Tanti cristiani provenienti da diverse confessioni e cammini di fede (Valdesi, cattolici, veterocattolici, metodisti, battisti, etc...) dal 2007 vegliano insieme ai gruppi di credenti omosessuali per ricordare le vittime dell'dell'omofobia e lanciare un segno di speranza e per ifrangere il muro di silenzio che spesso permane nelle nostre chiese su questo tema. "Viene il giorno in cui sarà forse impossibile parlare apertamente, ma noi pregheremo, faremo ciò che è giusto, il tempo di Dio verrà» Dietrich Bonhoeffer (1906-1945)
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Lettera di Brus Contrerars presidente di Afirmaciòn Chile, tradotta da Fra Roberto
Afirmación Chile è un'organizzazione di gay e lesbiche mormoni del Cile che ha aderito alle veglie per le vittime dell'omofobia 2008 perchè "consideriamo che l'iniziativa delle Veglie è molto importante, per ... comprendere che nessuno può amare un Dio che non ha visto, se non ama il suo prossimo che vede tutti i giorni. Le esclusioni, la discriminazione, l'intolleranza, la condanna, non possono essere giustificati dalla religione, in nessun modo"... "noi mormoni, come tutti gli altri cristiani, abbiamo molte vittime, e non vogliamo oramai più morti per l'omofobia della nostra Chiesa, né quella di nessuna Chiesa". Le veglie organizzate da affirmazione Chile avranno luogo il 4 aprile 2008 nelle seguenti città cilene: Quilpué, Viña del Mar, Copaipó, Santiago de Chile, Rancagua, Concepción, Temuco, Futaleufú y Punta Arenas. |
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Intervista di Andrea Panerini a Debora Spini, Vicepresidente del Concistoro valdese di Firenze
Debora Spini è Vicepresidente del Concistoro valdese di Firenze e da molti anni esponente di questa comunità. Insegna Political Theory alla Syracuse University in Florence e Filosofia sociale alla facoltà di Scienza politiche dell’Università di Firenze. In questa intervista riflette alla luce del suo cammino nela chiesa valdese su fede, omosessualità e le veglie di preghiera per le vittime dell’omofobia e ci ricorda che “l’amore di Cristo è dato per tutti”. |
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Riflessioni di Daniela Tuscano tratte da dimelaltra.blogspot.com/
Un segno implica un gesto; un gesto privo di segno è eco muta. Non si propaga, non crea nessuna onda. Insieme, producono invece un vortice continuo, una sinfonia moltiplicata. Le veglie di preghiera per le vittime dell’omofobia posseggono questa valenza provocatoria. Innanzi tutto perché preghiere. Le preghiere di omosessuali già si presentano come un ribaltamento dell'Ordine religioso e del perbenismo clericale La loro preghiera è scandalosa perché non reagiscono con rabbia agli insulti e alle provocazioni. Neppure alle maledizioni. E ciò nondimeno non chinano il capo rassegnati. Non chiedono tolleranza, ma ascolto. |
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Lettera di Vittorio Bellavite, portavoce del Movimento "Noi siamo Chiesa"
Noi Siamo Chiesa (NSC), la sezione italiana del movimento Internazionale "We Are Church (IMWAC)", che dal 1996 opera per un rinnovamento ecclesiale della Chiesa cattolica", ha aderito alle veglie ecumeniche per ricordare le vittime dell'omofobia che vedranno tanti credenti, omosessuali e non, uniti in preghiera in numerose città italiane ed estere, dal 2 al 6 aprile 2008. Con questa lettera il portavoce di "Noi siamo chiesa" spiega il perchè di questa adesione. |
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Lettera inviata da Anna Maffei, presidente dell’Unione Cristiana Evangelica Battista d'Italia (UCEBI)
Anna Maffei, presidente dell’Unione cristiana evangelica battista d'Italia (UCEBI), che raccoglie su base volontaria circa 120 chiese evangeliche battiste sparse sul territorio nazionale, ha scritto una lunga lettera ai credenti che stanno organizzando le veglie di preghiera che dal 2 al 6 aprile ricorderanno le vittime della violenza dell'omofobia. Scrive la Maffei: "l’Unione battista condivide in pieno lo spirito che anima la vostra preghiera comune, così come tutte le manifestazioni contro l’intolleranza di qualsivoglia matrice". Già "nel novembre 2007, nel corso della nostra Assemblea congiunta al Sinodo delle chiese valdesi e metodiste, abbiamo votato a larga maggioranza un atto in cui, fra l’altro, abbiamo confessato "il peccato della discriminazione delle persone omosessuali e della sofferenza imposta loro dalla mancanza di solidarietà”, abbiamo condannato “ogni violenza verbale, fisica, e psicologica, ogni discriminazione nei confronti di persone omosessuali. ...Che il Signore vi stia vicino dunque. Molti delle nostre chiese si uniranno alla vostra preghiera, se non potranno farlo fisicamente, lo faranno almeno nello spirito". |
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