| Il 17 maggio 2009 il gruppo Kairos si è presentato ad una comunità parrocchiale fiorentina |
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Difficile non rimanere impressionati da questi messaggi, impossibile, poi, dopo avere ascoltato le considerazioni appassionate del sacerdote che spinge a riflettere concretamente: “ma chi credete che siano questi ALTRI”? Così si delineano le immagini reali di persone difficili da amare, primi fra tutti, oggi, i nostri fratelli provenienti da altri paesi solitamente tormentati da guerre, fame, gravi condizioni economiche e sanitarie, spesso anche politiche. Anche verso gli omosessuali, sottolinea il prete, esistono gravi forme di etichettamento, isolamento, violenza. A questo proposito viene invitato a parlare un rappresentante del gruppo toscano Kairos, omosessuali credenti di Firenze. Le sue parole di presentazione illustrano la natura del gruppo, luogo di incontro ed approfondimento di tematiche legate alla vita religiosa e all’omosessualità, e cercano inoltre di trasmettere una serena dimensione di ricerca del proprio percorso di vita e di fede; ricerca che ogni credente condivide con chiunque desideri sentirsi vicino al proprio Dio, prescindendo completamente dall’orientamento sessuale, in questo caso assolutamente ininfluente. Nel suo intervento, il coordinatore del gruppo fiorentino, testimonia il tentativo di superare costruttivamente e serenamente le difficoltà, pur notevoli, di chi vive una dimensione di sfavorevole etichettamento. Il clima, all’interno della chiesa, e della sua comunità di fedeli, è estremamente attento, interessato e tangibilmente cordiale. Non appare alcuna difficoltà, alcuna voglia di prendere le distanze da quanto sta succedendo. Personalmente mi fa ricordare di essere amato da Dio. * Il 17 maggio 2009, giornata internazionale contro l'omofobia, il gruppo Kairos è stato invitato dal parroco di una piccola parrocchia fiorentina a pronunciare una breve preghiera dei fedeli per ricordare le tante vittime dell'omofobia. Alla fine della funzione il gruppo è stato presentato alla comunità parrocchiale.
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Testimonianza di Emanuele del 
