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In Italia due volte straniero. La storia di Daniel, studente sudamericano e gay |
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Testimonianza di Daniel, tratta da "Ho visto tante case colorate, per conoscere, vedere e amare le case famiglia" a cura di Terra dei Piccoli Onlus, Marzo 2011, pp.53-56. Commento alla testimonianza di di Salvatore, padre dell’AGEDO
Sono uno studente universitario. Abito in una cittadina del Lazio e patisco il caldo afoso e l'inverno rigido tipico della mia zona come tante altre persone. Sono nato in Sud America dove vi ho trascorso la mia infanzia. Tutta la mia adolescenza invece l’ho passata qui (ndr in Italia) frequentando le scuole superiori, un liceo scientifico tecnologico, per specificare.
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Basta tacere. “Sono un sopravvissuto, ho il dovere della memoria” |
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Testimonianza Laurent raccolta da Dominique Thiéry tratta da TÊTU+. Guide gratuit d'information sur le VIH. 2010-2011 (Francia), Dicembre 2010, p.12, liberamente tradotta da Giacomo Tessaro
Sulla sua T-shirt fetish si legge: “Trust me, I'm a doctor” (fidatevi di me, sono un medico). Caroline, un'amica intima, lo conferma: “Durante il consulto, malgrado quello che sta vivendo, il vostro raffreddore è per lui la cosa più importante!” Laurent, 43 anni, è medico generico nella periferia parigina. Si presenta volentieri come gay, ebreo e sieropositivo.
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La storia ritrovata. La persecuzione Nazista degli omosessuali raccontata dall’Holocaust Museum di Washington |
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Articolo di Elizabeth Olson tratto dal New York Times (Stati Uniti), 4 Gennaio 2003, liberamente tradotto da Maurizio C.
Venivano chiamati “quelli del 175”, gli omosessuali che i nazisti arrestarono, picchiarono, misero ai lavori forzati e, qualche volta, castrarono. Le accuse venivano mosse in base al Paragrafo 175 del codice criminale tedesco, che metteva al bando l’”indecenza contro natura” tra uomini, a partire dal 1871.
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Mio marito per 17 anni mi ha nascosto la sua omosessualità |
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Lettera di Jeanne con risposta di Jacques Arènes* tratte dal settimanale cristiano La vie (Francia), 4 gennaio 2011, liberamente tradotte da Piero
“Ci siamo conosciuti e sposati giovani, e abbiamo conosciuto per 17 anni una felicità come ce ne sono poche. Sono nati tre bambini, tutto era meraviglioso. Mentre ero incinta del quarto mio marito mi informa che è omosessuale, che lo sa da sempre, e che è passato all’azione qualche anno prima.
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Articolo di Delia Vaccarello tratto da L'Unità, 13 febbraio 2012, pag.41
Curare i gay? Piuttosto «liberarli». Sono davvero «terapie» le cure per i gay? Per nulla: traducono in termini pseudo scientifici i pregiudizi popolari e nel vano tentativo di modificare l’orientamento sessuale alimentano il disprezzo del paziente verso se stesso e della società verso l’omosessualità, colpendo al cuore la democrazia degli affetti.
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