| Ha mille occhi e si è fatto da solo. I bambini raccontano Dio |
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L´ebraica Vittorio Polacco, nel cuore del centro storico, a pochi passi dalla sinagoga, quella musulmana-integrativa nei locali della moschea El Fath, e l´istituto cattolico Antonio Rosmini, in un grande parco sulla via Aurelia. In "religioso" silenzio Peirce ha passato oltre cento ore ascoltando i bambini delle tre grandi fedi monoteiste discutere di Dio e dell'assoluto. Un lavoro immenso, una miniera di racconti, confluiti prima in un film documentario e adesso in un libro, dove con comicità e profondità quelle distanze che agli adulti sembrano abissali, vengono risolte dai bambini con trovate buffe, inedite, a volte incredibili. Con delicatezza Peirce affronta un tema spinoso, quello delle scuole confessionali, spesso viste e considerate come il primo elemento di disturbo alla laicità dello Stato, e che invece sono una realtà radicata e crescente in tutto l´Occidente.Non solo gli istituti cattolici, con i loro 250mila alunni, ma le tredici scuole ebraiche di Roma, Milano, Torino e Trieste, e la galassia delle scuole-integrative islamiche, diffuse capillarmente in tutta Italia, e che i bambini della comunità frequentano oltre alle elementari pubbliche, il sabato e la domenica. Racconta Peirce, che è giornalista, autore e regista televisivo: «Ho passato quasi un anno con questi bambini, cercando di rendermi invisibile e senza mai manipolare quello che vedevo e sentivo. Mi hanno fatto capire quanto siamo tutti uguali prima di diventare diversi. Ci sono bambini che vanno a scuola nello stesso momento, nella stessa città , ma... a migliaia di anni di distanza. A Roma, come in tante altre metropoli del mondo, bastano pochi chilometri per attraversare i millenni». E se la scuola ebraica, ragiona Peirce, «è la scuola di un popolo, quella nella moschea è il luogo d´incontro di una comunità di figli che arrivano da ogni parte del mondo, i cui genitori cercano di mantenere viva lingua e identità religiosa». Non molto dissimile in fondo da quanto avviene nella scuola cattolica, dove suore e maestre, ispirandosi al pensiero del filosofo e sacerdote Antonio Rosmini cercano di portare i bambini del terzo millennio all´incontro con Dio attraverso le tre "strade" della fiducia, dell´amore, e della gioia. Poi però nelle parole dei più piccoli è la risata che prevale: Dio per Sara, ad esempio, è una sorta di amico di matita a cui si possono dire i segreti. Khaled confessa invece che per non sentire i morsi del digiuno nel Ramadan gioca al computer, così mescolando candidamente sacro e profano, storia e futuro. "Per me l´Arca è come lo zoo" così i bambini raccontano Dio "Noi siamo tutti figli di Adamo, dice l´imam. Tutti? Ma proprio tutti? Madonna quanti figli... Ditemi un po´, a chi assomiglia Dio? Dio assomiglia alla maestra. No ai genitori. No, Dio assomiglia a Giulio.
Gualtiero Peirce, Il signore è grande e non si può disegnare (perché nel foglio non ci sta), editore Einaudi, 2008, pagine 132
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Riflessioni di Maria Novella De Luca tratte da
Con delicatezza Peirce affronta un tema spinoso, quello delle scuole confessionali, spesso viste e considerate come il primo elemento di disturbo alla laicità dello Stato, e che invece sono una realtà radicata e crescente in tutto l´Occidente.
