| La bibbia e l’omosessualità |
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Ci sono determinati brani nella Bibbia che portano ad assumere un atteggiamento negativo e proibizionista nei riguardi della condotta omoerotica, così come era considerata dagli usi e costumi antichi, ma questi brani non hanno alcun riflesso sulle vite dei gay, lesbiche, bisessuali e transessuali di oggi. La parola “omosessuale” non appare in nessun vecchio manoscritto biblico greco o ebraico, poiché parola e concetto non esistevano nei tempi antichi. La stessa cosa vale per le parole “sodomia” e “Sodomita” (tranne che in riferimento diretto ad un residente nella città). Non c’è un passaggio che condanni gay e lesbiche, né che lotti per estromettere gay, lesbiche, bisex, trans e queer (GLBTQ) dall’appartenenza al corpo di Cristo, né che impedisca loro di essere ordinati nel ministero cristiano o che neghi il valore, il merito e i diritti delle relazioni GLBTQ. Quando facciamo riferimento al dialogo tra Bibbia e Omosessualità, è necessario chiarire che l’intera Bibbia non è impegnata in questo discorso, ma che l’arsenale delle Scritture, che include l’attacco di coloro che proclamano una condanna dell’omosessualità da parte della Bibbia, ammonta a 5-7 passaggi in totale, mentre il resto della Bibbia viene ignorato. Questi 5-7 passaggi sono conosciuti dalla maggioranza dei cristiani GLBTQ come Clobber passages (ndt: brani maltrattati). Il Dizionario del Patrimonio Americano definisce Clobber come annullare completamente qualcuno, trattare qualcuno in modo severo, colpire violentemente e ripetutamente, attaccare o maltrattare. Sinonimi di Clobber sono assalire, martellare, colpire con i pugni, annientare, attaccare, distruggere, schiacciare, sopraffare, travolgere, massacrare, dominare. Non c’è nessuna meraviglia se questi passaggi siano conosciuti anche come 'I testi del Terrore', ma la Bibbia non fu mai destinata a questo scopo, ossia spezzare il cuore e l’anima dell’umanità o costringere le persone a trasmettere paura attraverso la fede cristiana e coloro che erano, ad un tempo, loro fratelli e sorelle in Cristo. Usare la Bibbia per soprusi o per creare emarginati, corrompe la vita e lo spirito della Parola. C’è un’altra via e un altro messaggio: il messaggio del Vangelo e della Grazia. Note sui “passaggi maltrattati” 1. Lo scopo della Storia della Creazione in Genesi 1 e 2 era spiegare l’origine del mondo, il rapporto di Dio con l’umanità e la sua alleanza con lo stato di Israele. La coppia Adamo e Eva viene considerata un modello per le relazioni, ma quest’unico tipo di rapporto non deve diventare simbolo per gli altri. La Storia della Creazione viene usata in molti modi in contrapposizione a gay e lesbiche. Secondo questo racconto, Dio creò Eva dalla costola di Adamo perché fosse la sua compagna e la donna diventasse parte dell’uomo. Dunque, la questione è che Dio ha creato la donna per l’uomo e l’uomo per la donna e, quindi, i rapporti con lo stesso sesso sono una violazione dell’ordine divino. La seconda questione è che Dio diede ad Adamo e Eva una chiara indicazione, cioè “crescere e moltiplicarsi” e, poiché le coppie dello stesso sesso non sono in grado di procreare, essi non sono nemmeno in grado di compiere questo ordine divino. (…) Mentre riconosciamo che le coppie eterosessuali rappresentano la norma nei rapporti umani, non c’è nulla nella Storia della Creazione che confermi questa credenza. La Genesi né eleva né le impone come rapporto ideale per l’umanità. Ciò che la Genesi chiarisce ampiamente è che ogni cosa creata proviene da Dio, compresi Adamo e Eva, Sara e Lisa, Frank e Diane, Linda, Bob, Terrance e tutti i figli di Dio. 2. La storia di Sodoma in Genesi 19 racconta del tentato stupro di gruppo da parte di un’intera comunità di uomini verso due stranieri, all’interno delle loro mura. I peccati di Sodoma sono narrati da tutte le testimonianze bibliche, sia nel Vecchio che nel Nuovo Testamento, senza intendere che essi siano conseguenza dell’omosessualità. Dio non parla mai di omosessualità o di altre cose fra lo stesso sesso in riferimento a Sodoma. La storia di Sodoma come prova di testimonianza biblica contro l’omosessualità è stata respinta da molti studiosi e teologi, compresi quelli che non si pronunciano completamente, come fosse un cane di paglia, cioè un tema di cui è facile dimostrare la falsità. E ancora ci sono quelli che si occupano della storia come fosse una pistola fumante. Ecco. Sodoma. I Sodomiti. Fuoco e zolfo. Caso chiuso. 