Come il cammino con i cristiani Lgbt mi ha fatto crescere come pastore

Testimonianza del pastore Sally Hitchiner tratta dal “Christian role models for LGBT equality”, edito da Stonewall (Inghilterra), settembre 2015, pag.21, liberamente tradotta da Luca Canetti

Quando avevo già 28 anni cominciai ad approfondire la teologia per mia curiosità personale e mi sono resa conto che, tutto sommato, la Bibbia non è contro il matrimonio dei gay se nel rapporto c’è fedeltà”

Il Rev. Sally Hitchiner guida l’ufficio di cappellano interreligioso[1] per un’università londinese e ha fondato DiverseChurch.org.uk, un gruppo di supporto e un’area riservata in internet per i giovani LGBT cristiani.

In qualità di cappellano universitario, il mio ruolo è di supportare gli studenti universitari nella loro crescita nella fede. Da cristiana, quando si è trattato di fare i conti col mio orientamento sessuale, mi sono resa conto che il gruppo che si sentiva maggiormente escluso dalla fede tradizionale nella mia università e dalla società era quello degli LGBT. Per cui, mi sono offerta di aiutarli nel loro lavoro facendo del mio meglio. Nel frattempo, erano alla ricerca di un posto sicuro per incontrarsi tra di loro per potersi conoscere meglio, così ho permesso loro di usare la mia canonica.

All’inizio erano timorosi, ma poi hanno capito che ero dalla loro parte. Quando i loro amici chiedevano di fare un’esperienza del genere, gli parlavano di me. Le storie di questi giovani cristiani erano tragiche: pensavano spesso al suicidio, e molti sentivano di dovere abbandonare la propria fede, in quanto non riuscivano a liberarsi della loro identità di persone LGBT pregando o attraverso dei semplici consigli. Io sono solo un comune pastore, ma quando ho avuto a che fare con questi ragazzi di 19 e 20 anni che sentivano di essere permeati del peggior peccato[2] possibile e che la vita e la fede dessero pochissima speranza ̧ era difficile far loro capire che non era così.

La cosa più importante di cui loro avevano un gran bisogno era rendersi conto che non sono soli. Mi sono messa subito alla ricerca di integrarli in qualche gruppo, ma allora non c’era nessun gruppo che fosse adatto per questi giovani LGBT cristiani, in modo tale da poterli aiutare sia ad accettare la loro identità sessuale sia dal punto di vista del loro essere cristiani. Così ho deciso di creare un gruppo chiuso su Facebook e ho aggiunto tutti i ragazzi, altri giovani LGBT cristiani e i loro amici.

Il gruppo è cresciuto rapidamente e ci siamo resi conto di avere il potenziale di fermare il circolo vizioso del disprezzo verso sé stessi mettendoci la faccia in prima persona. Ho capito che poteva essere un punto di forza sia per i ragazzi all’interno del gruppo e per quelli all’esterno e che poteva permettere loro di far sentire la loro voce. Così, abbiamo lavorato sodo per cercare tutte le piattaforme che permettesse tutto ciò. Alcuni componenti del gruppo erano all’esterno e abbiamo deciso di chiedere a sei di loro di dare la loro testimonianza in alcune parti di un cortometraggio su Youtube. È stata una delle cose più spaventose che io abbia mai fatto. Era la prima volta che tutto ciò veniva fatto dall’ala conservatrice della chiesa britannica e non eravamo in grado di prevedere quali sarebbero state le conseguenze. Però il film è diventato virale e ha avuto 2000 visualizzazioni nei primi quattro giorni. E le richieste di iscrizione al gruppo aumentavano sempre di più.

