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Relazione di Michael Brinkschröder* (Germania), conferenza europea “Le persone omosessuali e transessuali e le chiese cristiane in Europa", Roma, 10 giugno 2011, tradotto da Silvia Renghi
In Germania, ci sono parecchie organizzazioni ecumeniche e cattoliche LGBT, gruppi e reti. Sono strutturati in base alla differenza di sesso (gay/lesbica), dello stato ecclesiastico (clero/laico) e focalizzano la loro attenzione sul lavoro politico, pastorale, liturgico o teologico.
Soprattutto negli anni novanta, questi gruppi hanno attarversato una fase di divisione che non fu senza conflitti interni.
Al momento abbiamo raggiunto una fase di cooperazione rispettosa e fiduciosa e di condivisione del lavoro, stimolato da due conferenze di networking a Bielefeld (nel 2005 e nel 2008).
1. La più antica e grande è l'organizzazione ecumenica "Homosexuelle und Kirche e.V." (Gli omosessuali e la Chiesa). E' stata fondata nel 1977 e conta più di 400 membri. La HuK, come solitamente viene chiamata, si dedica molto alla politica della chiesa tramite il networking con altre organizzazioni ecclesiastiche progressiste come la "Kirche von unten" (la Chiesa dal basso) e il movimento "Noi siamo la Chiesa", con organizzazioni politiche LGBT e lavorando con i media. La campagna "Farbe bekennen" ("il colore della confessione") si è tenuta in molte parrocchie. La HuK organizza ogni anno un centro gay presso i raduni biennali delle due grandi chiese tedesche, la protestante Kirchentag e la Katholikentag. Durante gli ultimi decenni, questo lavoro politico ha avuto molto successo nelle chiese protestanti. Nella maggior parte delle regioni le persone lgbt possono ricevere la benedizione collettiva del partenariato, possono lavorare come pastori e possono vivere insieme ai loro compagni nella canonica. Purtroppo, il caucus politico della Chiesa cattolica è sempre stato molto piccolo. Dopo molti tentativi infruttuosi durante gli anni Novanta di entrare in contatto con i vescovi, il caucus ha dovuto cambiare approccio.
2. Mentre la HuK è per più del 90% di sesso maschile, la rete cattolica di lesbiche (NKaL) è una rete solo di donne. Fondata nel 1997, ha ora 5 gruppi regionali e circa 100 partecipanti. La NKaL ha sviluppato una specifica tradizione della spiritualità femminile e si presenta presso ogni Katholikentag. Accanto alla NKaL ci sono altre quattro reti lesbiche in Germania, tra queste la "Labrystheia" e la "Martha e Maria" sono formate principalmente da teologi protestanti, pastori o persone che lavorano nella Chiesa, mentre la rete "Lesbiche e Chiesa" e la rete internet "linet-c" sono aperte a tutte le lesbiche. Un importante stimolo per lo sviluppo di queste reti lesbiche è l'annuale "Lesbentagung" presso l'Accademia protestante Bad Boll, fin dal 1985.
3. A partire dal 1991, a Francoforte furono fondate comunità gay o queer in diverse città. 20-60 persone si riuniscono regolarmente, per lo più mensilmente. Le comunità gay o queer ora esistono a Francoforte, Stoccarda, Münster, Monaco e Aachen, dove si tiene l'Eucaristia secondo il rito cattolico, a Nürnberg, Basilea (Svizzera), Dresda, che hanno una liturgia protestante, come pure a Karlsruhe, seguendo la liturgia cattolica antica. Accanto al culto, in queste comunità autogestite viene portato avanti molto lavoro pastorale. Le "Lesbischwule Gottesdienstgemeinschaften" cooperano ecumenicamente e si presentano ai Kirchen- ed ai Katholikentage.
4. Un'altra associazione ecumenica è il "Working Group Gay Theology", che ha pubblicato decine di riviste della lunghezza di un libro sui problemi relativi alla teologia gay e queer. A partire dal 1994, con una cerimonia molto controversa per la benedizione dei preservativi, ha stimolato riflessioni teologiche critiche e creative circa le esperienze e la pratica dei cristiani LGBT nei loro contesti ecclesiali e sociali.
