| Un padre riflette su come “un figlio gay arricchisca la vita” |
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Ognuno di noi ha delle aspettative, fa delle fantasie, si crea un’immagine sulle altre persone. Quando tre anni fa Francesco mi ha comunicato di essere gay mi sono detto: ma che bella occasione! Finalmente posso ricambiare tutto quello che mi ha dato sin da piccolo. Voglio fare qualche osservazione sulla gerarchia della Chiesa cattolica e del Vaticano rispetto alla questione gay, altrimenti passa ancora qualche secolo prima che essa si ravveda e chieda scusa come è successo per Galileo. L’atteggiamento che caratterizza un cristiano nei confronti delle persone non è un’identità, ma la pratica dell’amore. Un atteggiamento di comprensione e compassione. La gerarchia della Chiesa si sta trastullando con vari concetti, assolutismo, relativismo, laicismo ecc. A me sembra che sia tornata fondamentalmente al concetto del Vecchio Testamento di puro e impuro. L’altra questione che poco viene messa in rilievo è che l’Organizzazione mondiale della sanità da anni ha affermato che l’omosessualità non è una malattia. Come ai tempi di Galileo, l’ortodossia o meglio la gerarchia ritiene di avere il monopolio della verità assoluta contro la scienza.
La riposta ... La ringrazio per avermi fatto partecipe della lettera che lei ha dato a suo figlio e mi permetto di riportarne una frase: «Quando mi hai comunicato di essere gay non hai fatto che rendermi consapevole di una parte di te che non è altro che un aspetto, un arricchimento del tuo vissuto e della tua esperienza. L’amore di cui lei parla, quello per il prossimo, non è la principale preoccupazione della gerarchia cattolica, che mi pare sempre più interessata a esercitare un potere più temporale che spirituale sulla politica e sulla società. |