Ho scelto il nome Diverse Church per sottolineare con forza che il nostro gruppo non riguarda la supremazia delle persone LGBT, ma si tratta di un appello alla Chiesa universale perché ritrovi lo spirito della vera diversità, conformandosi a Dio Padre, Figlio e Spirito Santo[3] e perché celebri come si deve nel contesto della missione di testimoniare l’amore cristiano. Invece di un’espressa e rigida richiesta di azione, abbiamo messo in campo tutta una serie di valori che ci avrebbero aiutato in ogni attività che facevamo. Ritenevamo che la gioia e la partecipazione alla celebrazione della Messa[4] fossero importanti insieme alla dimensione comunitaria e alla solidarietà.
Spesso, se dimostri di comportarti in conformità a molti principi evangelici, il pastore (o prete) ti allontana dal gruppo e ti fa entrare in una stanza sul retro e tira fuori un fazzoletto per asciugarti le lacrime. Questo è spesso fatto a fin di bene, ma non capivamo perché doversene vergognare e associare il pianto a tristezza o alla sofferenza in sé. Una figura molto importante nella chiesa disse che aveva l’impressione che in Inghilterra stavamo voltando pagina, anche perché non era necessario che un gruppo come il nostro pensasse di essere ai margini della Chiesa universale.
«Per cortesia non fate sì che questi ragazzi si sentano isolati», disse. Inoltre, mi sono resa conto che molte delle persone di mia conoscenza, che appoggiavano tutto ciò che stavo facendo, ricoprivano degli incarichi di grande responsabilità nella chiesa, per cui ho deciso di chiamarle a darci una mano.

Il nostro primo raduno nazionale prevedeva un benvenuto nella cattedrale londinese di San Paolo. Due delle loro parrocchie ha ospitato un incontro con circa 40 ragazzi, in modo da potersi ascoltare tra loro e questi ragazzi hanno dimostrato che tutto ciò è molto importante per loro. Poi ci hanno accolto nel gruppo chiamato Evensong e tra noi c’era un ragazzo del gruppo Diverse Church a cui era stato impedito di parlare nella sua Chiesa dopo aver dichiarato pubblicamente di essere omosessuale che ha letto una delle letture nel corso della Santa Messa.[5]

Tutto questo ha cambiato la vita a molti di loro. Nelle loro chiese si sarebbero sentiti dei pesci fuor d’acqua, ma qui, nella chiesa più famosa del Regno Unito, sono stati accolti a braccia aperte.

Questo cammino sta cambiando anche me. Sono cresciuta in una chiesa conservatrice[6] e nonostante io fossi consapevole di essere omosessuale sin dalla giovinezza, non ho mai avuto la sensazione che Dio mi odiasse per questo. All’inizio pensavo semplicemente di non aver incontrato la persona giusta per me e dunque pensavo di rimanere da sola per tutta la vita – e non avrei fatto altro che concentrarmi unicamente sul mio lavoro. Poi, quando avevo già 28 anni, ho cominciato ad approfondire la teologia per mia curiosità personale e mi sono resa conto che la Bibbia, tutto sommato, non è contro al matrimonio dei gay.
Il Vangelo ha portato nuova luce e nuova speranza nella mia vita. Il messaggio che Dio ama davvero ciascuno di noi acquisisce un significato ancora maggiore se lo si legge senza tener conto delle ulteriori regole apparentemente arbitrarie per un certo gruppo della popolazione.
Nel frattempo, ero stata promossa ad un servizio di una certa responsabilità per la mia età, il che mi ha dato la possibilità di parlare in diverse trasmissioni televisive e di organizzare il lavoro dei gruppi all’interno della Chiesa universale.[7]
Mi è stato dato il consiglio di continuare col mio lavoro senza espormi: “Lascia che siano gli altri che hanno meno da perdere a combattere la battaglia per gli LGBT”.

Ma poi penso che Dio mi sia venuto a cercare. Nel centro stavo proiettando il film «Les Miserables» e c’è una scena in cui il protagonista si rende conto che un’altra persona verrà condannata al posto suo per il crimine che ha commesso. Giunge alla conclusione che Dio gli sta chiedendo di essere onesto per il bene dell’altro, per far sì che la sua vita non si trasformi in un vero e proprio incubo. Quella scena mi ha colpito come una mazza: è stata come una seconda conversione.[8]
Mi sono seduta in uno degli ultimi posti del centro, nella più completa oscurità, ed ero incapace di trattenere le lacrime: dovevo agire. Per il bene dei ragazzi che ho incontrato dovevo vivere alla luce del sole e con la ferma fiducia che Dio, che mi ha sempre aiutato, continuasse ad aiutarmi mentre io aiuto gli altri. Ed è andata proprio così!

