| La felicità di Socrate. Riflessioni di un gay credente |
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I centri commerciali moderni hanno linee architettoniche che li rendono simili a cattedrali stilizzate. In effetti sono i nuovi templi dedicati al Dio mercato, quel Dio cui è stato assegnato il compito di dispensare felicità e che oggi fa concorrenza alle altre Chiese ufficiali, che soffrono la sindrome dello svuotamento e dell'abbandono domenicale. E cosi la Chiesa cattolica, come succede ogni volta che si sente minacciata, si arrocca in difesa, irrigidendosi nell'affrontare le tante problematiche che pone il nostro mondo contemporaneo e tutto finisce per ridursi ad uno scontro su posizioni subdolamente dommatiche, che nulla offrono al cristiano d'oggi se non facili slogan da ripetere, come mantra, mentre il mondo scorre indifferente.
Sarebbe stato più saggio ed anche più efficace impartire l'insegnamento socratico. Socrate era solito far riposare la mente, passeggiando per il mercato di Atene. Ai venditori che lo assediavano diceva: “Sto soltanto osservando le montagne di cose di cui non ho bisogno per essere felice”». La Chiesa cattolica invece, quando si sente minacciata si arrocca in difesa, irrigidendosi e sguinzagliando i suoi uomini all'attacco a menar fendenti contro tutto e tutti. E così, mentre si consumano alleanze politiche con lo stesso neoliberismo, origine della distorsione consumistica, si smarrisce la dimensione umana e si rafforza la convinzione che tutto si può comprare. Anche la felicità. |




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