Realtà poco conosciuta, i gruppi di cristiani omosessuali esistono da tempo in Italia. Sono nati negli anni Ottanta, nei centri ecumenici piemontesi, quando, nei campi estivi, si cominciava a parlare di “Fede e omosessualità”, un tabù per tutti, fino a quel momento. E ancora oggi continuano il loro cammino di fede, continuando a confrontarsi con la Chiesa di cui si sentono parte.
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Testimonianza di Lourdes Rodríguez-Nogués* tratta da dignityusa.org, tradotta da innocenzo
Sono originaria di cuba, lesbica e cattolica. Quando ho detto a mia madre che ero lesbica mi ha chiesto cosa "dio ne avrebbe pensato". Da brava madre cattolica mi ha raccontato il conflitto che sentiva dentro il suo cuore tra l'amore per sua figlia e la sua Chiesa. Ho rassicurato mia madre che il mio cuore era pieno dell'amore per Dio, gli ho detto che io avevo la certezza che Dio mi amava ed è stata contente per il modo in cui ho vissuto la mia vita. Ma conosco tanti uomini e donne ispaniche le cui storie non hanno avuto un simile lieto fine. Mi chiedo tanto dolore è necessario? E ancora una volta chiedo a Papa Benedetto XVI: tutto questo dolore fa onore o serve a Dio? |
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Credenti e omosessuali... Persone come tante, alle prese con le speranze, le difficoltà, i sogni e le mille domande che ci pone la vita. Aiutaci a farli conoscere perché il loro raccontarsi possa essere d’aiuto per quanti vogliono capire, scoprire o comprendere il loro cammino di vita. Ecco perchè i volontari di Gionata hanno dato vita al progetto “Credenti e omosessuali, le nostre storie” con cui vogliamo raccogliere e mettere in rete il racconto delle loro vite. Leggi le storie che ci hanno già inviato e raccontaci anche la tua. |
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Testimonianza di Angelo da Ascoli Piceno
Ero pieno di rancore perché offeso da chi pretendeva di manipolare la mia anima, di plagiare e distruggere la mia vita, i miei sentimenti, il mio modo naturale e legittimo di amare persone del mio stesso sesso. Eppure intuivo che un Dio c'era, non era possibile che tutto ciò che avevo saputo sin dall'infanzia era un enorme cumulo di balle. Allora mi chiesi.. non saranno i presunti "rappresentanti" di Dio a raccontare balle? Cercavo con insistenza una soluzione giusta dopo tanto dolore, tanta angoscia e tanta frustrazione dovuta da alcune realtà religiose che invece di avvicinare all'amore di Cristo spingono ancora di più ad odiare il prossimo. Poi grazie ad una serie di fortunate coincidenze e ho potuto vivere la cosiddetta "nuova nascita". |
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Lettera di Sharon Underwood pubblicata sul The Valley News (Vermont, Usa) il 30 Aprile 2000, traduzione di Dino M.
Il mio figlio primogenito non ha mai dichiarato di essere gay e non ha mai avuto a che fare con qualcosa riferibile al mondo gay, ma ha avuto la sfortuna di non avere la stessa camminata e la stessa gestualità degli altri ragazzi. Nella scuola superiore, mentre gli altri ragazzi facevano ciò che dovrebbero fare alla loro età, il mio incominciava a scrivere una lettera in previsione del suo suicidio, abbozzandola e riformulandola per essere sicuro che i suoi famigliari sapessero quanto egli li avesse amati. Il mio disperato diciassettenne mi ha strappato il cuore quando si è suicidato, dato che non poteva sopportare di continuare a vivere ancora, non aveva scelto lui di essere gay e non avrebbe potuto affrontare il disprezzo che lo circondava. |
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Tutto è pronto per la due giorni di Casa Cares dove, nell'ambiente sereno di un'antica villa Toscana da 12 al 13 aprile 2008, cercheremo di conoscerci e di raccontarci, come genitori, figli, amici e credenti alle prese con quel grande rebus che è il conciliare "fede e omosessualità". Inizia così un nuovo viaggio che non sappiamo dove ci porterà, ma che crediamo vada percorso tutto... un grazie a quanti hanno deciso di accettare la sfida di incontrarci guardandoci negli occhi... |
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