Io, mia sorella e l'omosessualità. Separati dalle nostre paure
testimonianzaTestimonianza di Roberto

Non molti giorni fa ho perduto una sorella, era giovane, una morte fulminea, inaspettata, impensabile come tutte le separazioni. Si vedono nei film, nei telegiornali ma mai pensi che possa accadere a tua sorella, come se la morte non avesse potuto riguardami, come se fosse appunto una storia che riguarda altri.
Negli anni più difficili per me, o meglio quelli in cui prendevo coscienza della mia omosessualità ed in cui avevo bisogno della comprensione non trovai nella mia famiglia l'accettazione e questo mi divise molto da lei.

Negli ultimi mesi della sua vita si è riavvicinata molto, spontaneamente ed inaspettatamente, se ne è andata proprio mentre mi ricercava ancora, come quando eravamo bambini, cercando forse di ritrovare in me la sicurezza di cui aveva bisogno in questo momento, forse sapendo che mi avrebbe trovato, e sicuramente mi ha trovato.

Mi ha lasciato in pace, e di questo sono felice. Io invece non ho ancora questa pace perché ho perso tanti anni di mia sorella.
Troverò sicuramente le risposte che che cerco, ma voglio scrivere queste due righe perché chi le legge non perda tempo e faccia ogni sforzo non per farsi accettare ma per amare anche chi momentaneamente non capisce le "nostre debolezze", le nostre paure, le nostre impazienze di essere accettati senza condizioni.

La separazione annulla tutto, tutte le nostre rigidità, tutto. Chi comprende ciò che penso, alzi il telefono, esca di casa e faccia tutto quello che può per le persone che ama, qualunque sia il suo costo. E' necessario. L'accettazione arriverà inaspettata.



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