si svolgono. Non è affatto improbabile che il "servo" del centurione fosse il suo compagno. Quello che più colpisce in questo racconto è il fatto che a Gesù questa relazione - vera, presunta, figlia della sua cultura, temuta... - non produca giudizio morale, non costituisca un problema. A Gesù interessa un’altra cosa, che esula dalla sfera della "moralità" dei due: la sfera della fede. |
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Testo tratto da "Our Story Too...Reading the Bible with New Eyes" del Rev. Nancy L. Wilson, Pastore della Church of the Trinity MCC, edito nel 1992, tradotto da Francesco F.
La maggior parte dei gay, delle lesbiche, dei bisessuali e delle persone transgender (GLBT) sono impauriti dalla Bibbia o non hanno familiarità nei confronti del suo contenuto, pensano che la Bibbia abbia in serbo per loro solo cattive notizie. Se è vero che la Bibbia fu scritta nel contesto di una cultura patriarcale ed eterosessista, il messaggio e la storia dell'amore incondizionato di Dio sono "un mezzo di salvezza" anche, e sopratutto, per le persone omosessuali. |
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Articolo del pastore valdese Gregorio Plescan tratto da Bollettino Refo, n.5 del 1999
La Bibbia non presenta se stessa come un trattato dogmatico "sistematico", cioè non possiamo pensare di trovarci di fronte ad unico e preciso testo che può dare le risposte a tutte le problematiche della vita umana. Tra l'altro spesso la Bibbia riflette dei "valori morali" diversi dai nostri (pensiamo alla poligamia, la schiavitù, etc…) espressione del tempo in cui fu scritta. Detto questo sull’omosessualità possiamo individuare, nel testo biblico, davvero pochi brani che ne parlano esplicitamente. Vediamoli insieme. |
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Relazione di Daniele Garrone, Atti del IV° Convegno della REFO su “Teologia e sessualità”, Casa Cares, 9-11 Novembre 2001
Tutta la sessuofobia che ha caratterizzato gran parte dell’Occidente cristiano (penso in particolare al Medioevo) non ha nessuna radice biblica: il fatto che l'umanità sia sessuata, che ci sia il desiderio, l'incontro, fa parte della buona creazione di Dio secondo l'Antico Testamento. Questa premessa è necessaria per ricordare che tutti i cristiani di oggi, di qualunque orientamento siano riguardo ai comportamenti sessuali e all’etica, non possono “applicare” direttamente la Bibbia ai nostri discorsi sulla sessualità e, viceversa, che non sia possibile ritrovare nella Bibbia le nostre categorie. |
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Riflessione di Gabriella Lettini tratta da Omosessualità, Claudiana editrice, pp.30-32 Nel nuovo testamento l’unico riferimento diretto all’omosessualità è fatto dall’apostolo Paolo nella lettera ai Romani. Le sue affermazioni sono state considerate, da sempre, come una condanna senza appello dell’omosessualità, ma oggi questa viene considerata come una lettura semplicistica del testo biblico. Vediamo come stanno effettivamente le cose. |
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