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Recensione di Delia Vaccarello tratta da l’Unità del 17 giugno 2008
«Omosessualità e Vangelo» è una raccolta delle numerose lettere giunte in questi anni a Franco Barbero seguite da una sua breve risposta: sono una testimonianza e un invito a vivere la propria storia umana e cristiana “sotto il sorriso di Dio”, nella consapevolezza che è il Suo l’unico “giudizio” che conta, che ci giudicherà, senza distinzioni, con un unico metro: quello dell’Amore. Il libro offre numerosi spunti per una pastorale con le persone omosessuali capace sia di liberarle da ciò che impedisce loro di avere un rapporto sereno con se stesse e con Dio, sia di metterle nella condizione umana e cristiana di “adultità”. Il testo è arricchito da una presentazione e una bibliografia ragionata redatte da Pasquale Quaranta che forniscono un'utile bussola anche a chi, credente e non credente, desideri approfondire questi temi e da una postfazione dello psichiatra Paolo Rigliano.
Una lettera può «salvare la vita». Soprattutto se riceve una risposta di amore e di speranza che aiuta a respingere la sensazione di essere «sporchi, sbagliati, nel peccato». Soprattutto se a rispondere è Don Franco Barbero. Per decenni impegnato a fianco dei poveri di diritti, dopo quarant’anni di sacerdozio, Barbero nel 2003 viene «ridotto» al laicato. Ma lui non muta nulla del suo impegno, tra i tanti compagni di viaggio ci sono lesbiche, gay, trans, divorziati e sposati civilmente, teologi dissenzienti. Continua la sua opera dalla postazione della comunità cristiana di base di Viottoli che ha fondato 35 anni fa. A tutti non fa mancare una parola di conforto, e la firma in calce reca sempre il Don. «Resto nella Chiesta cattolica e ci resto come presbitero perché me lo chiede un gran numero di donne e di uomini».
Le lettere che riceve Don Franco e le sue risposte sono state raccolte in un prezioso libro a cura di Pasquale Quaranta di prossima uscita dal titolo «Omosessualità e Vangelo, Franco Barbero risponde», Gabrielli editori. Lo stesso Pasquale, che oggi ha venticinque anni, scrive a Don Franco di sé: «Caro Pasquale, finalmente stai riuscendo a dirti che Dio ti vuole bene come sei. Che cosa puoi dire a quei tuoi amici che sostengono il cosiddetto “sesso senza amore”? Cerco sempre, anche nell’accompagnare gay e lesbiche, di mettere in grande risalto la valenza dei sentimenti, la possibilità di avere relazioni stabili, ma mi prefiggo anche di non incoraggiare la diffidenza verso il corpo». Il sacerdote incoraggia i sentimenti profondi come dono di Dio, come aveva fatto celebrando i patti d’amore tra coloro che la gerarchia non riconosce «degni». Pasquale nella sua presentazione passa in rassegna da giovane credente i comportamenti verso gay e lesbiche all’interno della Chiesa cattolica che si accompagnano troppo spesso a uno sguardo negativo: «Il rispetto è condizionato da giudizi infondati e talora fortemente ostili», la considerazione di fondo è quella che ritiene gay e lesbiche persone «gravemente ostacolate nel relazionarsi correttamente con donne e uomini».
Dinanzi a questi attacchi, l’autostima potrebbe frantumarsi di botto. Ma Barbero sa ricostruirla: «Oggi una eccellente produzione teologica dimostra a chiare lettere l’impossibilità di usare i testi biblici pro o contro l’omosessualità», precisa. E invita i credenti adulti ad «andare avanti senza bussare», senza chiedere permessi per vivere l’amore che benedice le unioni, perché «l’unica porta alla quale devono bussare è la porta di Dio».
Barbero risponde alla donna «che si sente sporca» perché ama un’altra donna, al sacerdote gay che dopo il travaglio dell’accettazione ha scoperto l’amore e non sa cosa fare, al papaboy attratto da un coetaneo, a Cosimo che convive da diciassette anni. Cosimo scrive: «Ho provato a confessarmi, le condizioni sono sempre le stesse: lasciare il mio compagno. La Chiesa di Roma vuole crocifiggermi negandomi l’eucarestia. A 53 anni sono stato colpito da degenerazione maculare per cui la vista va calando giorno dopo giorno e il solo a dire “ci sarò io al tuo fianco, darò io il tuo cane da guida” è stato il mio compagno cui devo tutto». La risposta è commossa, lunga e articolata. Ferma: «Per fortuna milioni di gay e lesbiche credenti vivono la loro esperienza come un dono di Dio e non si sentono più fuori dalla Chiesa. Quanto a me sono davvero riconciliato con la Chiesa. È semmai la gerarchia che non è riconciliata con me».
Come si fa da espulsi a sentirsi ancora «dentro»? Semplice: l’amore è gioia, sorriso: «Sono in compagnia di un enorme schiera di donne e uomini che vivono la loro fede sotto il sorriso di Dio». Pasquale Quaranta (a cura di), Omosessualità e Vangelo, Franco Barbero risponde, Gabrielli editori, 2008, pagine 160 Il libro può essere acquistato in tutte le librerie ed anche su: gabriellieditori.it - Internet Bookshop - Libreria Claudiana di Firenze (sconto del 10% per i lettori di gionata.org) Altre recensioni (siti esterni)
"Omosessualità e Vangelo. Il nuovo libro di Pasquale Quaranta e don Franco Barbero" su queerblog.it del 16 ottobre 2008
"È nella Chiesa la rivoluzione gay" di Giulio Maria Corbelli su gay.it del 16 Ottobre 2008 |