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Le parole che non vi ho detto...

Active Image Testimonianza di Innocenzo

Ho ormai 36 anni, ma sino ai trenta sono vissuto in un piccolo paesino del sud … Non c'è niente di peggio che scoprire che forse sei gay al 200%, ma non hai nessuno a cui puoi raccontarlo.
Troppo spaventato per parlarne agli amici e a chi che sia. Decisi che era troppo così, appena ebbi il mio primo stipendio, comprai un cellulare e decisi che era venuto il momento di entrare in contatto con altri omosessuali. Avevo voglia di conoscere altre persone con cui parlare, confrontarmi e capire se erano come me e io come loro".

 

 

Non vi è mai capitato di pensare, ascoltando le vicende di altri credenti omosessuali, di come molte paure, sogni e speranze fossero uguali alle vostre.
Sapete ho ormai 36 anni, ma sino ai trenta sono vissuto in un piccolo paesino del sud di 4000 anime, c'era da sentirsi un marziano... quante volte mi son chiesto: ma possibile che provo solo io certi desideri...
I miei compagni segreti in quegli anni erano i libri di Oscar Wilde e tutto ciò che mi parlava di altri orizzonti... poi arrivò il militare ed un compagno d'armi mi propose per scherzo (ma poi neanche tanto) di provare le gioie del sesso omosessuale... e nel giro di qualche mese il mio mondo fatto di "tanto passerà", "ora mi fidanzo e guarisco"  crollò...

Non c'è niente di peggio che scoprire che forse sei gay al 200%, ma non hai nessuno a cui puoi dirlo... troppo spaventato per parlarne agli amici e a chi che sia... Decisi che era troppo, appena ebbi il mio primo stipendiuccio comprai un cellulare e decisi che era venuto il momento di entrare in contatto con altri omosessuali... avevo voglia di conoscere altre persone con cui parlare, confrontarmi e capire se erano come me e io come loro...

Non trovai nulla di tutto questo... Fu terribile... volevano solo sesso, veloce e senza troppe parole... ma poi incontrai lui... ci mettemmo insieme e camminammo insieme per un anno e per due ci lasciammo e prendemmo senza sosta... troppo diversi ormai, ma ancora troppo spaventati e impauriti per lasciarci andare... e si a volte la paura di rimanere soli ci costringe a prolungare ciò che è ormai morto... non ho un bel ricordo di quei due anni... decisi di chiudere...

Intanto il paesino di 4000 anime, galline incluse, era sempre lì. Allora mi sono detto basta, non voglio recitare più a soggetto. Voglio essere io, solo io.
Ma tra il dire e il fare sono passati due anni finché, con un biglietto solo andata ed una valigia piena di speranze e dei biscotti onnipresenti della mamma, sono partito.

Giunsi nella grande città, mi avevano offerto un lavoro per sei mesi... e la odiai subito. Ero solo un ombra tra le tante. Mi chiedevo ma "questi mi vedono o sono un fantasma", allora armatomi di pazienza e di un sorriso pietrificato cominciai a vedere che cosa potevo fare per capirci un po di questa città fatta a strati...
E sapete cosa ho scoperto? Niente di nuovo, solo che nella mitica città si può essere più soli che nel piccolo paesetto dove tutti ti rompono, ma in fondo ti stimano...

Quanta gente orribile ho frequentato in quei mesi pur di uscire e di parlare con altri esseri umani... eppure, come sempre accade nei momenti oscuri, due persone importanti hanno incrociato e illuminato la mia strada in quei mesi... un prete grande e sagace, ma che conosce il mondo, e una donna saggia e iperattiva... quante chiacchierate ho fatto con loro... per lamentarmi, per capire cosa volevo e cosa dovevo fare di questa mia vita... entrambi mi dissero, con parole differenti, "non ti sedere, non piangerti addosso, cammina e troverai le risposte che cerchi"...

Ci provai... smisi di fare ciò che gli altri si aspettavano da me e feci ciò che desideravo... Feci cazzate spaventose, scoprii dove può arrivare l'amore e la solitudine, l'amicizia e la sua assenza. Diventai forte... Imparai a sperare...

Già che c’ero decisi ce era arrivato il momento di conciliare la mia omosessualità e la mia fede, visto che entrambe facevano parte a pieno titolo della mia vita… decisi di conoscere un gruppo di credenti omosessuali per confrontarmi con loro. Certo poi ci misi quasi due ore per decidere di entrare nella stanza dove si riunivano, se aprire o no quella benedetta porta che mi separava da loro, ma alla fine entrai e ho iniziato così il mio cammino con loro.

E poi arrivò la persona che ancora stringe nelle sue mani il mio cuore... la prima volta che la incontrai, già perso nei suoi occhi profondi, mi dissi "con lui non voglio avere mai una storia, sarebbe troppo complicata"... ma conoscendoci giorno dopo giorno e raccontandoci scoprii che entrambi avevamo fatto lo stesso lungo cammino per trovare la nostra strada... Fu così che da allora le nostre strade si unirono... certo non è facile un rapporto di coppia, ma chi lo ha detto che le cose belle sono semplici da vivere???
Tutto questo per dirvi cosa? Bè un po per presentarmi... Ve lo dovevo... un po per dirvi che credo che sia importante raccontarsi e raccontare il cammino che si percorre perché solo così smettiamo di essere dei dati anagrafici, delle proiezioni, dei desideri in evoluzione...

Ecco perché insieme a Carlo, Andrea, a Roberto, a Gregorio, a Gianni, a Paolo, Francesco e a tanti altri abbiamo dato vita a Gionata perché la nostra vita e il nostro cammino di credenti possa essere una traccia per chi cerca ancora la sua strada... ed anche perché il prelato di turno non possa dire "io di gay credenti non ne ho mai conosciuti"...

Cavolo quanto o scritto... scusatemi davvero non volevo travolgervi con le mie parole... per lo meno ora mi conoscete un po di più... e conoscete anche il mio punto di vista sul progetto gionata, che non è altro che un semplice mezzo per raccontare al mondo chi sono, cosa fanno, come vivono i credenti omosessuali... il che, concorderete con me, di questi tempi non è poco...

 

 
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