| Dal Cile la mia storia di gay credente e mormone |
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Quando hai scoperto il tuo orientamento sessuale? A che età? In che situazione ti sei venuto a trovare? Quando hai accettato il tuo orientamento sessuale e sentimentale? Sono alcune delle domande a cui cerca di rispondere Leandro Valdés, Presidente di Afirmaciòn, associazione GLBT dei credenti mormoni di Gran Valparaiso (Chile). Che scrive "questa è la storia dalla mia vita. Oggi le mie sorelle sanno che sono gay e lo sanno anche la maggior parte dei miei amici. Mi rispettano non per quello che sono, ma per quello che valgo come persona. A tutti un abbraccio dal Cile". Io faccio parte di coloro che sono convinti che si è gay fin dal momento della nascita. Però il momento in cui lo si scoprirà varia da persona a persona. Può essere quando si è ancora bambini, come nel caso di Michael, oppure durante l'adolescenza, o da adulti, o addirittura quando ormai si ha già famiglia. La mia infanzia fu un'infanzia "normale" perchè mi piaceva giocare con i miei amici del quartiere e mi divertivo. Ritengo che fu un'infanzia felice. Pertanto ero sempre insieme a loro e ce n'era qualcuno che attirava la mia attenzione, soprattutto quelli più grandi di me e che avevano già un corpo da uomini. Intanto che i miei compagni dopo il collegio andavano al liceo femminile per vedere delle ragazze, io me ne tornavo a casa. A 18 anni si presentarono a casa mia due missionari mormoni nordamericani, il Presbitero Evans e il Presbitero Smith. Entrambi proprio due bei ragazzi e la mia mamma li invitò a casa non credo per il vangelo, ma per la curiosità di conoscere due "gringos". A quel tempo la casa si riempiva di gente, soprattutto ragazze. I presbiteri chiacchierarono a lungo con noi e poi tutta la mia famiglia e alcuni amici si battezzarono. Immagino la contentezza dei due missionari, ma purtroppo si trattava solo di numeri, dato che ricordo che la mia mamma si recò in chiesa soltanto una volta; io e mia sorella invece continuammo di più a frequentare, soprettutto io, dato che mi piaceva la chiesa, quello che mi veniva insegnato, e ancor più perchè il vangelo era in sintonia col mio modo di pensare.
Però facevo il possibile per andarci con la complicità della mamma, perchè, a pensarci bene, lei mi ha sempre appoggiato. Penso che lei abbia visto un cambiamento positivo in me. Io avevo già abbandonato i miei vecchi amici e mi frequentavo coi nuovi amici della compagnia mormone. E' stato un bel periodo dato che c'erano molti giovani, eravamo circa 25. E così mettevamo in pratica molte attività. Però sentivo che qualcosa dentro di me non girava giusto, poichè a volte provavo un'attrazione che non mi piaceva per niente, verso qualche amico. Sono stato presidente del PMM (programma degli scapoli di maggior età del mio gruppo). Non ho mai avuto una ragazza nel mio gruppo e nemmeno nella chiesa.
Ma fortunatamente grazie al grande appoggio del gruppo andai in missione. Sono stato il primo missionario ad uscire dal quartiere Paso-Hondo. Per questo tutti mi aiutarono ed io mi sentovo orgoglioso di me.
Ho anche avuto un buon presidente di missione, il Presidente Hamblin, ed ho conosciuto persone meravigliose e sono riuscito ad arrivare ad essere capo di distretto. Il mio primo distretto fu nella zona delle sorelle. Si chiamava così la zona di Hualpen dato che eravamo 18 missionari e 9 sorelle. Io avevo 4 sorelle nel mio distretto, e fu molto piacevole. Un'ottima zona e alcuni missionari notevoli e lì la mia missione ebbe termine..
Il cambiamento dalla missione alla realtà della mia casa fu molto brusco. E così fu che dovetti subito cercar lavoro. Il gruppo mi aiutò molto e grazie ad un fratello trovai un lavoro in un collegio dove sto lavorando tuttora. La maggior parte degli amici del gruppo erano andati in missione ed io mi sentivo solo. Però Marco, un caro amico gay, mi fu di aiuto e mi diede la sua amicizia. Poi anche lui andò in missione.
Chiedevo al Padre Celeste di aiutarmi, poichè non volevo essere così. Fu per me un periodo di grande dispiacere finchè un giorno da solo in casa mi misi a meditare e a pensare che cosa volessi io dalla mia vita. Avevo due possibilità: proseguire rimanendo nella chiesa e finire ammogliato oppure vivere la mia vita come gay. Scelsi questa seconda opzione e credo che fu la più giusta. Da quel giorno non tornai più ad andare in chiesa.
Mi emoziono ancora nel ricordare queste parole. Sono convinto che siano state dette proprio da un uomo di Dio. Così la mia vita diventò completamente gay, però ebbe fine la relazione col mio collega di lavoro. Oggi sono presidente di Afirmaciòn Gran Valparaiso. Siamo un gruppo piccolo ma molto unito e più che altro siamo amici. Questa è la storia dalla mia vita. Oggi le mie sorelle sanno che sono gay e lo sanno anche la maggior parte dei miei amici. Mi rispettano non per quello che sono, ma per quello che valgo come persona. A tutti un abbraccio dal Cile. Con affetto. Leandro, Afirmaciòn di Gran Valparaiso (Cile)
Historia personal de Leandro Valdés
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Testimonianza di Leandro Valdés, presidente di Afirmaciòn di Gran Valparaiso (Chile) tratta da 
