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Noi cristiani in cammino, il Vaticano e la sua guerra alla depenalizzazione dell'omosessualità |
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Comunicato stampa dell'Associazione LiberaMenteNoi di Roma del 2 Dicembre 2008
Ogni campo è fertile: dai seminari ai Parlamenti nazionali, dai pulpiti alle Nazioni Unite. Nell'intervista rilasciata oggi da mons. Celestino Migliore ad una agenzia francese, si legge che la Santa Sede è fortemente critica sul progetto di depenalizzazione dell'omosessualità nel mondo. Ma quello che stupisce è la motivazione adotta da mons. Migliore: "si chiede agli Stati ed ai meccanismi internazionali di attuazione e controllo dei diritti umani di aggiungere nuove categorie protette dalla discriminazione, senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e implacabili discriminazioni."
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Noi Siamo chiesa e il NO del Vaticano sulla depenalizzazione dell'omosessualità |
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Dichiarazione di Vittorio Bellavite, portavoce nazionale di Noi Siamo Chiesa del 1 dicembre 2008
“Dopo il fantasma “eutanasia”, che ha innescato la campagna della CEI sul caso Englaro, ora è il fantasma “matrimonio omo” ad allontanare il Vaticano dal buonsenso e dalla carità cristiana e a fargli assumere una posizione odiosa e incomprensibile come quella di osteggiare la depenalizzazione universale dell’omosessualità, proposta all’ONU dalla Francia con il consenso di tutti i paesi dell’Unione Europea. Per chiarezza nella definizione delle responsabilità, mi sembra impensabile che una tale linea non sia diretta espressione di una decisione di Benedetto XVI, di cui l’arcivescovo Celestino Migliore è un semplice portavoce.
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La Diocesi cattolica di Los Angeles in aiuto dei sieropositivi e dei malati di AIDS |
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Tratto dal sito ufficiale dell'Arcidiocesi cattolica di Los Angeles, liberamente tradotto da Fabio
La diocesi cattolica di Los Angeles, per volontà del suo arcivescovo Cardinale Roger Mahony, sin dagli anni Ottanta è impegnata nel sostegno alle persone sieropositive e ai malati di AIDS. La nostra speranza è che anche le diocesi d'Italia, specialmente nelle grandi città, si attivino servizi analoghi per aiutare gli oltre 60.000 malati di AIDS italiani, senza discriminare rispetto alla loro storia personale e al loro orientamento sessuale.
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Un'alleanza ecumenica di chiese evangeliche si mobilita contro l’AIDS |
Articolo tratto da NEV - Notizie evangeliche n. 48 del 26 novembre 2008
"È ora che nella lotta all'AIDS si tenga conto anche dell'impegno delle comunità di fede". Lo ha dichiarato in occasione del prossimo 1° dicembre, Giornata internazionale per la lotta all'AIDS, la coordinatrice della "Ecumenical Advocacy Alliance" (EAA), Linda Hartke. L'organismo - un'alleanza ecumenica per la promozione e la difesa dei diritti fondata nel 2000 con sede a Ginevra (CH) -, si occupa preliminarmente della lotta contro l'AIDS/HIV. Attraverso il lavoro capillare dei propri aderenti sul territorio, l'EAA sta portando avanti una campagna anti-AIDS tesa a garantire a tutti l'accesso alla prevenzione, alle cure, e all'assistenza. Particolare attenzione è rivolta ai minori affetti da HIV/AIDS.
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Le unioni omosessuali nell’Europa premoderna |
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Riflessioni del teologo moralista e sacerdote spagnolo Benjamín Forcano tratte da "la realidad toma la palabra" pubblicato su Exodo, n. 85 del 5 dicembre 2006, liberamente tradotte da Pina
Iniziamo la pubblicazione, a puntate, di un lungo e articolato intervento del teologo moralista e sacerdote spagnolo Benjamín Forcano in cui riflette sui matrimoni omosessuali, “un tema che prontamente ci spaventa” anche se “la sua esistenza è stata una costante”. Ma oggi "la realtà dei soggetti sofferenti si è fatta parola, è stata ascoltata, ha dato origine a dibattiti, discussioni e ha costretto a ripensare al mondo ereditato". Ma “per coloro che sono abituati a rifiutare le unioni tra persone dello stesso sesso, risulterà difficile capire che queste non sono una strana aberrazione nella tradizione occidentale”. Scopriamo perchè!
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Gli omosessuali e la trave che acceca |
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Riflessioni di Pascale tratte da Fraternet.com, liberamente tradotte da Piero
Se c’è un campo in cui i limiti spirituali dell’uomo si svelano in tutta la loro incoerenza, è proprio quello dei condizionamenti e più precisamente quello dei pregiudizi. E che noi lo vogliamo o no, siamo tutti più o meno condizionati dalla nostra educazione e, più ampiamente, da una società che non può fare a meno di etichettare gli esseri umani in funzione delle loro credenze o dei loro comportamenti sessuali. Così, invece di riconoscere un buon albero dai suoi frutti, preferiamo giudicarlo dal colore della sua corteccia e paragonarlo al nostro per sapere se dobbiamo abbatterlo o rispettarlo. Le conseguenze? Innumerevoli mancanze d’Amore nei confronti di milioni di persone e tanti chiodi che piantiamo nel Corpo dell’umanità di cui facciamo parte...
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Per i gay credenti il Bene è sostantivo plurale |
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Riflessioni di Stefano Ventura dell'Associazione LiberamenteNoi
L'identificazione del Bene con Dio si traduce per noi cristiani in una affermazione di pluralità relazionale: se mi è dato di capire correttamente il dogma cristiano della Trinità, dovrei dire che il bene è plurale e unitario contemporaneamente. E’ molteplice e uno. E’ relazionale e comunitario. Come dire che, immediatamente, o forse potremmo dire per grazia, noi cristiani dovremo essere decisamente liberi dal pericolo del pensiero unico, saldi nel valore della pluralità, sicuri che tutto si regge perché la relazione viene prima, radicalmente prima, dei suoi termini, perché non c’è bene senza relazione perché solo nella relazione si riconosce il bene, che è sempre anche libero e creativo: genera pluralità e garantisce libertà. E’ amore.
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