La rivista "Werkstatt Schwule Theologie" ha fatto emergere i centri di aggregazione gay per la teologia della liberazione, per la teologia femminista e politica e per le teologie tradizionali e i centri teologici di aggregazione delle teorie di genere e queer.
5. I sacerdoti gay della Chiesa cattolica in Germania hanno messo su una quinta organizzazione al di fuori dei gruppi locali e delle singole persone. I loro membri e i loro raduni annuali sono top secret, perché buoni motivi di temere che saranno esonerati dall'incarico se questa attività diventerà pubblica. Dopo una fase dinamica negli anni Novanta, con molti sacerdoti contrari a cambiare la loro situazione di vita, questi gruppi sono ora in crisi.
La maggior parte dei loro membri non era in grado di superare la paura. Non potevano tradurre in forme costruttive d'azione le contraddizioni della loro esistenza tra l'essere gay da un lato e il celibato e l'obbedienza dall'altro.
Non potevano gestire l'articolazione dei loro interessi comuni e presentarli ai loro vescovi, come ad esempio le loro controparti protestanti sono riuscite a fare secondo una sorta di auto-comprensione sindacalizzata.
Cosa abbiamo ottenuto?
Tuttavia, dopo tutti questi anni abbiamo raggiunto diversi obiettivi:
• I gruppi sono mentalmente molto aperti in termini di cooperazione ecumenica tra protestanti e cattolici. I gruppi lgbt cattolici e le persone hanno imparato molto da questa collaborazione ecumenica, anche se a volte ciò tende a sviarci dal lavoro insopportabilmente frustrante all'interno della nostra chiesa.
• Dopo molti anni di litigi con i vescovi locali abbiamo ottenuto un ingresso stabile nel programma ufficiale del Katholikentage. Siamo apertamente accolti dall'associazione dei cattolici laici "Zentralverband der deutschen katholiken".
• Ora abbiamo il supporto esplicito del Movimento internazionale "We are church".
• Diversi sinodi diocesani e forum concordano con più del 90% dei voti sull'istituzione di tavole rotonde per migliorare la situazione di lesbiche e gay nelle loro chiesa locale. A dispetto di questo supporto da parte dei laici cattolici, i vescovi responsabili preferirono far cadere la questione – prima o dopo l'istituzionalizzazione di una tavola rotonda.
• Diverse diocesi tedesche hanno persone preposte o gruppi responsabili per la cura pastorale delle persone omosessuali.
• Ci sono almeno 5 comunità lgbt che celebrano l'Eucaristia nelle chiese cattoliche romane in modo regolare. Anche se l'Eucaristia è stata proibita in un caso da un vescovo ausiliare che ha causato un danno grave alla comunità, alla fine abbiamo continuato a celebrare regolarmente l'Eucaristia. Poiché esistiamo ormai da molti anni, i vescovi e i sacerdoti lentamente si stanno abituando a noi come parte della Chiesa.
• Ogni coppia dello stesso sesso che aspira ad una cerimonia di benedizione in qualche modo riuscirà a trovare un sacerdote, anche se ciò non è nè consentito nè sanzionato.
La Chiesa della Paura
La Chiesa cattolica è l'ultima grande organizzazione sociale in Germania che apertamente discrimina le persone LGBT. Pertanto, la maggioranza delle persone LGBT cattoliche nel frattempo hanno lasciato la Chiesa. Tuttavia, ce ne sono altre che mantengono la loro fede cristiana e continuano ad essere cattoliche.
Questo di solito porta con sé una lunga storia di repressione relativa alla sessualità dello stesso sesso con le conseguenze psicologiche e sociali di omofobia interiorizzata e di odio di sé. E dato che dobbiamo venire a patti con tanti messaggi negativi e ambigui su di noi, non è un compito facile sviluppare un'identità lgbt cattolica positiva.
Quando tento di descrivere la nostra situazione nella Chiesa cattolica, mi viene in mente la seguente immagine: siamo esseri umani fragili in piccoli spazi sicuri situati nel mezzo di un campo minato, con cecchini tutt'intorno a noi.
Anonimi cecchini scrivono denunce al Vaticano, sapendo che le loro informazioni saranno ascoltate al fine di avviare indagini ufficiali e di mantenere il controllo sui vescovi locali. Al giorno d'oggi, i tradizionalisti pubblicano discorsi di odio su internet, denunciando ogni cattolico che osa fare un passo oltre la linea dell'insegnamento magisteriale.
