Realtà poco conosciuta, i gruppi di cristiani omosessuali esistono da tempo in Italia. Sono nati negli anni Ottanta, nei centri ecumenici piemontesi, quando, nei campi estivi, si cominciava a parlare di “Fede e omosessualità”, un tabù per tutti, fino a quel momento. E ancora oggi continuano il loro cammino di fede, continuando a confrontarsi con la Chiesa di cui si sentono parte.
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Testimonianza di M.
Una mattina lui mi telefona piangendo, ha scoperto di essere siero-positivo all' H.I.V.. Quello che ho provato in quell'istante non posso descrivertelo, sentivo proprio la terra che mi mancava sotto i piedi, ... mi consideravo padrone della mia vita, non ero padrone di nulla. La cosa che più di tutte mi terrorizzava era il dubbio, anzi la certezza che avevo di essere stato io ad infettarlo. Pensavo di aver rovinato la vita di quel ragazzo, pensavo ai mie genitori ed a mia sorella che mi avrebbero visto morire nel peggiore dei modi, pensavo ai genitori di lui, bravissime persone. Era la prima volta in vita mia che non pensavo a me stesso, non mi importava delle sofferenze che avrei dovuto patire, il mio cuore letteralmente mi faceva male al pensiero che tanta gente avrebbe sofferto per colpa mia. Tornavo a casa, e forse mi sarei ucciso, quando ho visto una chiesa aperta e sono entrato... Da allora nulla è stato più lo stesso. |
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Articolo tratto da icn-news.com del 16 aprile 2008
Incontrarsi pubblicamente per parlare di omosessualità e fede fa notizia. Vi segnaliamo l'articolo che il sito d'informazione ICN e l'agenzia nazionale NEV (Notizie Evangeliche) hanno voluto dedicare all'incontro di Casa Cares 2008 dove, persone provenienti da diversi cammini di fede, gay e non, hanno voluto riflettere, incontrarsi, confrontarsi liberamente su questo tema partendo dalle loro esperienze personali e dal loro cammino di fede. |
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Testimonianza di Lourdes Rodríguez-Nogués* tratta da dignityusa.org, tradotta da innocenzo
Sono originaria di cuba, lesbica e cattolica. Quando ho detto a mia madre che ero lesbica mi ha chiesto cosa "dio ne avrebbe pensato". Da brava madre cattolica mi ha raccontato il conflitto che sentiva dentro il suo cuore tra l'amore per sua figlia e la sua Chiesa. Ho rassicurato mia madre che il mio cuore era pieno dell'amore per Dio, gli ho detto che io avevo la certezza che Dio mi amava ed è stata contente per il modo in cui ho vissuto la mia vita. Ma conosco tanti uomini e donne ispaniche le cui storie non hanno avuto un simile lieto fine. Mi chiedo tanto dolore è necessario? E ancora una volta chiedo a Papa Benedetto XVI: tutto questo dolore fa onore o serve a Dio? |
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Credenti e omosessuali... Persone come tante, alle prese con le speranze, le difficoltà, i sogni e le mille domande che ci pone la vita. Aiutaci a farli conoscere perché il loro raccontarsi possa essere d’aiuto per quanti vogliono capire, scoprire o comprendere il loro cammino di vita. Ecco perchè i volontari di Gionata hanno dato vita al progetto “Credenti e omosessuali, le nostre storie” con cui vogliamo raccogliere e mettere in rete il racconto delle loro vite. Leggi le storie che ci hanno già inviato e raccontaci anche la tua. |
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Testimonianza di Angelo da Ascoli Piceno
Ero pieno di rancore perché offeso da chi pretendeva di manipolare la mia anima, di plagiare e distruggere la mia vita, i miei sentimenti, il mio modo naturale e legittimo di amare persone del mio stesso sesso. Eppure intuivo che un Dio c'era, non era possibile che tutto ciò che avevo saputo sin dall'infanzia era un enorme cumulo di balle. Allora mi chiesi.. non saranno i presunti "rappresentanti" di Dio a raccontare balle? Cercavo con insistenza una soluzione giusta dopo tanto dolore, tanta angoscia e tanta frustrazione dovuta da alcune realtà religiose che invece di avvicinare all'amore di Cristo spingono ancora di più ad odiare il prossimo. Poi grazie ad una serie di fortunate coincidenze e ho potuto vivere la cosiddetta "nuova nascita". |
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