| Padre nostro che sei nei gay |
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Da un paio d' anni Don A. opera nella terra di nessuno, dove i divieti della Chiesa cattolica ufficiale si scontrano con la realtà dei cristiani omosessuali che non vogliono abiurare alla propria fede e alla loro esistenza. Un paio di volte al mese dice messa, confessa e distribuisce la comunione a un gruppo di credenti omosessuali. Questo è il racconto della sua esperienza pastorale.
E' superata, le critiche della gerarchia ecclesiastica non corrispondono al vissuto reale della gente. Si dice che gli omosessuali non sono aperti al dono della vita, alla differenza, all' alterità. Se ne dà un' immagine chiusa, narcisistica, egoistica. E invece non è così.
"E' sbagliato misconoscere la loro realtà. Dire che vivono in modo irregolare o anomalo significa non accettare la loro realtà. Spesso già loro stessi fanno fatica ad accettarsi e neanche tutti ci arrivano. Perciò è ora di capire che dobbiamo essere aperti alla loro condizione, non negarla".
"Da un paio d' anni".
"A scoprire valori nascosti in realtà diverse. In queste persone ritrovo sentimenti notevoli di solidarietà, di attenzione, di generosità, di affettuosità e di socialità. E non mi riferisco soltanto all' attenzione verso coloro che sono dello stesso ambiente.
"Purtroppo non se ne parlava seriamente nè ai corsi nè durante l' itinerario formativo. Solo qualche accenno e la solita, fugace, riduttiva lettura dei passi biblici su Sodoma o dei brani di san Paolo. Mi riferisco al testo in cui san Paolo fa un elenco di vizi, citando ladri, sodomiti, adulteri".
"Appunto, come un elenco di vizi e virtù del suo tempo. Ma se ci fissiamo a determinate strutture e istituzioni, si perde il senso vero dell' annuncio della parola di Dio".
"Ancora molto. Le parole della gerarchia incidono negativamente sull' opinione pubblica, sulle parrocchie, sulle stesse famiglie in cui si lamenta di avere un ' figlio non in linea con la Chiesa' . E questo crea difficoltà e una sensazione di sofferenza. Per fortuna cominciano ad esserci anche buoni preti, che seguono vari gruppi omosessuali".
"No, e mi dispiace che la Chiesa tutta non possa fruire di questa esperienza pastorale". |




Articolo di Marco Politi tratto da