2008
Dal 2 al 6 aprile 2008 credenti di diverse confessioni religiose, omosessuali e non, in varie città d'Italia e in varie parti del mondo, per ricordare tutte le vittime dell'omofobia e per lanciare un messaggio forte alle loro Chiese.


Il veto alla Veglia della curia di Milano. Scola si pente con i gay

Articolo di Marco Politi tratto da Il Fatto Quotidiano, 12 maggio 2012

Il cardinale Scola nega una chiesa ai gay cattolici per la consueta veglia di preghiera contro l’omofobia. E rompe con la tradizione inaugurata dal cardinale Tettamanzi.
La notizia la diffondono ieri pomeriggio i gay credenti e Gianni Geraci, esponente della storica associazione di gay cristiani milanesi Il Guado, commenta: “Mai avrei pensato di dover fare i conti con un no.

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Sei gay e cattolico? A Palermo non puoi pregare per le vittime dell'omofobia

Articolo di Giulio Giallombardo tratto da siciliainformazioni.com del 5 maggio 2011

Sono tempi duri per gli omosessuali di fede cattolica. Ad una settimana dal Palermo Pride 2011, la manifestazione cittadina dell'orgoglio gay, la Curia di Palermo ha vietato una veglia di preghiera per le vittime dell'omofobia prevista nella chiesa di Santa Lucia a Palermo, il prossimo 12 maggio alle 21.

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Le città dove, dal 2 al 6 aprile 2008, si è vegliato per le vittime dell'omofobia

Active ImageCome cristiani possiamo "rimanere in silenzio” quando tanti uomini e donne soffrono solo perché sono omosessuali? Noi diciamo di no!
Ecco perchè dal 2 al 6 aprile 2008 in numerose città italiane, ed in varie parti del mondo, cristiani provenienti da diverse confessioni religiose saranno in veglia insieme con i gruppi di credenti omosessuali per ricordare le vittime dell’omofobia ed infrangere il muro di silenzio e d'imbarazzo che spesso permane nella nostra società, e sopratutto nelle nostre chiese, su questo tema.

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Le veglie e la vocazione ecumenica dei credenti omosessuali

Immagine attivaArticolo di Gianni Geraci tratto da micromega-online del 11 aprile 2008

Tutto è iniziato nel 2007 dopo la morte di Matteo, un ragazzo ennesima vittima dell’omofobia che forse non era nemmeno gay! Proprio per ricordare tutte le vittime dell’omofobia è nata l'idea di organizzare una veglia di preghiera, voluta dai gruppi di credenti omosessuali, ma a cui hanno aderito comunità cristiane e credenti da tutta Italia, e non solo.
Un'iniziativa ecumenica che si è ripetuta negli anni successivi perchè lo spirito che anima questo momento di preghiera è quello di "scoprirci fratelli nella preghiera e nella fede". Riscopriamo in questo articolo la storia di questa iniziativa ecumenica 'per vocazione'..

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Una risposta ecumenica per superare il muro che divide chiese e omosessuali

Active ImageArticolo tratto da Adista Notizie N. 31 del 19 Aprile 2008

Dal 2 al 6 aprile 2008 credenti di diverse confessioni religiose si sono riuniti, in varie città d'Italia e in varie parti del mondo, per ricordare tutte le vittime dell'omofobia e per lanciare un messaggio forte alle loro Chiese. Perché "nell’amore non c’è paura”, "non c’è da temere se delle persone vivono tra loro un amore, indipendentemente se queste persone siano di sesso diverso o dello stesso sesso. Non c’è da temere a vivere questo amore e non c’è da temere ad accogliere questo amore nelle chiese e nella società. Se la nostra società è omofoba e se gran parte dei cristiani sono omofobi ciò vuol dire che vale per noi ciò che dice il brano biblico: Chi ha paura non è perfetto nell’amore”.

