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Le mani di Dio e il cammino dell'uomo |
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Testo tratto da Diaspora Evangelica del gennaio 2007
Quante volte chiediamo a Dio di fare ciò che dovremmo fare noi. Quante volte deleghiamo a lui le nostre scelte? Chiediamo certezze e sicurezze preconfezionate, troppo impauriti o impigriti per percorrere il nostro cammino. E così aspettiamo che qualcosa cambi nella nostra vita.
Ma il tempo passa e non vediamo nessun cambiamento, perchè, come ci ricorda questa divertente storiella, "Dio non ha altre mani che le nostre"‘, perciò ha poco senso attendere "il cambiamento" se non ci diamo da fare per scoprire quale è il progetto di Dio per noi.
Un Maestro viaggiava con un discepolo incaricato di occuparsi del cammello. Una sera, arrivati ad una locanda, il discepolo era talmente stanco che dimenticò di legare l’animale.
“Mio Dio - pregò coricandosi - prenditi cura del cammello: te lo affido.” Il mattino dopo il cammello era sparito.
“Dov’è il cammello?” chiese il Maestro.
“Non lo so” rispose il discepolo “devi chiederlo a Dio! Ieri sera ero così sfinito che gli ho affidato il nostro cammello. Non è certo colpa mia se è scappato o è stato rubato. Ho esplicitamente domandato a Dio di sorvegliarlo. E’ Lui il responsabile. Tu mi esorti sempre ad avere la massima fiducia in Dio, no?”
“Abbi la più grande fiducia in Dio, ma prima lega il tuo cammello” rispose il Maestro. “Perché Dio non ha altre mani che le tue".
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