3. Il Codice della Santità, comprendente Levitico 18,19-22 e 20,1-18, si occupa di mantenere gli Israeliti come un popolo distinto e separato, che segue la libertà dalla schiavitù mentre inizia ad abitare altre terre insieme ad altri popoli. Il Codice di Santità fu scritto da un particolare popolo in un momento particolare e per una ragione particolare e non è mai stato pensato per tutti i popoli nel corso della storia. Nella natura di ogni gruppo di individui c’è la necessità di definirsi in modo da descrivere quelli che vi appartengono e separare quelli che non vi appartengono. I confini di questa distinzione sono usati per separare “noi” da “loro” e, spessissimo, questo linguaggio descrive l’altro in termini negativi, spesso esagerati o completamente falsi rispetto alla realtà. Nell’antico Israele, essere ebreo significava appartenere ad un popolo particolare e, mentre si poteva dire lo stesso per le altre nazioni, a quel tempo Israele si distingueva da esse per le sue tradizioni. Le Scritture hanno registrato la fede e la cultura di Israele e in nessun altro posto ciò è più vero che nei libri che hanno a che fare con la legge, compreso il Levitico. 4. In Romani1, Paolo riconduce l’origine e le conseguenze dell’idolatria al popolo dei Gentili. Così come i Gentili “pagani” si abbandonarono all’idolatria, a sua volta Dio li abbandonò alle stesse passioni e atti sessuali come punizione per la loro idolatria. L’intero capitolo è dedicato all’aggravamento delle loro colpe, iniziando dall’idolatria e arrivando ad essere persone piene di malvagità, crudeli, atei, assassini, maldicenti e nemici di Dio. Romani1 non riguarda i GLBTQ individualmente, né come gruppo e il tentativo di estrapolare Romani 1,24-28 dal contesto dell’intero capitolo per farne una condanna dell’omosessualità, non fa altro che gettare infamia sull’intera Bibbia. 5. La stessa lista di vizi (peccati) in 1Corinzi 6,9 1Timoteo 1,9-10 non contiene la parola omosessuale in nessun antico manoscritto della Bibbia o in nessuna traduzione prima del 20° secolo. Le parole che sono state tradotte erroneamente per intendere l’omosessualità maschile includono Arsenokoites e Malakos. Non c’è alcuna certezza storica sulla parola Arsenokoites, così come non c’è alcuna apparizione della parola prima dell’uso da parte di Paolo, ma durante e dopo Paolo essa appare solo nelle liste di altri vizi e non all’interno di un contesto dove possa essere ben definita. Malakos era una parola comune usata per descrivere chi era dolce di carattere o effeminato. Se ciò può essere applicato a uomini che si pensava assumessero il ruolo femminile in un incontro sessuale con un altro uomo, può applicarsi anche a uomini che si facevano il bagno troppo spesso, che erano buongustai, che ridevano frequentemente o erano gracili di costituzione. C’erano molte parole che Paolo avrebbe potuto usare ma che non usò mai per descrivere gli atteggiamenti omo-erotici. Se ti stai battendo per conciliare fede e sessualità, non limitare la tua analisi delle Scritture ai soli Clobber Passages, ma riflettila su tutta la Parola. Se c’era un tempo in cui si trovava speranza e sicurezza nelle parole delle Scritture; se c’era un tempo in cui la Parola era luce per i passi e il proprio cammino; se hai mai letto un Salmo e trovato conforto in esso o sei stato esortato ad essere saldo nella fede attraverso gli scritti di Paolo, sappi che nulla è cambiato. La Parola ti parla ancora. Levitico 18 o Romani 1 non ti caratterizzano. 1Corinzi 6,9 non ti condanna. Oggi tu sei ciò che sei sempre stato: un amato figlio di Dio. Testo originale The bible and homosexuality |