Ogni mossa che facciamo, ogni piccolo passo avanti è pericoloso perché possono far scattare le sanzioni negative da parte della gerarchia ecclesiale.
Ma nessuno sa quando e perché: a causa dell'orientamento sessuale? Del mostrarsi in pubblico? Delle denunce? Del vivere insieme ad un partner? Dell'ingresso in un'unione ufficialmente riconosciuta? O perchè diffondiamo idee teologiche che potrebbero essere considerate eretiche? E che tipo di sanzioni arriveranno? Perdere la reputazione? Essere considerato peccatore?
Il ritiro dalla missione canonica ? Essere esclusi dal ministero sacerdotale, dal vostro ordine o da qualsiasi lavoro ecclesiale? L'obbligo di tacere per un po'? O ci sarà la scomunica e il rifiuto dei sacramenti?
Non abbiamo alcuna sicurezza giuridica e nessun diritto canonico! Almeno una cosa è certa: le lesbiche e i gay che sono operatori pastorali o insegnanti di religione saranno licenziati, quando esprimeranno la loro partnership civile e la renderanno pubblica.
I queer cattolici sperimentano la loro chiesa come una "Chiesa della paura" – come l' artista tedesco Christoph Schlingensief ha chiamato uno dei suoi progetti più famosi.
Egli ha l'ha intesa come una chiesa eterotopica, dove le persone sono autorizzate a parlare apertamente delle loro paure. Ma quando le persone lgbt superano la loro paura, diventano pericolose, come corpi omosociali, per la gerarchia e il clero che sono costruiti sulla roccia dell'omofobia e della misoginia.
I tradizionali discorsi teologici sull' omofobia sono probabilmente lo strumento più importante per la disciplina del clero. Le strutture del potere disciplinare e del potere pastorale – come Michel Foucault le ha descritte – crollerebbero entambe senza questo fondamento.
È duro il processo pastorale, psicologico e politico per superare questa Chiesa della paura. Non ha futuro. Questo è diventato evidente nel 2010.
La crisi degli abusi sessuali del 2010
Nel 2010, la Chiesa cattolica in Germania ha attraversato una profonda crisi. Sono stati resi pubblici centinaia di casi di abuso sessuale sui bambini da parte dei sacerdoti. Anche se la Chiesa ha dovuto affrontare simili scandali in USA o in Irlanda prima, nessuno aveva idea del numero scioccante di violenze sessuali avvenute nelle scuole cattoliche e nelle parrocchie.
Ne è venuto fuori che la burocrazia ecclesiale conosceva molti dei problemi, ma aveva protetto i suoi sacerdoti dalle conseguenze giuridiche. Usavano la pressione psicologica e trucchi giuridici contro le vittime per evitare giudizi pubblici. E hanno trasferito quei sacerdoti da una parrocchia ad un'altra.
Per la prima volta i sopravvissuti dall'abuso sessuale sono al centro dell'interesse – l'interesse del pubblico, dei politici e aiutano delle associazioni d'aiuto e l'interesse di una chiesa che lotta con il suo senso di colpa e di vergogna.
Come conseguenza di questa crisi da abuso sessuale, la fiducia nei sacerdoti e negli operatori pastorali della Chiesa è diminuita drasticamente. Il celibato e la morale di insegnamento sulla sessualità sono stati visti come le cause principali di questi crimini. E, naturalmente, la questione dell'omosessualità è stata toccata in diversi modi:
1. Il Cardinale Tarcisio Bertone ha cercato di collegare l'abuso sessuale con la pedofilia e allo stesso tempo la pedofilia con l'omosessualità. Questo modello di capro espiatorio era già stato utilizzato per i casi avvenuti negli Stati Uniti. Ovviamente, questa affermazione è sbagliata, come recenti ricerche hanno dimostrato: non c'è una percentuale più elevata di omosessuali coinvolti e solo meno del 5% dei sacerdoti abusanti avevano una diagnosi di pedofilia. Invece, nella maggior parte dei casi tutto è stato causato dalle strutture di potere ecclesiale, dal deficit di intimità, dall'assenza di rapporti personali, da una confusa identità sessuale e da una carente educazione alla formazione umana.
