L'atteggiamento delle Chiese nei confronti dei credenti omosessuali è controverso; ancora oggi resta un tema di cui si parla con grande difficoltà. Pur esistendo diverse pubblicazioni e documenti ufficiali sul tema, di fatto, non esiste ancora un'opinione umanimemente condivisa tra le diverse Chiese cristiane.
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Riflessione di Gabriella Lettini tratta da Omosessualità, Claudiana editrice, pp.pp.54-56
Perché poi continuare a sostenere che matrimonio e unione civile sono due realtà diverse? Non nasce questo da paure inconsce, ignoranza e conformismo? Su cosa si basa il matrimonio? Sono dunque le coppie omosessuali a causare il degrado o il dissolvimento della famiglia nella società occidentale? Non credo proprio. Anzi, molte coppie omosessuali sono un esempio di come si possa essere coppia e famiglia al di là di vecchi e stanchi giochi di ruolo obbligatori. Nello stesso modo, molti uomini e donne omosessuali sono non soltanto cittadini modello, ma pionieri di un nuovo modo di intendere la società civile come un luogo dove ogni essere umano viene pienamente rispettato nella sua diversità e unicità. |
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Riflessioni del teologo Gregory Baum tratte da Adista Documenti n.°6 del 20 Gennaio 2007
Il teologo Gregory Baum ci ricorda che gay e lesbiche hanno una vocazione iscritta nella loro omosessualità che consiste nell'essere "voce critica di fronte agli abusi della società e nei confronti delle minoranze", perchè "bisogna rispettare la Bibbia come parola di Dio senza prenderla alla lettera", ma leggerla sempre nel suo contesto culturale, "dando priorità al comandamento evangelico dell'amore. Certo la Chiesa cattolica ha molto da dire a gay e lesbiche, per evitare le dipendenze che ogni vita sessuale può creare, peccato che ... essa non utilizzi questa via in cui la sua presenza sarebbe necessaria". |
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Riflessione di Padre de Raynal dell'abbazia benedettina francese di Solesmes tratta da devenirunenchris, tradotta da Dino M.
Nell'abbazia benedettina francese di Solesmes nella domenica delle palme del 2004 venne chiesto a Padre de Raynal di spiegare se la frase di San Agostino, "Ama, e fai ciò che vuoi", potesse essere applicata anche alle persone omosessuali. La sua risposta, inizialmente titubante, è un invito all'amore vero tra persone, al di là di tutto, perchè "Amare non è guardarsi l'un l'altro, ma guardare insieme nella stessa direzione". Perchè "la sola cosa che porteremo con noi in cielo è proprio l'amore. San Paolo ci dice che la fede e la speranza potranno scomparire, invece l'amore rimarrà per sempre". |
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Trascrizione dell'intervento di Don Ermis Segatti alla trasmissione Otto e Mezzo in onda su la7 il 21 novembre 2007, trascrizione di Mauro del Gruppo Narciso e Boccadoro
Alcuni mesi fa scoppiava il caso di Alberto Ruggin, un giovane gay credente che,dopo aver dichiarato la propria omosessulità in tv veniva invitato a lasciare i suoi incarichi in parrocchia. Soppiava così un caso mediatico su quale "accoglienza c'è nella chiesa per le persone omosessuali". La trasmissione televisiva Otto e Mezzo in onda su La7 nella puntata del 21 novembre 2007 si occupava del caso. Dopo aver già pubblicato la la prima parte della discussione avutasi in studio, pubblichiamo la trascrizione della parte finale dell'intervento di don Ermis Segatti di Torino che, riflettendo sul tema, accenna ad alcuni concetti che ci paiono interessanti. |
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Lettera aperta sottoscritta da centoventi religiosi africani, tradotta da Fabio R.
"Le chiediamo di fermare le aggressioni verbali e gli attacchi che il Suo governo perpetra nei confronti delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT)". Questo è l’inizio dell’appello che centoventi religiosi di diverse confessioni, guidati dall'arcivescovo anglicano Desmond Tutu, hanno inviato nel febbraio 2008 al presidente dell’Uganda a seguito delle "aggressioni verbali e degli attacchi" che il governo ugandese stà attuando nei confronti delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT). Parole forti che ci ricordano che "ogni volta che non avete fatto" qualcosa per "questi miei fratelli più piccoli, non l'avete fatto a me" (Matteo 25, 45). |
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