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Testimonianza di Darianna* “Non ho mai conosciuto di persona Darianna, ho letto solo i suoi post su amarecolcuoredidio. Mi colpirono subito i suoi interventi, da cui si intuiva una profonda conoscenza della Bibbia ed una grande umanità. Amava definirsi come "teologa eretica su tutti i fronti", eppure grazie alle sue parole riscoprii, in mesi per me molto travagliati, quel “Dio delle piccole cose che abita in ognuno di noi”. Non so dove sia oggi Darianna, cosa faccia, come viva, ma la sua presenza è stata per me un incontro inaspettato che mi ha reso migliore” (i.p.). Questa è la sua storia.
Sono una persona che vive molto semplicemente. Non sono un architetto di grido, non sono una politica in parlamento, non sono un personaggio che può girare i salotti. Sono semplicemente una persona che quotidianamente lotta per mantenere la propria dignità indenne, per vivere del proprio lavoro, per vivere secondo quello che ritiene sia giusto in relazione alla propria personale fede. Così sono persona che quando si presenta per svolgere il proprio lavoro di segreteria aziendale, deve sempre superare quel primo grande e pesante ostacolo di essere una transessuale. Già, perché a me si vede chiaramente che sono una transessuale, senza dubbio lo sono e non posso né voglio nasconderlo. Quotidianamente in inverno uso jeans e maglioni, stivaletti con un tacco da cm 5 con i quali ci cammino bene e sono sufficientemente calda. Con il migliorare della stagione sostituisco gli stivaletti con dei decoltè con tacco variabile dai cm 3 fino ai cm 7. Capita che fra le tre paia di scarpe che turno ci sia anche quella con i tacchi a spillo, e si! Ci sono anche quelli! Poi ho un giaccone che uso per tutto l'inverno e che è abbastanza caldo. Questa mattina mi incontro con due persone con le quali forse sarà possibile aprire una rivendita di prodotti per l'edilizia. Non li conoscevo e l'appuntamento era presso un parcheggio. Come al solito arrivo prima ed aspetto. Anche loro sono arrivati prima, ma chiaramente non ci conoscevamo, quindi abbiamo atteso che arrivasse la nostra comune conoscenza. Quando ci presentiamo è evidente il loro sguardo sorpreso e divertito di trovarsi di fronte "un trans" che non facesse la puttana. Si parla di lavoro e il discorso rimane come sospeso ... Oggi mi presento ad un nuovo possibile fornitore di lavoro, con il quale ho preso contatto telefonicamente e che mi ha dato appuntamento presso il suo studio. Ci vado puntualissima come cerco sempre di essere. Lo sguardo sorpreso e poi divertito del mio interlocutore è una costante per tutto il colloquio nel quale io manifesto con sobrietà la mia professionalità ed i servizi che offro. E si! Sono una professionista e non una puttana! Questo è l'atteggiamento quotidiano che una persona come me deve affrontare quotidianamente, la mia quotidianità. Siamo in tempo pasquale, mi chiedo se andrò in chiesa domenica ...non lo so! Sinceramente di vedere il solito sguardo anche in chiesa è cosa che proprio non sopporterei, ma poiché ho avuto già prova che questo sarà lo sguardo mi chiedo: che ci vado a fare? No! Non mi sento proprio di andare a turbare la sacralità e la religiosità pura e casta di coloro che hanno bisogno di un luogo sacro per potersi confrontare e rapportare con il loro dio. Un luogo che non abbia contaminazioni con la vita, con la realtà di chi vive la varietà che dio ha creato solo e semplicemente perché per loro tale varietà è solo "devianza". Non voglio disturbare così tanta venerazione ed adorazione della forma a scapito della sostanza! La verginità di una religione formale è cosa che del resto non mi manca. La lascio volentieri a chi se né sente autorevole protettore e protettrice. E si, come diceva uno l'altro giorno ad una conferenza alla quale ho partecipato come uditrice: "oggi ho visto molte persone, addirittura una transessuale" .... caspita che novità e che particolarità. Evento da baraccone? Ma no! Solo che per tutti è ovvio che transessuale = puttana, tant'è che non c'è neanche bisogno di spiegarlo nei giornali, figurati nella mente delle persone per bene e timorate di dio, le quali nella migliore ipotesi si dolgono, vedendomi, di non avermi potuto salvare l'anima e, per tanto, mi considerano ormai persa definitivamente. Io non contesto il loro pensare, lo pensino pure, ma nei luoghi dove io ho piena cittadinanza non mi vengano a rompere le scatole! Ho molte amicizie etero, direi che il 98% delle mie amicizie è etero, così come io sono eterosessuale, ma nessuna delle mie amicizie etero si sognerebbe mai di pensare di giudicare un qualsiasi atteggiamento da parte di una persona "diversa", ma piuttosto le mie amicizie etero sono persone in ascolto e si interrogano sul loro modo di comportarsi, non sessualmente, ma socialmente in relazione a tutta la diversità. Per me è un successo se una delle mie amicizie etero, proprio perché a me amica, si è aperta a tutto il mondo dei bambini che non possono mangiare amidi (non ricordo come si dice) e si sta impegnando a fondo per questi. Per me questo è il senso dell'ascolto e dell'avvicinarsi realmente a chi vive esoffre la diversità.
Un Bacio... Darianna * Alcuni mesi fa chiesi a Darianna il permesso di poter pubblicare questa sua testimonianza che aveva postato nel gruppo di discussione amarecolcuoredidio. Lei accettò e oggi posso dar seguito a quella mia richiesta, perchè "ogni promessa è debito" (i.p.). Scrivi un commento I InvegliaBlog
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