Realtà poco conosciuta, i gruppi di cristiani omosessuali esistono da tempo in Italia. Sono nati negli anni Ottanta, nei centri ecumenici piemontesi, quando, nei campi estivi, si cominciava a parlare di “Fede e omosessualità”, un tabù per tutti, fino a quel momento. E ancora oggi continuano il loro cammino di fede, continuando a confrontarsi con la Chiesa di cui si sentono parte.
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Riflessione di p. Alfonso S., tradotta da Fra Roberto
"Ho ricevuto stamani da un amico sacerdote spagnolo il commento al vangelo (Giovanni 9, 1-41) che pubblico per voi. Il commento è stato scritto col desiderio che altri leggano. E' stato scritto per chi si distrugge le ginocchia su un vecchio banco ed il cuore" con l'odio verso chi "è stato chiamato a magnificare con la sua vita il Signore", ed anche "per chi ancora accusa e tira pietre, senza pensare che le pietre.....colpiscono al cuore quel Dio che credono invece di rappresentare" (Fra Roberto). |
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Testimonianza di tratta da afirchile.blogspot, tradotta da Dino M. "Come gay e mormone sento che la mia chiesa, di cui apprezzo i principi, mi sta discriminando. Per fortuna ci sono alcune persone che non seguono questa discriminazione, ma rappresentano l'eccezione. La triste realtà è che, per il fatto di essere gay, sono per la mia religione "un cittadino di seconda categoria". "Benché la mia Chiesa dica che si devono amare i gay, la verità è che la mia Chiesa continua ad insegnare che essere gay è un comportamento "ripugnante e perverso" e che, a meno che non ci si penta, conduce alla dannazione eterna". Ecco uno spaccato di cosa significa essere gay nella chiesa mormone. |
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Testimonianza di Erica
Per questo 8 marzo mi è stato chiesto di fare, a 62 anni, il mio coming out. "Tra i tanti sensi di colpa, ce n’è uno che risale al periodo del liceo. Di tutto quel periodo, a parte preghiere lunghissime in una cappella nell’ombra e un tentativo di convertirmi al cattolicesimo, ricordo il piacere di giocare a pallacanestro e le fughe con una ragazzina napoletana per sentirla suonare il piano e cantare con una voce bellissima. Per me era solo felicità di scoprire che una persona cantava per me e faceva di tutto per dimostrarmi il suo amore, per lei era una cosa seria, aveva capito il suo essere omosessuale e voleva il mio aiuto e il mio amore". Ma la stupidità degli uomini seppero sporcare e infrangere la nostra amicizia. |
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Testimonianza* di Millicent Cobb tratta dal sito della Diocesi di Memphis , tradotto da Paolo A. Millicent Cobb è una madre che ha condiviso con il vescovo Steib, della Diocesi di Memphis, il cammino per realizzare una pastorale diocesana per le persone omosessuali. Questa è la sua storia di madre, perché “la vita e la morte di Stephen mi hanno fatto diventare più sensibile nei confronti della comunità gay e accogliente verso il loro amore e la loro amicizia. Io prego che una famiglia, una chiesa e una comunità non aspettino finché è troppo tardi. Ho imparato con tutta me stessa che dove c'è giudizio nei confronti di una persona non c'è posto per l'amore”. |
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Testo tratto da Newsletter Ecumenici, anno VIII, n.29, Febbraio 2008
Ricorda Belinda "non sapevo neanche cosa volesse dire essere lesbica. L'unica cosa certa è che sono cattolica, e quando cominciai ad essere attratta dalle donne per me fu terribile". Poi "conobbi Belinda, parlammo di tutto per tre giorni di seguito. Neanche due mesi dopo invitai Belinda in California da me e ci innamorammo". Aggiunge Wendy: "ci volle molta fatica per stare insieme. All'inizio facevamo avanti e indietro tra Galles e California". Ma "è inutile, non si può programmare la persona di cui ti innamori". Ecco la loro storia. |
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