| I gay e l’essere comunità: un nome laico per chiesa |
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La religione solitamente produce un gruppo. Tuttavia non tutti i gruppi sono comunità. Una comunità infatti è un gruppo in cui i membri entrano donando.
A rigor di logica un gay credente è una persona religiosa. Come sappiamo bene, ma è comunque utile ricordare, la parola “religione” discende direttamente dal latino “religio” la cui etimologia si rifà al legare assieme: gli uomini tra di loro, gli uomini e la divinità – lasciandoci andare al gioco dei significati potremmo dire “tenere insieme la realtà”. Ora, sempre restando sulla nuda logica, è evidente che tenere insieme degli uomini produce quello che si chiama gruppo: la religione solitamente produce un gruppo. Tuttavia non tutti i gruppi sono comunità. Quando parliamo di “comunità GLBT (gay,lesbica, bisex e trans)” è evidente che stiamo dicendo qualcosa di più di movimento, qualcosa di più di gruppo – stiamo riferendoci ad un gruppo di persone che donano, si richiamano alla gratuità di un atto che le fa uscire da sé per costruire qualcosa di più grande si sé – che costruiscono assieme. Ora da sempre il cristianesimo, l’ebraismo, l’islam, il buddhismo e molte altre religioni conoscono questa evidenza antropologica, su cui nessuno può rivendicare diritti particolari: gli uomini sono animali comunitari – vivono e crescono in relazione reciproca…
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Riflessioni di Stefano Ventura