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A Bologna abbiamo vegliato perché l’amore vinca il pregiudizio

Active ImageTesto letto dal gruppo In Cammino nella veglia per le vittime dell’omofobia del 4 aprile 2008 tenutasi nella Chiesa di San Giovanni Battista di Calamosco di Bologna

Anche noi del gruppo in cammino, credenti omosessuali di Bologna, “vogliamo ricordare Matteo e ciò che il suo drastico gesto denunciò allora e lo ricordiamo alla vigilia del quarantesimo anniversario della morte di Martin Luther King, il pastore battista che ha pagato con la vita l’impegno per superare il pregiudizio e la paura”.
Per “vincere con l’amore i pregiudizi e le discriminazioni che ancora feriscono e creano sofferenze a tanti di noi. Con questo spirito, desideriamo ringraziare Dio per averci creato così come siamo e per averci dato la possibilità di testimoniare il suo Amore nella varietà di relazioni d’amicizia e di amore che ci chiama a vivere”.

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I Battisti di Livorno, le vittime dell'omofobia e la chiesa che vogliamo essere

Active ImageTestimonianza di Mimma Capodicasa

Anche a  Livorno nella chiesa battista, domenica 6 aprile 2008, nel culto domenicale si sono ricordate le vittime dell'omofobia. Ma personalmente mi sento di dire che tutta la comunità ha vissuto il culto con un forte senso di coinvolgimento, anche da parte di quanti magari non avevano mai sentito storie di quel tipo e le preghiere spontanee che sono seguite lo hanno dimostrato. E durante la predicazione siamo stati sollecitati a riflettere sul tipo di chiesa che vogliamo essere: una comunità pronta ad accogliere tutti coloro che hanno il desiderio di lodare e adorare il nostro Dio, creatore, di qualsiasi razza, tendenza e orientamento sessuale, o una chiesa in cui ci sentiamo al sicuro solo perchè siamo tutti omologati?

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Le veglie per le vittime dell'omofobia sono anche un atto politico!

Active ImageRiflessione di Rosa Salamone del gruppo Varco-Refo di Milano

Sono convinta, ed è mia convinzione personale, che ogni mio atto ha un connotato politico. Se decido di non sprecare energia,risparmiando la luce a casa mia,il mio è un atto politico. Se scelgo di non usare il linguaggio della violenza, sia quello fisico che verbale, il mio è inevitabilmente un atto politico.
Cioè un atto che delle precise conseguenze sociali.La stessa cosa accade se vado al mercato e compro prodotti non ogm, se devolvo l'otto per mille a chi desidero io, se adotto un determinato testo a scuola e non un altro. Ho letto in più di un articolo apparso in diverse collocazioni che le veglie non proponevano alcuna rivendicazione politica. Ora, quest'affermazione per me è sbagliata.

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Dalla veglia di Firenze. La mia omosessualità, un dono di Dio

Active ImageTestimonianza di Claudio letta durante la veglia per le vittime dell’omofobia di Firenze del 4 aprile 2008

In questo  momento in cui eleviamo al Padre le nostre intenzioni di preghiera personali e creiamo momenti di condivisione, vorrei portare la mia testimonianza. Mi chiamo Claudio e sono tra gli organizzatori della veglia (ndr di Firenze); in particolare mi sono occupato, come già l’anno scorso, della liturgia. Fratelli, stasera è mia intenzione, nella preghiera, ringraziare il Padre per il dono che mi ha fatto di essere un omosessuale.
Un dono di Dio l’omosessualità? Si, in quanto il fatto di essere gay mi ha portato a frequentare varie realtà religiose, ad arricchire la mia visuale e ad incontrare fratelli che credono in Dio, pur se ciascuno nella propria specificità . Ciò mi ha sempre più convinto che l’unico vero modo per essere cristiani sia quello di essere sempre aperti all’amore.
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La comunità valdese di Brescia, i credenti africani e il culto sull'omofobia

Active ImageTestimonianza di Erica Vinay

La chiesa valdese di Brescia ospita una numerosa comunità africana, ecco perchè la decisione di dedicare il culto domenicale del 6 aprile 2008 alle vittime dell'omofobia ha sollevato una grande discussione all'interno della comunità. Non sono mancate le resistenze a questa iniziativa, per i credenti africani era inconcepibile una tale decisione in aperto contrasto con la loro cultura che disapprova fortemente l'omosessualità. E' nato così un lungo confronto tra posizioni inconciliabili, ma poi è accaduto che ...

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