Nel Nuovo Testamento gli accenni all'omosessualità sono piuttosto rari e limitati prevalentemente all'epistolario paolino. Nuove sono semmai le motivazioni etiche che vengono addotte.
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Riflessione di Gabriella Lettini tratta da Omosessualità, Claudiana editrice, pp.30-32 Nel nuovo testamento l’unico riferimento diretto all’omosessualità è fatto dall’apostolo Paolo nella lettera ai Romani. Le sue affermazioni sono state considerate, da sempre, come una condanna senza appello dell’omosessualità, ma oggi questa viene considerata come una lettura semplicistica del testo biblico. Vediamo come stanno effettivamente le cose. |
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Riflessione di Gabriella Lettini tratta dal libro Omosessualità, Claudiana editrice, 1999, pp.32-33
Cosa dice Gesù sull’omosessualità? In verità non ne parla, anzi forse no. C’è un episodio nei Vangeli (Matteo 8,5-13, Luca 7,1-10) dove Gesù entra in contatto con una persona che era, molto probabilmente, omosessuale. Vediamo di scoprire quale significato vi si può leggere. |
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Riflessione di Romeo Cavedo tratta da CredereOggi, anno XX, n.116, Marzo-aprile 2000, edizioni messaggero di Padova, pp.40-41
Nel Nuovo Testamento uno dei pochi riferimenti all’omosessualità è nella lettera ai Romani di Paolo che sembra considerare l’omosessualità un male contro natura al quale Dio ha abbandonato gli uomini per punire la loro idolatria. Una visione che, pur essendo storico-salvifica, non sembra sufficiente per dedurre che la tendenza omosessuale sia in se stessa più grave di altre propensioni umane. Vediamo perché. |
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Brano tratto da Bibbia e omosessualità di Romeo Cavedo, in CredereOggi , anno XX, n.2, Marzo-aprile 2000, edizioni messaggero di Padova, p.42 |
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