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'Noi Siamo Chiesa' riflette sul Sinodo dei Vescovi cattolici sulla Parola di Dio |
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Documento di Noi Siamo Chiesa del 19 novembre 2008
Si è concluso da poco il XII Sinodo dei vescovi cattolici su “La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa” (Roma, 5-26 ottobre 2008). A tal proposito scrive il movimento italiano di "Noi Siamo chiesa" che "cose importanti sono state dette; forse quella che è mancata è stata la proposta di una esplicita mobilitazione perché si dia la priorità assoluta in ogni comunità cristiana alla riflessione, alla preghiera e alla pratica di vita fondata sulla Parola di Dio, lasciando in secondo piano strutture ecclesiastiche, canoni, discusse norme morali, gerarchie, anche dogmi il cui vero radicamento biblico spesso è tutto da dimostrare". Ma cerchiamo di capire quali sono stati quegli aspetti positivi del Sinodo, che pure ci sono stati, e che hanno suscitato il particolare interesse anche di quei cattolici che hanno un orientamento critico nei confronti dei vertici centrali e di molte strutture della loro Chiesa per come si sono andate definendo negli ultimi trenta anni, mettendo da parte, nei fatti, il grande movimento di rinnovamento che avviò il Concilio Vaticano II.
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Omosessualità e Fede. Il Convegno di Firenze per i dieci anni della REFO |
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Articolo tratto da NEV - Notizie Evangeliche del 12 novembre 2008, a. XXIX, n. 46
"È necessario rilanciare i rapporti con le chiese e le comunità che sono i luoghi propri nei quali discutere il tema dell'omosessualità in una prospettiva cristiana", ha dichiarato Giorgio Rainelli, neo-presidente dell'Associazione "Rete evangelica fede e omosessualità" (REFO), a conclusione del Convegno nazionale tenutosi dal 7 al 9 novembre a Firenze. A dieci anni dalla fondazione della REFO membri di chiese valdesi, metodiste, battiste, vetero-cattoliche e cattoliche per tre giorni hanno discusso insieme a teologi e psicologi di "Chiese e omosessuali". Ospite d'onore è stato Jean Vilbas, teologo francese che da anni si occupa della questione.
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L'omofobia nelle nostre chiese. Riflessioni di un gay cristiano |
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Riflessioni di Jean Vilbas già pubblicate in Recherches unitariennes n° 16 del maggio 2005, liberamente tradotte da Dino
Qualche anno fa Jean Vilbas aveva cercato di capire quale fosse la sua vocazione, aveva cercato un Dio differente da quello che i suoi genitori gli avevano descritto. "I miei erano cattolici conservatori andavano a messa ogni domenica ma non mettevano Cristo al centro della loro vita gli altri sei giorni della settimana". Il suo camino lo ha condotto prima in una chiesa battista e poi verso una chiesa riformata. «Ma in alcune di queste chiese – spiega – non ho potuto rendere visibile una parte importante della mia personalità perché non la comprendevano». Per "me è prioritario l’essere cristiani, l’orientamento sessuale viene dopo. Perché non ho scelto di essere omosessuale mentre ho scelto Cristo. È lui il motore della mia militanza gay nella Chiesa". Ma non è facile trovare una chiesa cristiana che accoglie le persone omosessuali e non chiede loro di scegliere tra l’amore e la propria fede. Questa è la sua storia.
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Gli omosessuali e la trave che acceca |
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Riflessioni di Pascale tratte da Fraternet.com, liberamente tradotte da Piero
Se c’è un campo in cui i limiti spirituali dell’uomo si svelano in tutta la loro incoerenza, è proprio quello dei condizionamenti e più precisamente quello dei pregiudizi. E che noi lo vogliamo o no, siamo tutti più o meno condizionati dalla nostra educazione e, più ampiamente, da una società che non può fare a meno di etichettare gli esseri umani in funzione delle loro credenze o dei loro comportamenti sessuali. Così, invece di riconoscere un buon albero dai suoi frutti, preferiamo giudicarlo dal colore della sua corteccia e paragonarlo al nostro per sapere se dobbiamo abbatterlo o rispettarlo. Le conseguenze? Innumerevoli mancanze d’Amore nei confronti di milioni di persone e tanti chiodi che piantiamo nel Corpo dell’umanità di cui facciamo parte...
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Veglia2009. Il coordinamento dei gay cristiani è morto, viva il coordinamento |
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Riflessioni di Cristian, relazione allegata di Fabio
La veglia di preghiera per ricordare le vittime dell’omofobia è il dono prezioso che, da due anni, i gruppi di gay cattolici ed evangelici italiani fanno alle loro chiese. Un momento idi testimonianza nella preghiera che sa unire insieme cristiani, omosessuali e non, provenienti da tanti cammini e da tante chiese differenti. Il 9 Novembre 2008 a Firenze, a margine del convegno organizzato dalla Refo su “Chiese e omosessualità: un percorso decennale e poi quali prospettive?", i rappresentanti dei gruppi di cristiani omosessuali, provenienti da tutta Italia, si sono incontrati per discutere dell’organizzazione della Veglia di preghiera 2009. E' stato un incontro senza involucro, ma con molto contenuto. Le decisioni sono state rapide, spesso all’unanimità, segno concreto di quel comune sentire di fondo che intuiamo scorrere tra i gruppi di cristiani omosessuali.
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