Mi ha meravigliato rendermi conto quanto Dio si sta servendo del nostro piccolo gruppo. Ho anche notato che a questo punto della nostra storia dei ragazzi di diciannove anni che sono emozionatissimi mentre danno la testimonianza di quanto Dio li ha aiutati mettendo nelle loro vite dei motivi per sperare hanno una forza maggiore rispetto agli argomenti sicurissimi, espansivi e ben preparati dei vescovi e dei professori di teologia.
Vediamo tutti i giorni i ragazzi tornare a vivere, e la mia fede è diventata più forte che mai. Mi trovo talmente bene in questo gruppo che non voglio essere da nessun’altra parte.

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Note a cura del traduttore:

1 Si veda: B. SALVARANI, Il dialogo è finito? Ripensare la Chiesa nel tempo del pluralismo e del cristianesimo globale, EDB 2011. Si veda inoltre: CONCILIO ECUMENICO VATICANO II, Dichiarazione sulle relazioni della Chiesa con le religioni non cristiane «Nostra Ætate», in Denz. 4195-4199; Concilio ecumenico Vaticano II, Decreto sull’ecumenismo «Unitatis redintegratio», in Tutti i documenti del Concilio, Editrice Massimo, Milano 200625 (il documento si può leggere, in forma abbreviata, in Denz. 4185-4194) e GIOVANNI PAOLO II, Lettera enciclica «Ut unum sint», in Denz. 5000-5012.

2 Si veda: CONCILIO DI TRENTO‚ Decreto sul peccato originale‚ in Denz. 1510-1516.

3 Per approfondire le questioni riguardanti la trinitaria, si veda: FROSINI G., La Trinità mistero primordiale, EDB 2000. È inoltre interessante leggere i testi di una religiosa francese dichiarata santa da papa Francesco: SANTA ELISABETTA DELLA TRINITÀ, Opere, Edizioni Paoline, Cinisello Balsamo 1993. Si veda inoltre: CONCILIO ECUMENICO LATERANENSE IV, La fede cattolica, in Denz. 800-802; CONCILIO DI LIONE II, Costituzione sulla suprema Trinità e la fede cattolica, in Denz. 850; LEONE XIII, Enciclica «Divinum illud munus», in Denz. 3325-3331; TERZO SINODO DI TOLEDO, Professione di fede del re Reccaredo, in Denz. 470; Sesto sinodo di Toledo, in Denz. 490-493; UNDICESIMO SINODO DI TOLEDO, Professione di fede, in Denz. 525- 541; QUINDICESIMO SINODO DI TOLEDO, Apologia di Giuliano, in Denz. 566-567 e SEDICESIMO SINODO DI TOLEDO, Professione di fede, in Denz. 568-575.

4 Per approfondire si veda: INNOCENZO III, Lettera al vescovo Ugo di Ferrara «In quadam nostra», in Denz. 798 e GREGORIO III, Lettera al vescovo Bonifacio «Magna nos habuit», in Denz. 582-583.
5 Per approfondire, si veda: CONCILIO DI TRENTO, Dottrina e canoni sul sacrificio della messa, in Denz. 1738-1759.
6 I pronunciamenti del magistero della Chiesa sull’omosessualità vanno proprio in questo senso: ad es. si veda: BENEDETTO XVI, Istruzione della Congregazione per l’educazione cattolica sui criteri di discernimento vocazionale riguardo alle persone con tendenze omosessuali «In continuità», in Denz. 5100.

7 Per approfondire, si veda: Sinodo di Serdica, in Denz. 133-135; LEONE I, Lettera ad Anastasio di Tessalonica «Quanta fraternitati», in Denz. 282; XVI SINODO DI TOLEDO, Professione di fede, in Denz. 568-575; CONCILIO ECUMENICO VATICANO I, Costituzione dogmatica sulla Chiesa di Cristo «Pastor Æternus», in Denz. 3050-3075. Per approfondire le varie visioni ecclesiologiche e per approfondire i vari nodi teologici sulla Chiesa si veda: CASTELLUCCI E., La famiglia di Dio nel mondo. Manuale di ecclesiologia, Cittadella, Assisi 2008.

8 Per approfondire si veda: Documenti della seconda Assemblea generale dell’episcopato latino-americano a Medellin (Colombia) «Presencia de la Iglesia», in Denz. 4480-4496.

 

Testo originale: christian 
role models for LGBT equality: Sally Hitchiner

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