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Testimonianza di Candace Chellew tratta da whosoever.org, tradotta da Ventmauvais
Quando ho scoperto di essere lesbica ero convinta che Dio mi avesse abbandonata. Decisi allora che potevo “vivere altrettanto bene senza di Lui”. Oggi “pensando a quei tre anni che avevo passato senza parlare o pensare a Dio, improvvisamente potevo vedere tutte le cose meravigliose che Lui aveva fatto per me per anni. Lui mi aveva guardato tra cambi di lavoro, difficoltà nei rapporti, traslochi di casa in casa: ogni volta che avevo avuto bisogno di aiuto, Lui era stato lì, finché avevo capito che “Dio mi aveva creato lesbica e non c’era niente che potesse cambiare ciò!”.
“Sono lesbica”. Avevo 16 anni, e mi stavo guardando allo specchio quando ho pronunciato per la prima volta a voce alta queste parole. Erano parole dure da dire, ancor più dure da ascoltare. Sapevo, mentre le dicevo, che dovevo fare una scelta. Mio padre era un predicatore battista, un evangelizzatore che curava numerose chiede dalla Georgia alla Virginia, e aveva speso i suoi ultimi anni tenendo incontri di risvegli spirituali Sapevo dai suoi sermoni, che avevo ascoltato da numerosi pulpiti durante quei 16 anni, che essere un cristiano ed essere gay era una contraddizione in termini.
Quando ho avuto il primo sentore che potevo essere lesbica, ho cominciato a pregare, ferventemente. Sapevo che potevo essere soltanto una delle due cose, gay o cristiana, ma non entrambe. E volevo essere disperatamente una cristiana. Così pregai Dio di rendere la scelta semplice… di farmi diventare etero. Mentre mi guardavo nello specchio quel giorno, ero convinta che Dio mi aveva abbandonata. Non aveva ascoltato le mie preghiere… Ero stata abbandonata ad una vita senza Dio, lasciata a crogiolarmi nella mia perversione. “Bene,” pensai, “se Dio non mi ama, allora io non amo Dio. Posso vivere altrettanto bene senza di Lui.” Per anni fu quello che feci… o almeno così pensavo. Quando il mio primo vero rapporto era in crisi, la mia ragazza decise che era necessario tornare in chiesa. Io ero inflessibile contro quest’idea, ma lei perseverava. Ci trovammo in una congregazione MMC (Metropolitan Community Church) ad Atlanta. Il predicatore di quella sera era il reverendo Elder "Papa" John Hose. Mentre parlava, sentivo lo Spirito di Dio circondarmi. Sapevo di essere a casa. Quella notte scoprii che potevo tornare indietro verso Dio e che Lui non mi aveva mai girato le spalle. Ripensando a quei tre anni che avevo passato senza parlare o pensare a Dio, improvvisamente potevo vedere tutte le cose meravigliose che Lui aveva fatto per me per anni. Lui mi aveva guardato tra cambi di lavoro, difficoltà nei rapporti, traslochi di casa in casa: ogni volta che avevo avuto bisogno di aiuto, Lui era stato lì. Ora so che Dio aveva ascoltato la preghiera di quell’adolescente addolorata. E aveva risposto alla mia preghiera di rendermi etero. Dio aveva detto: “No”. Realizzai che Dio mi aveva creato lesbica e non c’era niente che potesse cambiare ciò! Ma c’era ancora quella domanda: come posso essere gay e Cristiana? Pensavo che ciò fosse impossibile. Questo era quando mi imbarcai in una ricerca nelle scritture. Provenendo da un ambiente battista dove il motto è “Lo dice la Bibbia, credilo” era una lotta credere ad alcune interpretazioni che gli studiosi pro-gay avevano tirato fuori. Ma quando mi accostai alle Scritture per me stessa, e pregai Dio di guidarmi in questa ricerca, arrivai a realizzare che la Bibbia non condanna l’omosessualità, ma al contrario ha alcune meravigliose benedizioni e lezioni per gay e lesbiche cristiani. Scrivi un commento I NoemiBlog |