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Realtà poco conosciuta, i gruppi di cristiani omosessuali esistono da tempo in Italia. Sono nati negli anni Ottanta, nei centri ecumenici piemontesi, quando, nei campi estivi, si cominciava a parlare di “Fede e omosessualità”, un tabù per tutti, fino a quel momento. E ancora oggi continuano il loro cammino di fede, continuando a confrontarsi con la Chiesa di cui si sentono parte.



Coraggio amici. Lettera aperta agli omosessuali credenti in un momento di difficoltà

riflessioniRiflessioni di Gianni Geraci del Gruppo del Guado – Cristiani Omosessuali Milano

Ho trovato sorprendente il ragionamento con cui il rappresentante della Santa Sede alle Nazioni Unite ha bocciato la proposta europea di una dichiarazione ONU in cui si chiede di depenalizzare l’omosessualità.
Chi infatti sostiene, come monsignor Migliore, l’esistenza di un legame stretto tra la depenalizzazione degli atti omosessuali e il riconoscimento giuridico delle unioni omosessuali, implicitamente ammette che si tratta di due tappe di un unico percorso che non lascia spazio per posizioni intermedie: approvare una dichiarazione che chiede di non punire penalmente gli atti omosessuali (ovvero mettere al primo posto la dignità della persona omosessuale) significa arrivare, prima o poi, al riconoscimento delle coppie di fatto tra persone dello stesso sesso; opporsi al riconoscimento di questo tipo di convivenze implica, secondo il ragionamento proposto da Celestino Migliore, un atteggiamento ostile nei confronti di qualunque forma di condanna di quei paesi che puniscono con il carcere o con la pena di morte, le persone omosessuali.

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Noi cristiani omosessuali del Guado di Milano proviamo vergogna per questa Chiesa cattolica
comunicato stampaComunicato Stampa del Gruppo del Guado – Cristiani Omosessuali di Milano del 3 dicembre 2008

Quando le immagini degli omosessuali che il regime iraniano ha condannato a morte hanno fatto il giro del mondo abbiamo atteso che la Santa Sede dicesse qualche cosa per difendere la vita di questi giovani che venivano impiccati solo perché erano omosessuali. Abbiamo atteso, ma la diplomazia vaticana ha osservato un assordante silenzio.
Adesso che i Paesi europei hanno presentato alle Nazioni Unite una mozione in cui si raccomanda agli Stati membri di depenalizzare l'omosessualità ci saremmo attesi, da parte della Santa, Sede parole di incoraggiamento e di sostegno.
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Voglio urlare al mondo che questo non è l'amore di Cristo

riflessioniRiflessioni di Andrea del Gruppo In Cammino di Bologna del 3 dicembre 2008

Oggi, compare su tutti i giornali e nei loro siti la posizione del Vaticano espressa all'ONU circa la depenalizzazione dell'omosessualità. Il Vaticano si è schierato per il no, giustificando questa posizione che la depenalizzazione creerebbe altre discriminazioni proprio perchè sarebbero fatte pressioni indebite sui paesi che non approvano le unioni omosessuali.
Che casualità, ieri sera ero tornato entusiasta da una bellissima veglia ecumenica sulla pace, sulla necessità di deporre le armi, per cessare le guerre e le persecuzioni. E oggi noto che la Mia Chiesa preferisce il teatrino politico, la prova di forza, parole così fredde e aride per giustificare la non messa al bando della depenalizzazione dell'omosessualità.

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Un gruppo di gay cristiani torinesi scrive una lettera aperta a Monsignore Celestino Migliore

lettera apertaLettera aperta del Gruppo La Fenice, cristiani omosessuali di Torino del 3 dicembre 2008

Monsignore, siamo un gruppo di cristiani cattolici omosessuali di Torino e vogliamo esprimerle quanto hanno suscitato in noi le sue dichiarazioni riguardo la proposta francese di depenalizzazione del reato di omosessualità presentata presso le Nazioni unite.
Le scriviamo questa lettera nello spirito cristiano della correzione fraterna, rivolgendoci a Lei e a tutti coloro di cui si è fatto portavoce esprimendo contrarietà alla depenalizzazione di un reato così infamante per i diritti umani.

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Manuale per lottatori in tempi oscuri ovvero come sopravvivere alle nostre chiese

riflessioniRiflessioni di Rosa Salomone del gruppo Varco-Refo di Milano

Per esempio, uno impara a non fidarsi di chi è disposto a lasciarsi massacrare. Certi pugili sono brave persone ma sempre esposti sul lato più debole. Sono preda della curiosità dell’avversario che li svela. Non riescono a celarsi.
La goffaggine ha un fianco sempre scoperto, anche se non è colpa di nessuno che esistano lati così buffi nella vita. E’ una cosa che si nasce e che realmente non si disimpara con i pugni. Di solito il loro avversario perfetto ama il sangue. E’ un amore quasi senza interesse e del tutto ricambiato. Bisognerebbe scrutare a fondo negli occhi per vedere che finezze può raggiungere chi lotta solo per la crudeltà.
Di solito non c’è scampo. I primi le prendono di santa ragione, i secondi quando finisce tutto vanno a ubriacarsi. I lupi hanno cattiverie proporzionate alle pecore disposte ad accettare ogni macello.

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Piango per queste parole che gridano vendetta al cospetto di Dio

testimonianzaRiflessioni di Carlo, volontario del progetto gionata

Con grande incredulità, sconforto e nausea ho appreso dell’ennesima presa di posizione della gerarchia vaticana contro le persone omosessuali. Mi chiedo se, nella gerarchia vaticana, si rendono conto delle sofferenza diretta e indiretta che provocano in milioni di uomini e donne. Ovviamente sì! Non li faccio così stolti.
La ricchezza di umanità del Concilio Vaticano II, l’apertura alle aspirazioni di ogni uomo, le speranze di comunione che ho assaporato nella mia vita di cristiano cattolico sono sempre più annichilite.

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I gay cristiani del Varco di Milano, dopo le dichiarazioni del Vaticano, chiedono una posizione ufficiale alle chiese evangeliche
lettera apertaLettera aperta inviata dal gruppo Varco-REFO* (Gruppo di Valorizzazione della Comunità Omosentimentale) di Milano inviata al Concistoro di Milano e alla tavola Valdese, al Concistoro della Chiesa Valdese di Milano, alla Tavola Valdese e alla Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (FCEI) il 2 dicembre 2008

Le dichiarazioni di mons. Celestino Migliore, osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, in merito alla contrarietà del Vaticano alla mozione presentata all'Onu  dalla Francia a nome dell'Unione Europea, per depenalizzare a livello mondiale l'omosessualità come reato, di fatto si oppongono alla proposta di salvare milioni di vite umane.
Tale dichiarazione, se verrà oltretutto confermata dalla Sede Apostolica, rappresenta e rappresenterà un tacito assenso da parte del Magistero della Chiesa cattolica Romana alle violenze, oppressioni, discriminazioni a carico di persone omosessuali in 91 paesi del Mondo, e la pena capitale in 10 paesi islamici.
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