Realtà poco conosciuta, i gruppi di cristiani omosessuali esistono da tempo in Italia. Sono nati negli anni Ottanta, nei centri ecumenici piemontesi, quando, nei campi estivi, si cominciava a parlare di “Fede e omosessualità”, un tabù per tutti, fino a quel momento. E ancora oggi continuano il loro cammino di fede, continuando a confrontarsi con la Chiesa di cui si sentono parte.
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Riflessioni di Daniela Tuscano
La scarsità di presenza femminile nei gruppi di omosessuali credenti costituisce senza dubbio un fattore di debolezza e di povertà per il movimento dei credenti omosessuali. I motivi, come premesso, sono molteplici. Il primo, più banale e al tempo stesso profondo, risiede nel disinteresse generale per tutto quanto attiene l'intimità e la specificità femminile. Persino Dante, che pure esaltava al massimo grado la donna, mise all'inferno i "sodomiti", ma non le "saffiste". Forse perché - commentò qualche osservatore - credeva non esistessero... Ma cerchiamo di rifletterci un po su... |
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Testimonianza tratta dal Bollettino Acqua di Fonte n.1 del 16 Dicembre 1996
Ricordo "quando per la prima volta ho partecipato ad un incontro di quello che allora era un gruppo di credenti omosessuali senza nome. Eravamo in 16: quindici uomini ed io. Come proporzione era un po’... sproporzionata, ma allora per me era importante ed urgente uscire dal guscio e dall'angoscia. Riuscivo comunque a parlare di me, a trarre dalle esperienze degli altri giovamento per la mia, anche se gli altri difficilmente erano donne e quindi... qualcosa di diverso c'era". |
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Lettera aperta di Gianni Geraci, presidente del Gruppo del Guado, Cristiani Omosessuali di Milano
Caro Alfredo! Tu, dieci anni fa, hai deciso di darti fuoco in piazza san Pietro per chiedere alla Chiesa cattolica di aprire finalmente le sue porte alle persone omosessuali. "A dieci anni di distanza quelle porte sono rimaste ancora ermeticamente chiuse ed è iniziata una vera e propria offensiva in cui non c'è più nessuna traccia di quella delicatezza e di quel rispetto di cui la Chiesa stessa parlava nel suo catechismo universale alla fine degli anni novanta. ... se non ti fossi ucciso in quella triste mattina di gennaio, adesso saresti ancora con noi a chiedere quello che tu speravi di ottenere con un gesto disperato. Ti dico questo perchè abbiamo tanto bisogno di persone capaci di vivere senza ipocrisie la loro omosessualità: tra queste ci saresti stato anche tu e il tuo contributo sarebbe stato, di sicuro, importante". Perchè, al di là della chiesa cattolica, tante cose sono cambiate... e anche noi, anche grazie a te. |
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Testimonianza di Paolo B. tratta da river-blog.com
Non so neanche cosa sto cercando, so solo che avanti così non posso continuare. Forse adesso ho solo bisogno di condividere con qualcuno questo segreto che ogni giorno è sempre più opprimente. Non sono tanto le opinioni della Chiesa la mia preoccupazione (sappiamo tutti che predicano bene e razzolano male), ma spesso mi interrogo se l’illiceita dell’omosessualità è solo un’interpretazione della Chiesa o se sia proprio il volere di Dio. |
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Articolo di Pasquale Quaranta tratto da Tempi di Fraternità, n.1, gennaio 2005, pp. 24-25 Molte persone sognano una Chiesa cattolica che accetti la propria parzialità, la sua propria debolezza e valorizzi le ricchezze proprie di ogni persona, comprese quelle del sesso e dell’orientamento sessuale. Forse è ancora prematuro prevedere un’apertura evangelicamente profetica della gerarchia cattolica verso le persone omosessuali. Ma c’è un fatto innegabile: quando gay e lesbiche imparano a vivere, a raccontare il loro amore condiviso nel rapporto di coppia umanizzante, aiutano tutta la Chiesa, gerarchia compresa, a conoscere e valutare meglio l’ampiezza dell’amore. |
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