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L'obbiettivo primario rimane quello dell'ascolto: chi si rivolge al gruppo La Rosa di Gerico, gruppo di cristiani omosessuali di Bari, trova la possibilità di parlare con un piccolo gruppo di persone che vogliono vivere un'esperienza di amicizia e fare insieme un cammino di ricerca spirituale che tenga fino in fondo della loro particolare psicologia e affettività. Noi collochiamo al centro del nostro discorso la relazione interpersonale, pensiamo che la sorgente che alimenta la vita sia l'amore, e cerchiamo in Gesù il modello di una relazione fondata sull'amore.
Ne consegue che ogni interpretazione della condizione omosessuale, sia a livello teorico che pratico, che si concentri esclusivamente sulla sessualità, o peggio ancora sulla genitalità, non ci trova d'accordo, sia che questa dimensione sia colpevolizzata come "intrinsecamente disordinata", sia che venga esaltata al di là delle sue possibilità e del suo significato reale.
La sessualità rimane per noi un aspetto importante dell'esistenza, e crediamo che l'omo. abbia il diritto di vivere questa esperienza, ma restiamo altrettanto convinti che il senso pieno della sessualità si realizza quando essa è strumento di comunione tra due persone, segno di affetto vero, manifestazione di un'amicizia sincera e responsabile.
Su questa base cerchiamo di costruire un cammino Spirituale che aiuti la persona con diverso orientamento sessuale a trovare nell'annuncio liberante del Vangelo, letto alla luce della propria psicologia, una propria armonia interiore e la capacità di vevere relazioni feconde e significative.
Questo avviene anzitutto negli incontri di gruppo, consacrati alla riflessione sulla Parola di Dio e sul vissuto delle persone, e anche a momenti ludici.Complementare a tutto ciò è la volontà di parlare alla chiesa.
Alla chiesa tutta, pastori e fedeli, chiediamo uno sforzo per capire una realtà spesso sbrigativamente giudicata e sopratutto mal conosciuta. Non ci piace nè la colpevolizzazione aprioristica, nè quella risposta pastorale evasiva che fa finta di non vedere il problema, o che pensa che l'omo. possa risolvere il suo disagio sposandosi o pregando. Non ci piace neanche il silenzio: non comprendiamo perchè nei catechismi, là dove si parla di relazione, affettività,sessualità, si continui a ignorare che siste anche la relazione omo., con le sue difficoltà, ma anche con le sue possibilità.
Ci piace infine pensare che centri d'ascolto come il nostro diventino una cosa normale ovunque, ne guadagnerebbero tutti. Quanto al contributo che la persona omosessuale può dare alla chiesa non ci sembra di poter perlare di un apporto specifico al di là di quelli che sono i talenti di ciascuno, che dovrebbero essere valorizzati come quelli di tutti, senza preclusioni: non comprendiamo, in questa luce, il rifiuto aprioristico di ammettere le persone che si riconoscono omo. nei seminari e negli isituti religiosi.
Un arricchimento particolare potrebbe essere quello di sensibilizzare l'opinione pubblica alle situazioni di marginalità, di presntare aspetti della relazione diversi da quella coniugale, di offrire la particolare sintesi spirituale che nasce dall'incontro tra il vangelo e la persona omosessuale.
Il nostro rapporto con altre iniziative consimili è quello specifico di una attenzione reicirproca e di uno scambio fecondo, mantenendo fede alla nostra scelta specifica, consideriamo la varietà dei gruppi un segno di ricchezza, e una necessità nella presente situazione di ricerca.
Vorremmo essere insieme accoglienti e propositivi.
Gruppo Rosa di Gerico, cristiani omosessuali di Bari
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