| Io lesbica in Nigeria. Ripudiata dalla mia famiglia |
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La mia famiglia provò a pregare che guarissi da questa condizione ma poi ci scontrammo definitivamente. Fondamentalmente mi dissero che mi avrebbero disconosciuta e che mi sarebbe stato permesso rientrare nella famiglia solamente qualora avessi deciso di intraprendere la retta via. Erano tutti tanto adirati, delusi e feriti, e il mio cuore altrettanto spezzato. Presi su tutta la mia roba e mi trasferii negli Stati Uniti, da sola, senza contatto alcuno con la mia famiglia. Circa un anno dopo, mi raggiunsero per tentare di rimediare e ci stiamo riappacificando ancora adesso. Il fatto è che tante volte ho desiderato che Dio mi rendesse eterosessuale e che potesse risparmiare loro il dolore e l’umiliazione che provarono, e a me le fatiche di essere una lesbica africana. Lottai per anni col dubbio se Dio amasse anche me o se sarei andata all’inferno per il fatto di essere lesbica. Ebbi quindi tantissimi conflitti interiori e scontri con la mia fede cristiana, ma dopo tanta preghiera e molti digiuni Dio mi rivelò che Lui ci ama tutti così come siamo. Egli ci ha creati tutti differenti tra noi e ama ognuno di noi nel modo in cui è. Proprio adesso sto registrando un CD gospel per i gay cristiani che come noi hanno bisogno di sentire l’amore di Dio. Vi prego, siate fiduciosi che Dio vi ama, che potete essere gay e amare Gesù, che la vostra famiglia e i vostri amici, illuminati dalla grazia di Dio, potranno anche cambiare punto di vista, e che Gesù è morto anche per voi, quindi noi siamo tutti eredi al trono della Grazia. Dio vi ama così come siete. Dio vi benedica.
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Testimonianza di Rizi tratta da 
