| Sono gay e mormone. Perché la mia Chiesa mi discrimina? |
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Testimonianza di tratta da afirchile.blogspot, tradotta da Dino M. "Come gay e mormone sento che la mia chiesa, di cui apprezzo i principi, mi sta discriminando. Per fortuna ci sono alcune persone che non seguono questa discriminazione, ma rappresentano l'eccezione. La triste realtà è che, per il fatto di essere gay, sono per la mia religione "un cittadino di seconda categoria". "Benché la mia Chiesa dica che si devono amare i gay, la verità è che la mia Chiesa continua ad insegnare che essere gay è un comportamento "ripugnante e perverso" e che, a meno che non ci si penta, conduce alla dannazione eterna". Ecco uno spaccato di cosa significa essere gay nella chiesa mormone.
Il Presidente della Chiesa Mormone Gordon B. Hinckley dice che forse posso rimanere nella Chiesa, ma possono farlo solo determinate condizioni. Dapprima dice che nella nostra Chiesa "amiamo i gay e le lesbiche come figli e figlie di Dio", ma in seguito dichiara che io, essendo gay, non posso esprimere il mio amore in una relazione di coppia monogama. Dice che "non possiamo restare se (le persone gay e lesbiche) si dedicano ad attività immorali, se intendono realizzare, difendere e vivere quello che chiamiamo matrimonio tra persone dello stesso sesso". Che alternativa mi rimane? Devo chiudere per sempre, con sette giri di chiavistello, il mio bisogno di amare? Questo è psicologicamente dannoso. Secondo la dottrina della Chiesa Mormone non ho la speranza di poter mai andare in paradiso. Per riuscirci, non mi resterebbe che sposarmi con una donna per tutta questa vita e anche per l'eternità. In accordo con la teologia mormone, il livello più alto a cui posso aspirare nell'aldilà è di essere un servo di coloro che si sono fatti una famiglia. Nella mia condizione di gay mormone la Chiesa pretende da me che io rimanga celibe. Ma perché negarmi il privilegio di amare qualcuno? Oltre a proibirmi il privilegio di amare, la Chiesa ignora ogni evidenza scientifica riguardo alle basi biologiche dell'omosessualità. Per il semplice fatto di essere nato gay all'interno della chiesa mormone, dal punto di vista teologico, io vengo giudicato e poi condannato. Mi addolora il fatto che la mia Chiesa, che ha tanto sofferto nel 19° secolo a causa delle sue pratiche matrimoniali e religiose, ora si dia alla persecuzione di una piccola minoranza all'interno delle sue stesse file e impedisce che questa minoranza formi una coppia che possa realizzare un impegno d' amore davanti a Dio e davanti al mondo. E' assurdo, ma i suoi capi stanno usando la stessa retorica che i nemici della Chiesa usarono contro di noi nel 19° secolo.
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