Da donna a uomo. Finalmente sono me stesso

Testimonianza di Bradford Taylor di St. Louis pubblicata da Transgender Today progetto on line del New York Times (USA), liberamente tradotta da Marzia Di Bartolomeo

Fin da bambino, sono stato considerato come il tipico “maschiaccio”… Piangevo quando dovevo indossare un vestito. Giocavo con pistole e spade. Ma la notte avrei voluto pregare che Dio mi “trasformasse in un maschio”. Una volta che arrivò l’adolescenza, fui bombardato da estremi attacchi di depressione e da tentativi di suicidio.

Sono rimasto bloccato con la storia che era solamente la mia attrazione verso le donne che mi faceva sentire cosÏ fuori luogo. Ma sapevo che era più di questo. Transessuale non era una parola nel mio vocabolario. E vivendo in un piccolo paese del Midwest (Stati Uniti), era abbastanza già il solo fatto di essere una lesbica.

Per venticinque anni ho lasciato che, il disprezzo verso me stessa e il corpo in cui ero forzata a vivere, controllasse il mio umore, le mie classi, la mia vita sociale, oltre che alle relazioni con le persone più strette. Dopo sei anni di relazioni fallite, in parte a causa delle mie insicurezze in me stessa e della mia identità, ho realizzato che era giunta l’ora.
Posso solo immaginare quanto sia stato difficile stare con qualcuno fin troppo abituato al cinismo, all’agorafobia, all’ansia, e all’incapacità di essere mai veramente felice… Nonostante l’amore della sua vita era seduto esattamente di fronte a lei. Dovrebbe essere abbastanza, giusto?

Un anno e mezzo più tardi, per quanto riguarda gli ormoni sono una persona completamente diversa. Se sono rimasto ancora nevrotico? Certo. Penso che ormai sia incorporato in me. Ma sono molto più sicuro, soddisfatto, e probabilmente molto meno eremita. I miei sorrisi sono per la maggior parte genuini. Non mi è più un sacrificio alzarmi dal letto. Ovviamente ho i miei giorni no, come li abbiamo tutti. Ma sono in minoranza.

Ho una visione ritrovata sulla vita e di cosa significa vivere realmente. Sto vivendo per me stesso, non per gli altri. E anche se questo può sembrare da egoisti, tutti noi ad un certo punto dobbiamo farlo. Quando si tratta di questione di vita o di morte, devi prendere quella decisione. Mia madre disse la cosa giusta: “Avrei preferito avere un figlio che vive, piuttosto che una figlia morta”.
Non sto andando più attraverso i movimenti solo perchè DEVO. Sono finalmente vivo. E finalmente sono la versione di me di cui ho sempre avuto bisogno.

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Testo Originale: Transgender Today: I’m finally alive

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