Gionata.org aderisce
| Noi siamo chiesa Emilia Romagna, la Veglia per le vittime dell'Omofobia di Bologna e il Concilio |
|
Affonda nella parola di Dio la disponibilità di don Nildo nei confronti di persone omosessuali credenti che volevano pregare (e di tutte le persone assetate di Dio), così come è nato dal suo insegnamento di parroco l’atteggiamento di cordialità e di interesse con il quale siamo stati accolti. Finita la veglia, con quelli del coro ci siamo fermati a bere una birra: tante domande, qualcuno che aveva già visitato il nostro sito e infine un invito a partecipare ai loro “martedì dell’oratorio”. Qualcuno si chiederà il perché di tanto interesse verso la “questione omosessuale” da parte di Noi Siamo Chiesa Emilia Romagna; il fatto è che i primi ad arrivare tra di noi al momento della nostra “rifondazione” sono stati proprio alcuni amici gay credenti, con grande stupore dei “fondatori” assolutamente digiuni della difficile condizione dei gay nella chiesa e nella società, della quale hanno preso lentamente coscienza. E’ la condizione che ora vivo io, arrivato a Noi Siamo Chiesa da poco più di un anno. Nel giro di poco tempo Noi Siamo Chiesa Emilia Romagna è entrata a far parte del tavolo sull’omosessualità (vi partecipano insieme “sigle” di credenti e non credenti) e, in occasione del Bologna Pride, ha pensato di dare un proprio originale contributo alla manifestazione organizzando, ospiti del Cassero, un affollato convegno dal titolo “Cristianesimo e omosessualità, approcci alternativi” al quale hanno partecipato Letizia Tommassone, pastora valdese di La Spezia, Gianni Geraci e, con un messaggio registrato, don Franco Barbero. Al convegno Noi Siamo Chiesa ha letto un proprio documento; alcuni credenti omosessuali avevano preparato una lettera che è stata ugualmente letta. Il tutto, insieme al documento della diocesi di Innsbruck, è stato poi inviato ai preti bolognesi. Noi Siamo Chiesa ha infine partecipato alla sfilata con un proprio striscione, per accompagnare gli amici gay credenti. Se in questi mesi molta parte dell’attività di NSC è stata dedicata al tema omosessualità, non dobbiamo dimenticare che come movimento siamo nati attorno ad un “appello dal popolo di Dio” rivolto alla Chiesa perché accetti di riformarsi confrontandosi sempre più con la Parola di Dio, annunciando sempre più la grande gioia della salvezza di Dio. Portare in primo piano la Parola significa ridimensionare l’importanza del magistero che alla Parola è secondo e che è autentico nella misura in cui a questa si conforma. E’ il contrario, ci sembra, di ciò che accade attualmente nella Chiesa. A questo scopo nei due anni trascorsi abbiamo organizzato alcune iniziative volte a formarci, a confrontarci con tanti che hanno la nostra medesima sensibilità e a farci conoscere: - Il convegno al Cassero e la partecipazione alla sfilata del Bologna Pride, come già detto - Due convegni all’eremo di Ronzano (Aborto e Progetto Culturale della Chiesa Cattolica i temi del primo, Confessione quello del secondo con relatore don Ferdinando Sudati) - Un incontro sull’attuazione del Concilio - Un incontro con don Paolo Farinella sul suo libro “Ritorno all’antica messa” - Il gruppo biblico - La partecipazione alla settimana per l’unità dei cristiani - Contatti con Pax Christi, Comunià di Base e con alcuni amici dell’Azione Cattolica - Colloqui con alcuni parroci della Diocesi di Bologna e con il Vescovo di Imola mentre sono in via di preparazione la presentazione in alcune città della regione del libro “Sulla Chiesa povera” (con contributi di Vittorio Bellavite, Luisito Bianchi, Teresa Ciccolini, Roberto Fiorini e Rosanna Virgili, curato da NSC, edizioni la meridiana) e la collaborazione con Luigi Pedrazzi per una serie di “festeggiamenti” delle varie tappe del Concilio con documenti di don Giuseppe Dossetti e del Cardinale Lercaro. Festeggiamenti destinati a durare a lungo (quanto il Concilio stesso?), allo scopo di presentare il Vaticano II alle giovani generazioni che non hanno potuto conoscerlo né tantomeno viverne il clima.
Articoli correlati: In una parrocchia di Bologna hanno pregato per le vittime dell'omofobia (Il Resto del Carlino, 15 dicembre 2008) A Bologna. Quando la chiesa cattolica prega con i gay (l'Unità, 12 Dicembre 2008) In una parrocchia bolognese i fedeli veglieranno, per la prima volta, per le vittime dell'omofobia (Il Resto del Carlino, 11 Dicembre 2008) |






Riflessioni di Giampaolo Spettoli, portavoce di