Noi gay credenti e il sogno di unire la nostra preghiera a quella di tutta la chiesa

Active ImageRiflessione di Gianni Geraci, portavoce del gruppo cristiani omosessuali del Guado di Milano

Numerosi gruppi di omosessuali credenti hanno organizzato, in tutta Italia e in varie parti dal mondo dal 2 al 6 aprile 2008, molte delle veglie che ricorderanno le vittime dell'omofobia. Noi credenti omosessuali "recandoci nei templi che ospiteranno le tante veglie organizzate quest’anno, porteremo con noi, nel nostro cuore, le tante persone che ci hanno conosciuto e che ancora hanno paura di pregare pubblicamente con noi: se anche loro, in questi giorni, pregheranno il Signore per la salvezza di tutti, di certo qualche cosa di grande potrà succederà".

 


Questa sera (mercoledì 2 aprile 2008 ndr), a Milano, inizieranno le veglie di preghiera per le vittime dell’omofobia che, su suggerimento del portale Gionata.org, numerosi gruppi di omosessuali credenti, hanno organizzato in tutta Italia e in varie parti del mondo.

L’idea di chiamare quanti condividono la nostra Fede cristiana a pregare con noi per le vittime dell’omofobia, nasce da due esigenze ugualmente importanti:

- La prima è quella di dare un segnale di prossimità alle tante persone che vivono con sofferenza l’atteggiamento di violenza e di scherno con cui molti trattano il loro orientamento sessuale.
Ancora una volta è necessario ricordare loro che Dio è vicino a tutte le persone che soffrono e che ha a cuore il loro desiderio di autenticità e di liberazione.
Le stesse chiese, se vogliono vivere con fedeltà il messaggio evangelico, debbono ripetere con decisione questa verità fondamentale, perché, indipendentemente dalle specifiche valutazioni morali, hanno il dovere di dare voce alla sofferenza di chi vive con terrore l’idea stessa di condividere le emozioni, le gioie, le trepidazioni, le delusioni, le paure, le difficoltà e le speranze che nascono da uno specifico orientamento sessuale.

- La seconda è quella di chiedere a quanti condividono la nostra stessa Fede cristiana di superare la paura e di pregare finalmente con noi riconoscendo la verità, incontestabile per un credente, che Dio (che ama tutti gli uomini e tutte le donne) ama anche tutti gli omosessuali e tutti i transessuali del mondo, e li chiama, uno per uno, ciascuno con la sua specifica identità di genere o con il suo specifico orientamento sessuale, all’unica salvezza in Cristo.

 Ecco perché, recandoci nei templi che ospiteranno le tante veglie organizzate quest’anno, porteremo con noi, nel nostro cuore, le tante persone che ci hanno conosciuto e che ancora hanno paura di pregare pubblicamente con noi: se anche loro, in questi giorni, pregheranno il Signore per la salvezza di tutti, di certo qualche cosa di grande potrà succederà.

 

Gianni Geraci

Portavoce gruppo del Guado – Cristiani Omosessuali di Milano

 

 

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