| Lesbiche e Chiesa cattolica. Tra omofobia e teologia "alternativa" |
|
«I primi cristiani hanno voluto distinguersi dalla cultura dominante, distaccandosi dalla prassi omosessuale del passato. Ma la tradizione ebraica ha sempre condannato l'omosessualità, soprattutto quella maschile: a tal proposito ci sono diverse interpretazioni sulle motivazioni della condanna. Forse perché nell'atto omosessuale c'è mescolanza di liquidi, o perché viene negata la possibilità della procreazione. Questa seconda motivazione diventa decisiva per il cristianesimo fino ai giorni nostri. Comunque anche in ambiente ellenistico il rapporto tra uomini doveva essere sempre tra persone di età diverse, un adulto e un giovinetto: l'omosessualità tra pari minava invece la base della società».
Dove sta il fondamento biblico della condanna all'omosessualità? «San Paolo, nella lettera ai Romani lo dice chiaramente: è una trasgressione dell'ordine naturale delle cose».
«Il passaggio dei cristiani da "setta" a religione di Stato non mutò la situazione. Fu nel tardo medioevo che alla condanna morale si aggiunse la giurisprudenza secolare e si discusse se trattare l'omosessualità come un crimine.
«Si parte dal dichiarare buona la sessualità e la complementarietà dei sessi, per arrivare progressivamente a dire che la pratica sessuale è lecita solo all'interno del matrimonio».
Il Concilio di Trento è stato determinante in questo passaggio? «In parte, perché ha regolato il matrimonio cristiano e la morale sessuale, ma la dottrina sulla omosessualità era fissata già da San Tommaso». Il celibato dei preti ha influito sulla omofobia della Chiesa? «Potrebbe esserci una relazione riflettendo sulla condizione propria dei sacerdoti e sugli ambienti della loro formazione, ma già i Padri della Chiesa predicavano contro l'omosessualità e l'eterosessualità era considerata una delle precondizioni per l'ordinazione».
«Certo, anche se purtroppo ancora si vede confondere i due fenomeni. Un omosessuale è una persona che cerca relazioni alla pari, con adulti».
«Nei miei studi storici più che altro ho trovato documenti sull'omosessualità maschile, poco su quella femminile, anche perché veniva trattata con meno durezza».
«Una suora, Benedetta Carlini, badessa in un convento di Pescia (Pistoia), a cavallo tra ‘500 e ‘600, venne condannata e incarcerata perché lesbica, ma anche perché molto amata dai laici della zona, aveva un certo potere invidiato da chi la condannò».
Scrivi un commento I NoemiBlog |



Articolo di Alberto Piccioni tratto da 
