L'atteggiamento delle Chiese nei confronti dei credenti omosessuali è controverso; ancora oggi resta un tema di cui si parla con grande difficoltà. Pur esistendo diverse pubblicazioni e documenti ufficiali sul tema, di fatto, non esiste ancora un'opinione umanimemente condivisa tra le diverse Chiese cristiane.
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Articolo tratto dal Corriere della sera del 19 Novembre 2007 Ecco una buona notizia, viene dalla Norvegia e riguarda la chiesa luterana Norvegese che ha deciso, dopo una profonda riflessione, "di autorizzare l'ordinazione di omosessuali, uomini e donne, a membri «minori» del suo clero. Spetterà a ciascun vescovo decidere se affidare a fedeli omosessuali gli incarichi di pastore, diacono o vicario. Una decisione che è un antidoto reale contro ogni forma di discriminazione delle persone omosessuali. Che si fa? Si parte tutti per la Norvegia... |
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Riflessione del teologo spagnolo Juan José Tamayo tratta da Adista Documenti n.70 del 15 ottobre 2005 Quando si parla di omosessualità e cristianesimo ci si scontra spesso con stereotipi legati ad un'educazione religiosa o laica caratterizzata dall'omofobia. Ci si pronuncia senza conoscere e non per cercare di comprendere, ma per condannare. La Chiesa cattolica più volte si è pronunciata pubblicamente sull'omosessualità, sempre in tono negativo e di condanna. Il teologo spagnolo Juan José Tamayo in questo sua riflessione su "Omosessualità e cristianesimo" ci ricorda che "l'incompatibilità nel cristianesimo non si dà tra l'essere cristiani e l'essere omosessuali, ma tra l'essere cristiani e l'essere non solidali, tra l'essere cristiani e l'essere omofobi, o, come dice il Vangelo, tra il servire Dio e il servire il denaro". |
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Articolo di Sara Bauducco tratto da korazym.org del 25 novembre 2006
Dopo il Gay Pride 2006 di Torino è iniziato un dialogo franco e aperto tra alcuni omosessuali credenti e la diocesi di Torino. Un segno importante che fa ben sperare ed è anche un invito a tutti i gruppi di credenti omosessuali a continuare il loro impegno, ad essere "ponte" per il dialogo tra le persone omosessuali e la Chiesa cattolica. |
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Riflessioni di Christian Albini* tratte da sperarepertutti.blog.lastampa.it del 8 novembre 2007
"Mi sento molto toccato da questo argomento, perché mi rimanda a una persona a cui voglio bene come a una sorella e che ha scoperto all'improvviso la propria condizione pochi mesi fa. (...) Non ho saputo tenere conto della sua situazione, ... Non sono stato capace di volerle bene a sufficienza nei fatti, proprio quando ne ha avuto più bisogno". Da questo evento sono scaturite queste profonde riflessioni su come sono accolte le persone omosessuali nella chiesa e dagli altri credenti. |
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Riflessione di Gianni Geraci tratta da arcilesbicaudine.com
Essere cattolici "non può significare buttare a mare la coscienza e prendere per oro colato quello che viene detto dalla gerarchia, ma anzi, il cattolico che ha una fede adulta ha il dovere di formare la propria coscienza e di fare apertamente i conti con la propria esperienza affettiva e anche sessuale. Così ogni omosessuale credente non può prescinderne, a meno che non voglia cadere nell'ipocrisia che il Vangelo condanna più volte in modo molto severo, mentre non condanna (se non in pochi versetti) l'omosessualità". Una riflessione di Gianni Geraci, responsabile del gruppo di credenti omosessuali "il Guado" di Milano. |
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