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Sono credenti e omosessuali... Persone come tante, con le loro speranze, le loro difficoltà, i loro sogni, alle prese con le mille domande della vita. Leggi le loro storie e raccontaci anche tu la tua. Perchè il cammino che percorre ognuno di noi non vada perduto e sia di aiuto, e di conforto anche a chi verrrà dopo di noi. Fatti coraggio e raccontati. Eccoti alcuni frammenti di vite di chi ha già voluto farlo... ma aspettiamo anche la tua storia...
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Sono un gay cristiano diventato valdese perchè 'qui c'è accoglienza!' |
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Articolo di Antonio Giaimo tratto da La Stampa del 24 agosto 2010
Non servirà attendere domani, quando nell’aula sinodale si parlerà delle benedizioni delle coppie gay, per capire il pensiero dei seguaci di Pietro Valdo su questo tema d’attualità. E se domenica scorsa i pastori valdesi avevano sfilato per le vie di Torre Pellice indossando sul petto un triangolo rosa, lo stesso colore che i nazisti usavano per identificare gli omosessuali, ancora prima la comunità (valdese) di Milano aveva già preso posizione: non solo aveva accolto fra i membri della sua chiesa un gay, ma l’aveva anche proposto al Nord Italia come membro del Sinodo.
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Preferisco la deformità dell'amore alla perfezione dell'odio. Lettera aperta al Vescovo di Pesaro |
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Riflessioni e lettera aperta di Luca Perilli, Vice-Presidente Arcigay Agorà Pesaro-Urbino
Leggo spesso i contenuti del vostro portale perché anch'io sono gay e credente. Ho deciso di prendere le distanze dalla Chiesa cattolica: probabilmente non ho sufficiente fede per credere in un cambiamento di quella struttura. Studiandone la storia, infatti, mi sono convinto che è una struttura di peccato, che poco si confà al messaggio evangelico. Questo, però, non mi impedisce di comprendere il desiderio di appartenenza di chi resta nonostante tutto: in fin dei conti crediamo nello stesso Vangelo!
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Prendersi cura degli altri! Per i cristiani omosessuali è una vocazione |
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Riflessioni del Rev. David Eck Asheville* della North Carolina (USA) tratte da jesuslovesgays.blogspot del 13 gennaio 2009, liberamente tradotte da Alberto
Che cosa ve ne fate, fratelli e sorelle, se avete la fede, ma non agite di conseguenza? La fede, da sola, vi puo' salvare? Se un fratello o una sorella e' nudo e ha bisogno di cibo, e uno di voi gli dice: "Vai in pace, stai al caldo e mangia a sufficienza", ma non gli fornisce cio' di cui ha bisogno, che cosa ne viene fuori di buono? Ecco perche' la fede da sola, senza le azioni, e' come morta. (Giovanni, 2:14-17) Servire nel nome del Cristo non e' una possibilita' per i Cristiani gay, lesbiche, bisex e trans (GLBT), ma una necessita' imprescindibile.
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Allora Gesù, fissatolo, lo amò (Mc 10, 21) Il mio coming out |
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Riflessioni di S.* tratte da NoemiForum del 7 Giugno 2010
Sottoscrivo la necessità vitale di "una chiarezza con se stesse, un ambiente di lavoro gratificante, una casa, una rete di amici" e concordo pienamente sull'esito mortifero che potrebbe avere un coming out privo di queste basi. Ogni cosa a suo tempo. Nell'attesa di avere un lavoro gratificante e una casa, avendo per per ora conquistato il primo e l'ultimo punto, talvolta mi concedo delle orette di silenzio in cui comincio a prendere la rincorsa prima di fare il grande salto...
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Cattolica, madre e lesbica ed il cammino inclusivo del mio gruppo di preghiera |
 Articolo di Tim Madesclaire tratto da Tetù n.155 del maggio 2010, liberamente tradotto da RobertoCattolica, madre di famiglia, Christine ha cercato un senso al suo impegno religioso senza rinunciare alla usa “omosensibilità”. Lo ha trovato presso la Communion Bethanie, un gruppo di preghiera. Nel prossimo mese di Agosto, Christine Pujol, 52 anni, pronuncerà il suo voto di carità. Lei non rinuncerà alla carne. |
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Io, mio marito, Dio e la scoperta della nostra omosessualità |
 Testimonianza tratta da christianlesbians.com del 1 gennaio 2006, liberamente tradotta da MariannaFinché siamo in vita, la nostra storia va avanti. Vorrei raccontarvi di come sono arrivata a capire che Dio non ci condanna per essere gay. Da piccola, sono stata cresciuta andando in chiesa ogni Domenica. Ho frequentato una scuola cristiana per tutte le elementari. In ogni chiesa in cui sono stata veniva insegnato che l'omosessualità è peccato. |
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Visto da lei. Ricordando il mio Pride all'ombra del Vesuvio |
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Testimonianza di Cinzia del gruppo Ali d'aquila di Palermo del 9 luglio 2010
Il mio arrivo a Napoli è anticipato di due giorni rispetto all'inizio del pride. Giro per i vicoli di Napoli, Spaccanapoli appunto, rovistando fra i negozi di personaggi di presepe e fra i chiostri meravigliosi delle Chiese napoletane, alla ricerca di parte delle radici di mia madre che appunto in questa città fece le scuole superiori e con l'intento di portar lei in vacanza, fra qualche mese, come da suo desiderio.
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Quando uccidono un gay credente. Il suo nome era Paolo Seganti |
Testi tratti dalla mailing list del Guado di Milano (estate 2000)
Paolo Seganti aveva conosciuto l'esperienza dei gay cristiani nell’estate del 2000. Aveva fatto qualche intervento sulla mailing list del Guado e poi era entrato in contatto con il gruppo La Sorgente di Roma. E’ stato ucciso barbaramente in un parco romano il 10 luglio 2005. Un’altra vittima della violenza omofobica. Per ricordarlo vi proponiamo il dibattito che aveva suscitato la mail con cui Paolo Seganti* si raccontò nella lista di discussione del Guado Virtuale. |
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Sono un cattolico omosessuale ferito dalla mia chiesa. Lettera aperta al Presidente della Conferenza Episcopale Argentina |
 Lettera aperta del Prof. H. Marcelo Marquez (Argentina) del 7 luglio 2010, liberamente tradotta da DinoA S.E. Cardinal Bergoglio (ndr Presidente della Conferenza Episcopale Argentina). La saluto augurandole che Nostro Signore Gesù Cristo sia colui che anima e guida la sua vita di missione. Mi chiamo Marcello Marquez, ho 41 anni, sono un laico cattolico, professore di teologia, docente e bibliotecario. |
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Lesbica e cristiana. Il Pride che mi ha ricordato che ‘Gesù ci ama!’ |
 Testimonianza tratta da sisterfriends-together.org del 26 giugno 2008, liberamente tradotta da Anna C. Domenica prossima ci sarà il Gay Pride a San Francisco (Stati Uniti). D. e io ci siamo andate un paio di volte in passato, è una cosa che cerchiamo di evitare in questa fase delle nostre vite. Forse altre 51enni si divertono a stare sotto il sole accecante per cinque ore con una marea di spettatori mentre la parata sfila a passo di lumaca, nascoste solo da tre lunghe file di persone, ma io non mi divertirei molto. |
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