Il lungo viaggio dei credenti omosessuali... Problematiche, speranze, documenti, riflessioni di un cammino irto di ostacoli...
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Testo tratto da cathogay.canalblog.com, tradotto da Dino M.
Padre Mychal Judge, la prima vittima dell'attentato dell'11 settembre 2001 è una magnifica figura di prete, morto schiacciato dalle macerie mentre era chino su di un pompiere gravemente ferito. "La foto dei pompieri che trasportano le sue spoglie ha fatto il giro del mondo. L'hanno chiamato la Pietà Americana. Di colpo molti cattolici hanno perorato la sua causa di beatificazione state stampate delle immagini e composte delle preghiere in suo onore. Ma poi si venne a scoprire anche che era omosessuale e che i suoi confratelli e i suoi amici pompieri lo sapevano e che aiutava i gruppi locali di cattoloci gay. ... Di colpo i cattolici omofobi gridarono al tradimento. Oggi quando il nome di Padre Judge ogni anno viene letto insieme a tutte le vittime dell'11 settembre, tutti gli omosessuali pensano: "era dei nostri questo eroe, questo prete, questo omosessuale". |
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Relazione letta da Aasmund Vik all'European Forum di Leuenberg dell'11 maggio 2002, traduzione di Fabio
Il Forum Europeo dei gruppi di Gay e delle Lesbiche Cristiani è nato nel 1982 e opera per l’uguaglianza delle lesbiche e dei gay all’interno delle chiese cristiane in Europa. La 26° Conferenza annuale nel 2008 si terrà dall’1 al 4 maggio a St.Albans (Regno Unito). Forse ”il Forum europeo dei gruppi di gay e di lesbiche cristiani potrebbe non aver cambiato l’Europa nei suoi primi 20 anni, ma abbiamo certamente aggiunto sorrisi e forza alla fierezza delle lesbiche e dei gay cristiani”. Ecco la sua storia. |
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Riflessione di don Domenico Pezzini tratta da Acqua di Fonte, n.46 del Febbraio 2008
Tra le tante realtà che di questi tempi sono diventate più visibili c‟è sicuramente anche il mondo omosessuale. È una visibilità che assume forme e colori molto diversi. C‟è quella, chiassosa, del gay pride, e quella, più discreta, dei gruppi di credenti omosessuali. Un punto di polemica tra i gruppi stessi, con quelli più visibili che accusano gli altri gruppi di essere catacombali. La domanda è: abbiamo bisogno che gli altri ci “vedano”? Sì e no. Che è come dire che la visibilità, come molte altre cose, non è necessariamente una cosa buona o cattiva in sé. Dipende. |
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Riflessione di p. Alfonso S., tradotta da Fra Roberto
"Ho ricevuto stamani da un amico sacerdote spagnolo il commento al vangelo (Giovanni 9, 1-41) che pubblico per voi. Il commento è stato scritto col desiderio che altri leggano. E' stato scritto per chi si distrugge le ginocchia su un vecchio banco ed il cuore" con l'odio verso chi "è stato chiamato a magnificare con la sua vita il Signore", ed anche "per chi ancora accusa e tira pietre, senza pensare che le pietre.....colpiscono al cuore quel Dio che credono invece di rappresentare" (Fra Roberto). |
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Articolo dell’Agenzia France–Presse del 13 febbraio 2008 tratto da cyberpresse.ca, tradotto da Dino M.
Anche tra gli ebrei ortodossi c’è chi ha deciso di fare un timido passo verso il mondo esterno per aiutare gli altri ebrei ortodossi omosessuali e per far cambiare la mentalità nella società religiosa israeliana. Perchè “noi siamo respinti dagli omosessuali che non capiscono la nostra volontà di rimanere religiosi, e anche dai religiosi, che non accettano la nostra omosessualità”. |
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