I sessi si devono intendere come reciprocamente complementari?

Testo di Dianna E. Anderson pubblicato su Queer Grace – Encyclopedia per Cristiani LGBTQ (USA), liberamente tradotto da Silvia Lanzi

Una delle obiezioni più comuni all’omosessualità è la fisicità del sesso gay. I peni sono fatti per infilarsi nelle vagine. La nostra biologia è fatta così per permettere il riprodursi della specie e, ad un certo punto, il pene deve entrare nella vagina e fecondare un uovo. Questo è detto argomento biologico – siamo fatti così, perché proprio Dio ha formato in questo modo i nostri corpi, e allora dev’essere così. Si chiama complementarietà sessuale – e cioè che siamo formati per essere complementari biologicamente, che è poi il motivo più importante perché siamo tutti eterosessuali e cisgender.

Questo è il solo modo naturale per fare sesso o no?

Sì e no. Ci sono un sacco di persone che provano piacere e perciò fanno sesso in questo modo. Ma definire “naturale” una cosa significa che c’è un solo modo per farla. Ma la natura è molto più complessa e complicata di così. Se fosse naturale fare sesso solo con un pene ed una vagina cisgender, gli altri centri del piacere del corpo non avrebbero alcun senso. Per esempio, le persone con il pene hanno la prostata che si può stimolare solo con l’ano e che, così stimolata, da a molti un piacere intenso. Sembrerebbe una posizione alquanto bizzarra se si presupponesse di dover soltanto inserire un pene in una vagina e non altrove. Di base, Dio ha un grande senso dell’umorismo.

L’argomento della natura è incompleto, anche perché non offre spiegazioni per l’orgasmo clitorideo, che è sostanzialmente qualcosa di non necessario all’atto riproduttivo. Infatti difficilmente esso affronta le domande filosofiche più ampie sul sesso nella sua interezza – come, ad esempio, il perché il sesso ci fa stare così bene. Natura e scienza non possono rispondere esattamente a questo “perché”, che è dominio del ragionamento filosofico. Gli argomenti scientifici che, a livello religioso, facciano il punto su come Dio ci ha creato crollano miseramente quando si prende in considerazione il numero di domande “naturali” che sorgono.

Allora cos’è il sesso?

Molti cristiani non si sentono a proprio agio nel parlare apertamente di sesso, ed è per questo che il concetto che “il pene non è stato creato per l’ano” trova molti fautori. In molte persone eterosessuali e cisgender provoca disgusto e insegna alle persone queer che i loro corpi e i modi con cui ne traggono piacere sono cattivi o grossolani (che, per la Chiesa cristiana significa sostanzialmente la stessa cosa). L’argomento dello schifo evita di pensare troppo profondamente a cosa sia in realtà il sesso e dipende dal disagio dei cristiani di fronte alla sessualità.

Ma non potremo mai avere una conversazione franca sul sesso se non siamo disposti a parlarne anche nei dettagli. Oserei dire che è importante farlo, perché l’informazione da il potere alle persone di prendere decisioni ragionate sui propri corpi e sulla propria vita sessuale, che mettano, o meno, il pene in una vagina.

Il significato del sesso, quindi, dipende dalla coppia. Forse si tratta di due persone eterosessuali e cisgender che vogliono avere dei figli. Allora lo scopo del sesso è la riproduzione. Ma è anche piacere. E un’esperienza che unisce. Ed è un modo per esprimere amore e attrazione. Ed è una forma di unione. È un sacco di cose tutte insieme, ed è la stessa cosa per gli etero, i gay i bisessuali e i trans. Pensare che il sesso sia solo una cosa o un’altra comprime ognuno in una definizione soffocante e vergognosa che ci fa desistere dall’esplorare il modo in cui Dio ci ha creato e ha creato il sesso.

Ulteriori riflessioni

Matthew Vines nel suo libro God and the Gay Christian (2015) a pagina 90 scrive: “Se il problema fosse la complementarietà anatomica, sulle stesse basi si dovrebbero condannare anche le lesbiche. Ma, su questo, il testo tace… Sembra che l’intera, e complessa, questione di come i corpi stiano insieme non sia considerata. La preoccupazione che notiamo si concentra solo sugli esatti ruoli di genere in una società patriarcale”.

 

Testo originale: Aren’t the sexes meant to complement each other?

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