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| Il Vangelo che abbiamo ricevuto. Il cammino dei cristiani gay de 'Il Guado' |
Testo de Il Guado, gruppo di ricerca su Fede e omosessualità di Milano, letto al convegno Il Vangelo che abbiamo ricevuto, Firenze, 16 maggio 2009Il Guado è nato come gruppo di omosessuali credenti a Milano nel dicembre del 1980 e, con il tempo, si è trasformato in un gruppo di riflessione e di approfondimento su omosessualità e fede cristiana aperto al contributo di chi non è credente o non è omosessuale. Dopo di noi, spinti anche dal nostro esempio, sono stati molti gli omosessuali credenti che hanno deciso di dar vita a esperienze associative che si sono sviluppate in maniera autonoma, seguendo percorsi talvolta molto diversi tra loro. Attualmente siamo in contatto con una trentina di gruppi, diffusi in varie parti d’Italia, che hanno trovato nel portale www.gionata.org un valido strumento di testimonianza e di comunicazione. Nei primi anni della nostra esperienza vedevamo in una nuova comprensione della condizione omosessuale da parte del magistero della Chiesa, la risposta al nostro bisogno di autenticità. Con il tempo abbiamo che il nostro compito non è quello di mendicare un’approvazione esterna da parte di un’autorità ecclesiastica che non può comprendere ciò che non conosce, ma quello di maturare una Fede laicale adulta, capace di aiutarci a decidere in coscienza quello che dobbiamo fare per vivere fino in fondo la sequela di Gesù e capace soprattutto di spingerci a portare la specificità della nostra esperienza all’interno della Chiesa, con umiltà, ma anche con la chiarezza di chi ha deciso di non nascondersi più. Come Abramo ci siamo sentiti chiamati da Dio a percorrere sentieri sconosciuti e abbiamo deciso di uscire dalla terra delle nostre sicurezze, di fare il nostro coming out, per seguire questa chiamata. Come Abramo abbiamo vissuto momenti in cui ci ha assalito il dubbio di aver fatto la scelta sbagliata. Come Abramo speriamo di fecondare con la nostra testimonianza la Chiesa che ci ha generato alla Fede, aiutandola a capire, grazie alla nostra scelta di visibilità, il vissuto di tante lesbiche e di tanti gay che rischiano di perdere la Fede solo perché non si sentono capiti. Durante questi anni abbiamo incontrato tante persone che hanno contestato questa scelta, dicendoci che la nostra è un’illusione e che non è possibile vivere la condizione omosessuale all’interno della Chiesa. Abbiamo però anche trovato tanti compagni di strada che ci hanno incoraggiato e che ci hanno aiutato a cogliere nel nostro desiderio di autenticità una vera e propria vocazione. Non possiamo elencarli tutti. Crediamo però di essere chiamati a fare un’eccezione per ricordare don Leandro Rossi che, proprio alla fine della sua vicenda terrena, ha accettato di incontrarci per dirci quello che gli scaturiva dal cuore di uomo che aveva dedicato tanti anni alla ricerca teologica e, in particolare, alla teologia morale. Non possiamo non ricordare le parole con cui ha iniziato il suo intervento: «Ho deciso di non venire più a compromessi. Ho deciso di dire la verità fino in fondo!». Parole che ancora ci spingono a seguire l’esortazione con cui ci ha lasciato dopo averci conosciuti grazie a un lungo pomeriggio di discussione: «Andate avanti. Andate avanti pure che andate bene!». Dare visibilità al nostro progetto di vivere l’ omosessualità alla luce della Fede nei vari percorsi che la grazia di Dio ci chiede di intraprendere è diventata da allora la nostra priorità. In particolare abbiamo cercato di raccontare, a quanti credono che non sia possibile una relazione d’amore autentico in una coppia omosessuale, l’esperienza di alcuni di noi che stanno vivendo con il partner da quasi trent’anni. Vorremmo poi far capire che gli stereotipi che, in molti uomini di chiesa, impediscono una vera comprensione dell’omosessualità (vista sempre come trasgressiva, modaiola, superficiale, incapace di affrontare i veri problemi della vita) in realtà sono falsi e non corrispondono al nostro vissuto. In particolare al vissuto del tanti omosessuali anziani che frequentano il Guado e che cercano tranquillità, occasioni di socializzazione e di solidarietà che li aiutino ad affrontare più serenamente gli ultimi anni della vita. Abbiamo così scoperto che la testimonianza e la solidarietà sono due aspetti di un’unica esperienza: quella di chi ha finalmente scoperto che nell’orientamento omosessuale si manifesta una delle tante opportunità che il Signore di da di accoglierlo e di seguirlo nella nostra vita. Documenti e relazioni |






Testo de