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| Questo sono io. Un po’ di io |
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Prima il vuoto buio. Poi i primi incontri devastanti col mondo gay da una parte, con il mondo degli esperti preti, psicologi, psichiatri dall’altra. C’era così tanto squallore, così tanta povertà dentro, intorno a me. Così poca umanità. Nessuno ascoltava. Neanche io mi ascoltavo. Vivevo impetuosamente, tra un’ansia, un moto depressivo, un’avventura, un rimorso, un pianto, un grido, una sensazione di vertigine sul vuoto che si apriva. In questi anni smisi di andare in chiesa, non ho mai smesso di pregare però. Spesso non riesco a formulare delle parole di preghiera. Ancora oggi è come se mi sentissi indegno, o forse arrabbiato con Dio e spesso nel silenzio del mio letto non so fare altro che il segno della croce e chiedergli perdono. Ma non gli chiedo più perdono perché sono gay. Perché non sono più quel modello che ero prima. Non gli chiedo perdono perché sono disorientato, ho paura, non so cosa fare domani, non so che cammino percorrere. No non gli chiedo scusa perché sono debole. Mi abbandono a Lui così. E ho riscoperto il suo amore. E’ finita la tempesta. Ho incontrato nuovi amici. Non tanti come prima ma tanto belli. Nessuno più mi applaude per le strade ma il loro abbraccio quando tremo come una foglia spazza via il gelo. Non riesco più a mettere piede in una chiesa se non da solo. Non riesco più a partecipare ad una realtà religiosa di gruppo. Forse mi sento ferito. Forse è ancora orgoglio. Devo fare i conti con esperienze molto negative compreso quella di due preti che ci hanno provato mentre ricorrevo a loro per consigli e per una riconciliazione interna che hanno reso più difficile. Ma oggi sorrido di nuovo. Leggo, penso, vivo, mi scopro più buono. Compassionevole. Capisco le dinamiche del buio. So che il sole torna. Oggi amo un ragazzo. Lo amo da due anni l’ho conosciuto all'estero dove ho vissuto per due anni. E pensate lui lascia il suo lavoro, uno stipendio ed una carriera sicuri e senza parlare Italiano viene qua con me. Sarà dura. Tutti e due in una città sconosciuta e lui che a malapena dice “CIAO COME STAI?”. Ma ce la faremo! Vogliamo stare insieme e questa è la nostra prima occasione. Questo sono IO. Un po’ di IO. |





Testimonianza di Francesco