Sono credenti e omosessuali... Persone come tante, con le loro speranze, le loro difficoltà, i loro sogni, alle prese con le mille domande della vita. Leggi le loro storie e raccontaci anche tu la tua. Perchè il cammino che percorre ognuno di noi non vada perduto e sia di aiuto, e di conforto anche a chi verrrà dopo di noi. Fatti coraggio e raccontati. Eccoti alcuni frammenti di vite di chi ha già voluto farlo... ma aspettiamo anche la tua storia...
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Testimonianza* di Pat O'Donnel tratta da Catholic lesbians
Pat O'Donnel, è un suora Domenicana che viveva a Tucson (Arizona, Stati Uniti) che ha contribuito a scrivere il libro "Lesbian Nuns: Breaking Silence" (1985) firmando la sua storia con il suo nome completo, non solo per rispetto verso se stessa ma anche per aiutare le tante altre persone che stanno facendo un cammino simile.Come immediata conseguenza del suo gesto Pat ha perso il suo lavoro di accompagnatrice spirituale. Comunque è rimasta a Tucson per continuare il suo lavoro. Attualmente sta cercando di mettersi in proprio come consulente olistica e ha deciso di lasciare il suo ordine religioso. Questa è la testimonianza. |
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Testimonianza di Jean-Marc tratta da gayanglican, tradotto da Dino M.
“E' vero che l'insegnamento tradizionale della Chiesa non è fatto in modo da aiutarci ad accettare noi omosessuali per quello che siamo. Siamo accettati, è vero, ma a condizione che noi rimaniamo il meno visibili possibile e che non rivendichiamo dei diritti uguali a quelli degli eterosessuali”. Che "non fa altro che inculcare in noi la convinzione che valiamo ben poco agli occhi degli uomini e di Dio e che ci meritiamo di essere infelici”. Ma “Gesù non è certo venuto per ispirarci questi pensieri negativi, ma al contrario per liberarci da essi. Egli ci ama così come siamo e per Lui non ci sono né ebrei né greci,né uomini né donne, né gay né etero”. |
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Articolo di Yves Lafontaine tratto da fugues.vortex, tradotto da Domenico Afiero
Rafik, ventinovenne e algerino. Il suo lui, Mohamed, trentaquattrenne, ha lasciato il Marocco, la famiglia e una moglie da cui ha divorziato. Abdul, venticinquenne, nasce a Montreal da padre marocchino e da madre francese. Hassan, ventunenne, libanese, arrivato in Quebec per gli studi universitari. Sono quattro gay musulmani che hanno accettato di raccontarsi e di spiegare come vivono la loro identità sessuale, culturale e religiosa. |
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Testimonianza di David tratta da Sources, l'Eglise catholique en Yvelines, n°189 dell'ottobre 2004, tradotta da Dino M.
"Qualcuno allora affermerà che, salvo una mia conversione all'eterosessualità (sic!) o salvo che conduca una vita di gioiosa continenza, io sono condannato alle fiamme dell'inferno". Ma "Dopo varie peripezie, mi sembra che sulla mia vita sia soffiato un vento di libertà e che grazie ad esso io sia ritornato alle sorgenti di una fede viva che ogni giorno si costruisce facendo fronte alle avversità e alle difficoltà della vita, ma anche e soprattutto che si fa grande grazie ad una rinnovata fiducia in Dio". David ci racconta la sua ricerca di Dio. Un cammino che passa, talvolta in modo doloroso, attraverso l'accettazione serena di sé. |
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Testimonianza di Massimo Abate tratta da refofirenze.wordpress.com
"Sono gay, ho avuto fino a 37 anni un’esistenza da “etero”, ex marito, padre di una figlia diciannovenne quasi sconosciuta; una sola storia d’amore in mezzo a tanti visi, un ragazzo meraviglioso che mi ha fatto innamorare di me stesso. In pillole è tutto qui e, fidati, non è poco. E da quando mi sono innamorato, una cosa ho fatto sempre, ho vissuto, e una cosa non ho fatto mai, sognare, perché ho capito che l’amore è l’esatto contrario del sogno, è la pura realtà". Una bella testimonianza quella di Massimo, che ci può far riflettere tutti, scritta in risposta al "Sogno" d'amore raccontato da Andrea Panerini. |
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