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Gionata - Progetto su fede e omosessualità
Le lesbiche, i gay e la chiesa cattolica

riflessioniRiflessioni di Orlando Contreras tratte da elmorrocotudo.cl, liberamente tradotte da Dino


Qualcuno pensa e dice che gli omosessuali e le lesbiche hanno un comportamento che è aberrante. Chi pensa così dimentica, o non vuol riconoscere, che le aberrazioni più grandi registrate dalla storia dell'umanità sono state commesse da eterosessuali.
Altri sono meno severi nei propri commenti e si limitano a dire che omosessuali e lesbiche vivono nel peccato. Questi dimenticano che per la Chiesa tutti commettiamo peccati con i pensieri, le parole, le opere e le omissioni. Dimenticano che l'atteggiamento di Gesù, nei confronti di quelli che vivono facendo notare il peccato altrui, è di dir loro "chi è senza peccato scagli la prima pietra".
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Bufera nel mondo cattolico dopo il 'No' Vaticano alla depenalizzazione dell'omosessualità
articoloArticolo tratto da Adista Notizie n. 88 del 13 Dicembre 2008

“Con una dichiarazione di valore politico, sottoscritta da un gruppo di Paesi, si chiede agli Stati ed ai meccanismi internazionali di attuazione e controllo dei diritti umani di aggiungere nuove categorie protette dalla discriminazione, senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e implacabili discriminazioni. Per esempio, gli Stati che non riconoscono l’unione tra persone dello stesso sesso come ‘matrimonio’ verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni”.
Con queste parole mons. Celestino Migliore, osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, ha giustificato il proprio ‘no’ in sede Onu alla proposta francese di depenalizzazione dell’omosessualità nel mondo.
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Bibbia e omosessualità: impariamo a non giudicare
riflessioniRiflessioni del pastore valdese Gregorio Plescan tratte dal settimanale Riforma n.48 del 12 dicembre 2008

A metà  di  novembre  (ndr dal 7 al 9 novembre a Firenze) si  è  tenuto l’annuale  convegno  della  Rete evangelica Fede e omosessualità (Refo), una delle  «agenzie  ecumeniche»  meno conosciute  ma  più  significative  –  a mio  parere  –  delle  nostre  chiese. Questo era il «convegno del decennale»:  la  Refo  è  stata  fondata  nel  1998. Un’occasione per tentare un bilancio del  rapporto  tra  le  nostre  chiese  e  il mondo gay e lesbico.
Sotto un certo punto di vista dobbiamo  ammettere  che  nell’ultimo decennio non abbiamo compiuto (ndr nelle chiese Battiste, Valdesi e Metodiste italiane) delle  svolte  clamorose  rispetto  alla  nostra  linea  di  pensiero  basata  sulla  responsabilità  personale  nei  confronti dell’etica. 
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I bravi cattolici usano il preservativo. Una scelta in favore della vita

dossier aids 2008Articolo tratto da condoms4life.org, liberamente tradotto da Fabio

L’associazione americana Catholics for Choice (“Cattolici per scelta”) ha partecipato alla XVII Conferenza sull’AIDS che si è svolta a Città del Messico dal 3 all’8 agosto 2008 dove ha lanciato la campagna “I bravi cattolici usano il preservativo” e inviato un messaggio al Papa chiedendo di porre fine al bando dei preservativi.
Anche noi volontari di gionata.org , come ha fatto Catholics for choice, crediamo sia importante ricordare, sia alle persone eterosessuali che omosessuali, di usare il preservativo per prevenire la diffusione delle malattie a trasmissione sessuale, in primo luogo l’HIV. La vita è un bene prezioso che ci ha dato il Signore. Non bisogna esitare un istante a proteggere la vita propria e altrui dalla diffusione di malattie mortali. Usare sempre il preservativo è “una scelta in favore della vita”.

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L'omofobia nelle nostre chiese. Riflessioni di un gay cristiano

testimonianzaRiflessioni di Jean Vilbas già pubblicate in Recherches unitariennes n° 16 del maggio 2005, liberamente tradotte da Dino

Qualche anno fa Jean Vilbas aveva cercato di capire quale fosse la sua vocazione, aveva cercato un Dio differente da quello che i suoi genitori gli avevano descritto. "I miei erano cattolici conservatori andavano a messa ogni domenica ma non mettevano Cristo al centro della loro vita gli altri sei giorni della settimana". Il suo camino lo ha condotto prima in una chiesa battista e poi verso una chiesa riformata.
«Ma in alcune di queste chiese – spiega – non ho potuto rendere visibile una parte importante della mia personalità perché non la comprendevano». Per "me è prioritario l’essere cristiani, l’orientamento sessuale viene dopo. Perché non ho scelto di essere omosessuale mentre ho scelto Cristo. È lui il motore della mia militanza gay nella Chiesa". Ma non è facile trovare una chiesa cristiana che accoglie le persone omosessuali e non chiede loro di scegliere tra l’amore e la propria fede. Questa è la sua storia.

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