2. In realtà, ci sono altre linee del rapporto, che sono più importanti. Come scoprì Klaus Mertes, il preside di una famosa scuola di Gesuiti a Berlino che rese pubblico questo primo caso scoperto, molte delle vittime presso la sua scuola rivelarono di essere gay. Poichè erano insicuri e provavano vergogna di se stessi, durante la pubertà e l'adolescenza, erano bersagli facili.
3. Il Rapporto dell'arcidiocesi di Monaco e Frisinga su tutti i casi documentati fin dal 1945, più di 150, ha dichiarato che molto spesso i sacerdoti responsabili dell'amministrazione superiore erano segretamente gay. Quando hanno tentato di applicare eventuali sanzioni contro chi abusava dei bambini, sono stati ricattati e per paura si sono rifiutati di agire. Così non sono stati i gay pericolosi, ma l'oppressione dell'omosessualità e della sessualità in generale hanno reso la crisi da abuso possibile.
Dal timore all'Audacia
Il fallimento della Chiesa nel trattare in modo adeguato gli abusi sessuali sui minori da parte dei sacerdoti e la perdita di fiducia nella gerarchia esigono delle risposte. In molti cuori questo è stato collegato alla delusione di lunga data riguardante uno scisma orizzontale tra il popolo cattolico e i vescovi.
Così il Presidente della conferenza episcopale tedesca, Robert Zollitsch, ha annunciato un "dialogo strutturato" tra gerarchia e rappresentanti delle organizzazioni laiche. Anche se il vescovo conservatore di Essen ha dichiarato che la questione dell'omosessualità non farà parte di questo dialogo, è ora di tale importanza che la spaccatura conservatrice tra i vescovi non sarà in grado di sopprimere questo argomento di dialogo.
Un notevole segnale per questo dialogo è venuto dalla teologia accademica. 240 professori tedeschi di teologia hanno firmato il "Memorandum: Kirche 2011", in cui affermano che l'alta considerazione del matrimonio non è una ragione per escludere le coppie omosessuali dalla Chiesa.
Questa è la prima volta che la maggior parte dei professori liberali di teologia cattolica includono la questione dell'omosessualità nella loro agenda. Prima di questo punto di svolta, era stato impossibile ottenere una loro dichiarazione pubblica circa il tema dell'omosessualità, a causa delle conseguenze personali temute per se stessi o per i loro studenti.
In parallelo al Memorandum, un altro teologo, David Berger, è uscito allo scoperto.Egli è stato una figura simbolica per il tradizionalismo cattolico: desideroso di far rivivere il Neoscolasticismo e di attaccare Karl Rahner più nettamente, fu nominato membro della Accademia Pontificia di San Tommaso d'Aquino a Roma.
Berger è uscito con un big bang, perché ha imposto un'apertura verso gli atteggiamenti di sentenza riguardo all'omofobia, all'antisemitismo e all'antimodernismo di molti gruppi cattolici tradizionalisti. E' stato accompagnato da un interesse enorme dei media. Ciononostante, il cardinale Meisner, vescovo di Colonia, ora ha ritirato la missione canonica per David Berger.
Ma quest'uso del potere episcopale non esaurirà il dialogo. I cattolici Queer in Germania sono adesso nel mezzo di un processo di modifica dei loro atteggiamenti: dal silenzio, dalla paura e dalla disperazione passano all'audacia circa i nostri sentimenti e la loro chiara espressione: l'omofobia cattolica è distruttiva e deve essere fermata.
* Dr. Michael Brinkschröder, 1967, teologo Cattolico e sociologo, vive a Monaco, Germania. E’ fondatore del “Gruppo di lavoro sulla teologia gay“ e per molti anni curatore del giornale “Werkstatt Schwule Theologie“. Ha scritto la sua tesi di dottorato sulle radici bibliche della omofobia Cristiana: “Sodom als Symptom. Gleichgeschlechtliche Sexualität im christlichen Imaginären – eine religionsgeschichtliche Anamnese“ (Sodoma some sintomo. Omosessualità nell’immaginario Cristiano – Una anamnesi storico-religiosa, Berlino/New York 2006). Dal Maggio 2011 è co-presidente del Forum Europeo dei Gruppi LGBT Cristiani.
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