Il lungo viaggio dei credenti omosessuali... Problematiche, speranze, documenti, riflessioni di un cammino irto di ostacoli...
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Riflessioni di Daniela Tuscano
La scarsità di presenza femminile nei gruppi di omosessuali credenti costituisce senza dubbio un fattore di debolezza e di povertà per il movimento dei credenti omosessuali. I motivi, come premesso, sono molteplici. Il primo, più banale e al tempo stesso profondo, risiede nel disinteresse generale per tutto quanto attiene l'intimità e la specificità femminile. Persino Dante, che pure esaltava al massimo grado la donna, mise all'inferno i "sodomiti", ma non le "saffiste". Forse perché - commentò qualche osservatore - credeva non esistessero... Ma cerchiamo di rifletterci un po su... |
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Lettera aperta di Gianni Geraci, presidente del Gruppo del Guado, Cristiani Omosessuali di Milano
Caro Alfredo! Tu, dieci anni fa, hai deciso di darti fuoco in piazza san Pietro per chiedere alla Chiesa cattolica di aprire finalmente le sue porte alle persone omosessuali. "A dieci anni di distanza quelle porte sono rimaste ancora ermeticamente chiuse ed è iniziata una vera e propria offensiva in cui non c'è più nessuna traccia di quella delicatezza e di quel rispetto di cui la Chiesa stessa parlava nel suo catechismo universale alla fine degli anni novanta. ... se non ti fossi ucciso in quella triste mattina di gennaio, adesso saresti ancora con noi a chiedere quello che tu speravi di ottenere con un gesto disperato. Ti dico questo perchè abbiamo tanto bisogno di persone capaci di vivere senza ipocrisie la loro omosessualità: tra queste ci saresti stato anche tu e il tuo contributo sarebbe stato, di sicuro, importante". Perchè, al di là della chiesa cattolica, tante cose sono cambiate... e anche noi, anche grazie a te. |
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Articolo di Pasquale Quaranta tratto da Tempi di Fraternità, n.1, gennaio 2005, pp. 24-25 Molte persone sognano una Chiesa cattolica che accetti la propria parzialità, la sua propria debolezza e valorizzi le ricchezze proprie di ogni persona, comprese quelle del sesso e dell’orientamento sessuale. Forse è ancora prematuro prevedere un’apertura evangelicamente profetica della gerarchia cattolica verso le persone omosessuali. Ma c’è un fatto innegabile: quando gay e lesbiche imparano a vivere, a raccontare il loro amore condiviso nel rapporto di coppia umanizzante, aiutano tutta la Chiesa, gerarchia compresa, a conoscere e valutare meglio l’ampiezza dell’amore. |
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Riflessione di Nerio tratta dal Bollettino de "La Parola" del II° semestre 2005
Il verbo comprendere significa “abbracciare con la mente, capire, intendere”, ma anche “usare comprensione, tollerare …..”. Spesso incontriamo persone che, considerandosi custodi di una superiorità vogliono mostrarsi “comprensivi” nei confronti del "peccatore" di turno che "condannano al fuoco dell'inferno, ma con comprensione". Ciò vale sopratutto per tutti i documenti, decreti, istruzioni, pronunciamenti di coloro che si considerano i depositari del sapere e, ancor peggio, custodi dell'unica Verità. |
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Riflessione* di Mary E. Hunt tratta da Catholic Lesbians.org
Probabilmente il più comune argomento di discussione tra le lesbiche è il "coming out" con i genitori e i fratelli e le sorelle. Le domande sono sempre le stesse: "lo hai detto alla tua famiglia", "come hanno reagito", e "lo rifaresti"? Nel mio caso le risposte sono "sì. Scrivo con le informazioni che ho ricevuto da molte di voi e anche da molte persone che mi hanno chiesto consiglio perchè hanno un sincero desiderio di fare la cosa giusta. Io comincio sempre col dire che probabilmente non c'è una risposta giusta, e non c'è mai il momento "buono". |
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