| Dietro il velo. Una suora lesbica rompe il silenzio |
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Pat O'Donnel, è un suora Domenicana che viveva a Tucson (Arizona, Stati Uniti) che ha contribuito a scrivere il libro "Lesbian Nuns: Breaking Silence" (1985) firmando la sua storia con il suo nome completo, non solo per rispetto verso se stessa ma anche per aiutare le tante altre persone che stanno facendo un cammino simile.
Appena ho fatto conoscere la mia decisione di uscire dal mio ordine religioso un'amica ha condiviso con me il suo dispiacere. Ha detto che io, come religiosa, ero una "referente" per lei. Per essere onesta il lavoro spirituale, personale e interiore, di una religiosa non è il suo solo nutrimento, ma si attinge a questa sorgente di energia per confortare, istruire e risanare gli altri. E per essere efficace nel nostro ministero - che è anche ministero "attivo" - si deve essere consci della nostra crescita interiore e della nostra spiritualità. Ma può una religiosa essere anche una referente per il lavoro interiore di un'altra persona? No! Nessuna persona può accettare la responsabilità di farsi carico del cammino interiore di un'altra. Noi possiamo solo intensificare il lavoro interiore degli altri facendoli uscire dalle loro paure, assistendoli verso una presa di coscienza e una consapevolezza delle proprie difficoltà. Come compagne di viaggio, possiamo condividere degli strumenti lungo la strada. Ma il vero lavoro interiore, l'integrazione del sé, è un cammino personale e nessuno può fare un lavoro di sviluppo spirituale per un'altra persona. La vità ci deve spingere a sviluppare i doni innati, che ognuna di noi riceve. Ognuno è chiamato a riconoscere il suo dono personale, per possederlo ed essere pronto a condividerlo con gli altri. Questa chiamata è per tutte le donne, non è limitata solo alle religiose. Questo è il motivo per cui tutte le donne sono chiamate ad essere donne religiose (spirituali), anche se non tutte sono chiamate ad entrare in un ordine religioso. Io mi sto confrontando con la stessa situazione e mentre prendo le distanze dall'istituzione, scelgo di non buttare via la mia spiritualità. Sto uscendo dalla vita religiosa ma non sto rinunciando al mio cammino spirituale, perché il mio lavoro interiore deve continuare mentre mi muovo verso l'interezza. Mi rifiuto di permettere alla chiesa istituzionale di rubarmi questo potere! Nel mio cammino ho ascoltato la verità, ma le attuali disposizioni sull'omosessualità della chiesa istituzionale non convalidano o supportano questa verità. Io posso dire che tutti i gay e tutte le lesbiche sono dotati/e da Dio del proprio orientamento sessuale, perciò non si deve indirizzare la persona omosessuale a vivere la propria vita evitando di avere una vita di relazione secondo il proprio orientamento. A mio parere questo insegnamento "ufficiale" non onora il dono che Dio ci ha fatto dell'individualità. Il mio ministero al Picture Rocks Retreat mi è stato tolto proprio a causa del mio "coming aut pubblico". La chiesa istituzionale vuole ridurmi così al silenzio a causa del mio aperto contributo al libro "Lesbian Nuns: Breaking Silence" (1985)". Vuole mettere cosi in catene le persone per impedirgli una presa di coscienza della realtà lesbica e gay. Qualunque sia la sua ragione (o le sue ragioni), non posso assumermi nessuna responsabilità per la chiesa istituzionale. Ciò che posso fare è essere responsabile della mia crescita interiore. Io devo rispettare la vita che Dio mi ha donata. Io scelgo di vivere. Qual'è invece la tua scelta?
Testo originale
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Testimonianza* di Pat O'Donnel tratta da