"Le cose vecchie sono passate: ecco ne sono nate di nuove" (2 Cor 5,17)



I diritti delle persone omosessuali e la chiesa cattolica

Riflessioni di Luìs Correa Lima*, liberamente tradotte da Tiberiano

Non sarà che la Chiesa ha qualcosa a che vedere con i diritti umani delle persone omosessuali?
Nel 1986, un documento del Vaticano ai vescovi dichiarava che la Chiesa non deve considerare nessun essere umano come semplice omosessuale o eterosessuale: deve considerarlo come creatura di Dio e destinatario della Sua Grazia, che lo rendono figlio Suo ed erede di vita eterna.

 

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Le nuove forme di apartheid. Quando le chiese escludono in nome di Dio

Riflessioni di Rosa Salamone, vice presidente Refo (Rete Evangelica Fede e Omosessualità)

Sono molti a non conoscere il nome di Thoroughgood Marshall, poi abbreviato in un piu comodo Thurgood, avvocato afroamericano, impegnato nella causa dei diritti civili in favore della minoranza nera negli Stati Uniti durante la seconda meta degli anni 40 del secolo scorso.
L'obiettivo di Marshall fu quello di sconfiggere la sentenza Plessy, vittoria sudista del 1896 davanti alla Corte Suprema, in cui si sentenziava che le strutture separate dell'apartheid degli stati del sud non avevano affatto carattere razziale, ne impedivano il cammino dell'uguaglianza dei diritti tra le persone. Il termine usato dai fautori della sentenza Plessy era "separati ma uguali", una vera e propria dottrina che trovo' numerose sponde anche in parecchie chiese protestanti.

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Il Sinodo Valdese e il dibattito in corso sulla benedizione delle coppie omosessuali

Articolo tratto da Radio Berckwith del 6 agosto 2010

A poche settimane dall’apertura del Sinodo valdese a Torre Pellice si infiamma in ambito evangelico il dibattito sulla benedizione delle coppie omosessuali.
La celebrazione, avvenuta il 7 aprile scorso presso le comunità di Trapani e Marsala ha suscitato discussioni prima sulle pagine dei quotidiani nazionali e poi all’interno delle chiese protestanti.

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La chiesa Valdese, la «Sola Scriptura» e l'accoglienza delle persone omosessuali

infoLettera di Lucio Malan con risposta del pastore Paolo Ricca pubblicata sul settimanale Riforma del 16 luglio 2010

Nell’ultimo «dialogo» ho risposto al primo dei tre interrogativi sollevati dal nostro lettore Lucio Malan in ordine al battesimo di due gemelli, che ho «amministrato» (come abitualmente si dice) nella chiesa valdese di via IV Novembre, a Roma, nel corso del culto di Pentecoste, il 23 maggio scorso. Il battesimo era richiesto da una coppia gay, di cui un partner è il padre biologico dei gemelli, mentre il suo compagno è «padre» adottivo.
Rispondendo al primo quesito su che cosa significa essere genitori, ho sostenuto che, a mio giudizio, può, anzi deve, essere chiamato «genitore» non solo chi mette al mondo un figlio, ma anche e altrettanto, se non di più, chi, senza averlo messo al mondo, lo adotta come suo, assumendosene in tutti i sensi la responsabilità.

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Omogenitorialità. Nella chiesa Valdese cosa vuol dire essere genitori?

Lettera di Lucio Malan, risposta del pastore Paolo Ricca pubblicata sul settimanale evangelico Riforma del 2 luglio 2010

Il 23 maggio scorso, partecipando con mia moglie al culto di Pentecoste nel tempio valdese di via IV Novembre a Roma, abbiamo assistito al battesimo di due gemelli di otto mesi, richiesto – annunciava il pastore – «dai genitori dei bambini: Mario... e Francesco (*).

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Di fronte all'avanzata dei diritti degli omosessuali la Chiesa cattolica non sa più cosa dire
Articolo tratto da Tetu.com del 27 luglio 2010, liberamente tradotto da Dino

Mentre dei feudi cattolici come il Portogallo o l'Argentina hanno appena autorizzato il matrimonio per gli omosessuali, alcuni vaticanisti analizzano la perdita di influenza politica della Chiesa. La principale causa secondo loro è un discorso inadeguato alle evoluzioni della società.
Il discorso della Chiesa è ormai superato? "Inadeguato" preferiscono dire i vaticanisti e gli storici, che prendono atto della nuova sconfitta della Chiesa in quei feudi cattolici che sono il Portogallo e l'Argentina, dove il matrimonio è ormai aperto anche alle coppie omosessuali.
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Il vescovo portoghese Januario Torgal Ferreira: 'rispetto' il cammino delle coppie omosessuali
newsArticolo tratto da cristianosgays.com del 29 giugno 2010, liberamente tradotto da Dino

Ecco le interessanti riflessioni del vescovo portoghese Ferreira su 'chiesa cattolica, sessualità e omosessualità', riprese  dal sito del gruppo omosessuale cattolico portoghese Rumos Novos.
Presentiamo di seguito un estratto dell'intervista al vescovo delle Forze Armate del Portogallo, Januario Torgal Ferreira ,apparsa su un notiziario portoghese online.
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La Chiesa Evangelica del Rio de la Plata (IERP) e la Chiesa Evangelica Luterana Unita (IELU) dell'Argentina si schierano per il riconoscimento delle unioni omosessuali
infoDichiarazione congiunta della Chiesa Evangelica del Rio de la Plata (IERP) e della Chiesa Evangelica Luterana Unita (IELU)  Argentina del 31 maggio 2010, liberamente tradotta da Dino

In riferimento all'argomento in questione e in relazione alle dichiarazioni fatte da raggruppamenti di Chiese evangeliche ai quali non appartengono nè la Chiesa Evangelica del Rio de la Plata (IERP)  nè La Chiesa Evangelica Luterana Unita (IELU) e che, rifiutando l'iniziativa legislativa in questione, pretendono di parlare a nome di tutti gli evangelici, allo scopo di chiarire di fronte all'opinione pubblica qual è la nostra posizione, facciamo presente:
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Il Pride: la giornata dell'orgoglio, del coraggio e della speranza anche per tutti i cristiani
infoArticolo di Carlos Osma* tratto da Lupa Protestante (Spagna) il 26 giugno 2007, liberamente tradotto Franco Morelli

Il dizionario (1) definisce il termine “orgoglio” come un “eccesso di autostima che ci fa ritenere di essere superiori agli altri”.
Un concetto che si scosta dal messaggio predicato da Gesù, contro il quale in molte occasioni, in un modo o nell’altro, ha dovuto confrontarsi.
Ma nello stesso dizionario ci troviamo di fronte ad un’altra accezione: “sentimento legittimo della propria dignità, un orgoglio nobile ed appropriato”. 
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‘Condanno gli omosessuali perchè lo dice la mia religione!’. Quando la fede chiude le porte del cuore
infoTestimonianza di Ruth Nasrullah tratta da MuslimMatters.org del 19 marzo 2008, liberamente tradotta da Iovino A.

A metà degli anni Novanta, quando ero da poco una mamma single che viveva oscillando tra l’euforia per la liberazione da un matrimonio oppressivo e l’ansia di dover decidere cosa fare della sua nuova vita, avevo una migliore amica che si chiamava Janice.
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