| Incontrando Miranda. “Ero in carcere e siete venuti a trovarmi” |
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Questa mattina in qualità di referente di GayLib ho potuto finalmente fare visita a Adriana Pereira Miranda, la trans reclusa alle "Sughere" di Livorno dal 3 marzo 2008 dopo l'omicidio del suo uomo che la faceva prostituire. Per aiutarla, visto che ha perso tutto, è partita una sottoscrizione tra persone di "buona volontà". Ma comprati qualche vestito ed un paio di scarpe i pochi soldi raccolti sono già finiti. Questa mattina in qualità di referente di GayLib ho potuto finalmente fare visita in carcere ad Miranda. Mi hanno concesso una sola visita per un'ora, il minimo... E' stato un incontro che mi ha arricchito... lei è davvero molto bella, dolcissima e sembra indifesa... "Ero in carcere e siete venuti a trovarmi", sagge parole quelle dell'evangelista Matteo... Spero che esca, anche se non so cosa l'aspetterà fuori.
Ci siamo abbracciate, cercate, sorrise... ho cercato di farle coraggio, di rincuorarla, abbiamo parlato della sua mamma in Brasile che non può venire in Italia perché soffre di cuore, della cugina Vanessa che è partita per il Brasile senza salutarla, della fatica che ha fatto per incontrarmi: ha scritto 3 lettere chiedendo e scongiurando di darmi la possibilità di andare a farle visita... Felice di questi due mesi in cui ho avuto alcune ore di buio, di disperazione, in cui mi sembrava di non riuscire a fare nulla, di urlare nel deserto ... felice di questi due mesi di corrispondenza fitta fitta, a volte le ho scritto tutti i giorni, a penna, andando alla posta (luogo che detesto) per comprare i francobolli, per imbucare le lettere prima della "levata" delle 12, l'ultima.... Felice delle sue parole, di vederla sorridente che mi diceva che ora stava meglio, ora che mi vedeva... finalmente. Un'attesa infinita che si è consumata in 60 minuti all'interno di una stanza di 3 metri per cinque, con il pavimento di linoleum, i tavolini di formica bianca, le sedie rosse, un orologio a muro fermo.... Sono felice... e grazie a Gionata e a tutti quelli che in questo periodo, anche solo con un pensiero, mi hanno dato la forza di non arrendermi di fronte all'indifferenza, dandomi la forza di comunicare a lei, con le mie lettere e con i miei pensieri, la forza per non lasciarsi andare alla disperazione. Adriana è forte, e quando uscirà dal carcere delle Sughere spero che sia profondamente diversa e desideri veramente condividere un cammino di serenità e libertà imparando un lavoro, prima di tutto, e apprezzando quello che ha..... perché ciò che abbiamo è sempre molto, basta vederlo con lo sguardo giusto, con lo sguardo di un bambino.... “Lasciate che i piccoli vengano a me”.... anche Miranda che pure ha sofferto l'inimmaginabile, nella sua anima è ancora un bambina, affettuosa, dolce, e indifesa. Ed è una donna che ha tanto amato e che è stata ripagata in un modo che vorrei definire inumano. Ancora grazie per il vostro sostegno. E' stato tanto, molto. Lo è e lo sarà ancora.
Se volete aderire alla sottoscrizione lanciata da gaylib Toscana in favore di Miranda potete versare un contributo in qualsiasi ufficio postale sulla carta POSTEPAY N. 4023 6004 5718 7880 intestata a LUISELLA AUDERO, referente di GayLib Toscana.
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Testimonianza di Luisella Audero inviataci il 15 maggio 2008