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Sulle parole di Benedetto XVI sull'omosessualità . Quando l'esercizio della legge manca del cuore |
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Comunicato Stampa del gruppo Nuova Proposta di Roma del 23 novembre 2010
Le donne e gli uomini di "Nuova Proposta" sulle parole di Benedetto XVI relative all'omosessualità , contenute nel libro/intervista scritto con Peter Seewald: chiediamo che chiunque parli di omosessualità abbia ben presente in primis la sofferenza e il disagio che molti ragazzi e ragazze provano nel non sentirsi compresi, accolti e nel sentirsi sempre e comunque "fuori di casa".
"Nuova Proposta, donne e uomini omosessuali cristiani", esprime il senso della più profonda sofferenza nel leggere quanto riportato dai principali quotidiani a proposito delle anticipazioni del libro/intervista, che il Pontefice Benedetto XVI ha scritto con il giornalista Peter Seewald, in relazione al tema dell'omosessualità .
Ci chiediamo cosa spaventi dell'essere omosessuali al punto tale da generare nella Gerarchia Cattolica ogni volta una presa di distanza e dei distinguo che sembrano provenire più dall'esercizio della legge che dal cuore.
Come non pensare, mentre si definisce l'omosessualità "qualcosa che è contro la natura di quello che Dio ha originariamente voluto" o "moralmente non giusta", a chi ascolta le nostre parole, soprattutto se chi le ascolta sono un ragazzo o una ragazza credenti che vedono bollare la loro esistenza con una lettera scarlatta che non lascia scampo? Come non avere delicatezza e compassione per queste sofferenze?
Come definire "moralmente ingiusta" la vita e l'orientamento sessuale di un essere vivente? E come non leggere tra le parole "L'omosessualità non è conciliabile con il ministero sacerdotale, perché altrimenti anche il celibato come rinuncia non ha alcun senso" una demarcazione netta tra condizione omosessuale e eterosessuale, come se il celibato nel primo caso non possa essere serenamente scelto e agito?
Da persone che vogliono sentirsi a casa propria dentro la chiesa, popolo di Dio in cammino, chiediamo che si rifletta sul profondo smarrimento che spessissimo è l'unico frutto di queste severe parole di "separazione".
Ribadiamo le nostra convinzione e speranza che la Chiesa possa esercitare in pienezza il ruolo di madre che accoglie tutti con larghe braccia spalancate, dando a ciascuno la prospettiva di Amore affinché il proprio progetto di Vita possa svilupparsi pienamente.
Chiediamo altresì che la condizione omosessuale sia trattata a partire dal confronto con le vite e le persone reali, cercando di comprendere senza pregiudizi e senza tesi precostituite, piuttosto che utilizzando categorie astratte.
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